Cerca in questo sito
85 risultati trovati con una ricerca vuota
- CCPL 2025–2027: salari, diritti e dignità. Chiesta una convocazione urgente al Presidente della PAT
La UIL FP del Trentino, insieme a FP CGIL e CISL FP, rilanciala piattaforma per il rinnovo contrattuale: recupero dell’inflazione Il rinnovo del CCPL 2025–2027 deve dare risposte concrete alle lavoratrici e ai lavoratori del pubblico impiego trentino. Il rincaro del costo della vita richiede interventi capaci di tutelare il potere d’acquisto delle retribuzioni e riconoscere il valore di chi garantisce ogni giorno servizi essenziali alla comunità. Per questo FP CGIL, CISL FP e UIL FP del Trentino hanno chiesto alla Provincia e ad APRaN una convocazione urgente, rilanciando le priorità della piattaforma sindacale con una lettera unitaria al Presidente della Giunta provinciale, Maurizio Fugatti. Recuperare l’inflazione e rafforzare le retribuzioni Il primo punto è l’attuazione dell’addendum al Protocollo 2024, che prevede un incontro annuale per verificare lo scostamento tra inflazione programmata e reale, misurata attraverso l’IPCA, e recuperare la differenza. Occorre individuare le ulteriori risorse necessarie per difendere i salari, accompagnando gli interventi contrattuali con politiche di contenimento dei prezzi. In questa direzione si inserisce anche la richiesta di introdurre e valorizzare un “Assegno Trentino”, rafforzando gli elementi economici territoriali dei contratti in relazione alla specificità del territorio e al costo della vita. Indennità: adeguarle ed estenderle La piattaforma chiede di adeguare ed estendere le indennità al personale che oggi non le percepisce, riconoscendo le condizioni di lavoro e il contributo delle diverse professionalità. L’attenzione riguarda, in particolare, indennità chilometrica, reperibilità, disagiata, turni, lavoro notturno e festivo. Il rinnovo deve riconoscere concretamente le responsabilità e i disagi che caratterizzano il lavoro quotidiano nei servizi pubblici. Più lavoro agile e migliore conciliazione Tra le richieste figura l’estensione e la strutturazione del lavoro agile, del lavoro da remoto e del co-working in tutte le attività compatibili. L’utilizzo di sedi pubbliche territoriali condivise può contribuire a ridurre gli spostamenti e i relativi costi, migliorando la conciliazione tra vita privata e lavoro. Buono pasto per tutto il comparto Un altro obiettivo centrale è l’estensione del buono pasto a tutto il personale del lavoro pubblico: Provincia, Comuni, Comunità di Valle, APSP, enti di ricerca, fondazioni e altri enti. La richiesta comprende l’aggiornamento del valore, la possibilità di cumulare i buoni e una rete di utilizzo più ampia, anche attraverso card o soluzioni digitali, in linea con quanto richiamato nella piattaforma rispetto al livello nazionale. Valorizzare il personale significa rafforzare i servizi Per la UIL FP del Trentino, riconoscere il valore del lavoro pubblico sul piano economico e contrattuale significa investire nella qualità dei servizi e nella tenuta delle comunità. La mobilitazione unitaria prosegue per ottenere risposte concrete e un confronto sulle risorse e sulle priorità del rinnovo. Difendere il pubblico impiego trentino per valorizzare i servizi erogati dalle lavoratrici e dai lavoratori. Articolo L’Adige 12.10.2026 https://drive.google.com/file/d/11Ngpnqcki3YqLcROKuW-qiXsbmkhUH5z/view?usp=drivesdk RTTR 12.10.2026 https://www.facebook.com/share/p/1QYzrVFgqd/?mibextid=wwXIfr
- Nuova legge elettorale: come funziona e quali sono i nodi costituzionali - La guida della UIL FP del Trentino alle nuove regole: premio di maggioranza, preferenze, specificità territoriali e possibili
La nuova legge elettorale per Camera e Senato, legge n. 180 del 9 ottobre 2026, entrerà in vigore il 24 ottobre. Riguarda le elezioni politiche nazionali, non quelle comunali o provinciali. Conoscere le nuove regole significa capire come il voto dei cittadini si tradurrà nella composizione del Parlamento. Un sistema proporzionale con un premio per chi vince Il sistema diventa prevalentemente proporzionale: i posti in Parlamento vengono distribuiti in relazione ai voti ottenuti. È però previsto un premio per la lista o coalizione che arriva prima e raggiunge almeno il 42% dei voti validi in entrambe le Camere. Il premio comprende 70 deputati e 35 senatori, ricavati dal numero complessivo dei parlamentari, che non aumenta. Il meccanismo prevede un limite di 220 deputati e 113 senatori, esclusi gli eventuali seggi ottenuti nella circoscrizione Estero. Facciamo un esempio: se una coalizione arriva prima con il 43% sia alla Camera sia al Senato, soddisfa i requisiti per il premio. Se ottiene il 43% alla Camera ma il 41% al Senato, il premio non scatta in nessuna delle due. Lo stesso accade se arrivano prime due forze politiche diverse. In questi casi non è previsto un ballottaggio: si procede alla distribuzione proporzionale, ferme le regole territoriali speciali. Preferenze e capilista: cosa può scegliere l’elettore Nel sistema generale sarà possibile esprimere fino a tre preferenze per candidati della lista votata, rispettando le regole di genere. Restano però i capilista bloccati: nell’assegnazione dei seggi alla lista, il capolista ha precedenza; per i candidati successivi conta la graduatoria delle preferenze. La possibilità di scegliere personalmente i rappresentanti viene quindi ampliata, ma rimane parziale. Le soglie per entrare in Parlamento Le principali soglie nazionali sono il 3% per le liste e il 10% per le coalizioni, con eccezioni e meccanismi di recupero previsti dalla legge, fra cui quello per la migliore lista coalizzata rimasta sotto il 3%. Ai fini del raggiungimento della soglia per il premio contano anche i voti delle liste alleate che non superano lo sbarramento. Il presidente del Consiglio non viene eletto direttamente Le forze politiche devono indicare nel programma la persona proposta per guidare il Governo. I partiti della stessa coalizione devono concordare un unico nome. Questa indicazione non introduce l’elezione diretta del premier: rimangono le prerogative costituzionali del Presidente della Repubblica sulla nomina del presidente del Consiglio. Le particolarità del nostro Trentino-Alto Adige Nel nostro territorio restano regole specifiche. Alla Camera si mantengono collegi uninominali e una quota proporzionale; al Senato la regione conserva sei collegi uninominali. I voti del territorio concorrono anche alle verifiche nazionali previste per le soglie e il premio. Non sarebbe quindi corretto affermare che i collegi uninominali scompaiono ovunque. La legge passerà al controllo della Corte costituzionale? La legge può essere sottoposta alla Consulta, ma il controllo non è automatico. La strada ordinaria passa attraverso un giudizio: se il giudice ritiene una questione di costituzionalità rilevante per decidere la causa e non manifestamente infondata, la rimette alla Corte. L’annuncio di un ricorso non equivale, dunque, a un esame già avviato nel merito. Anche la promulgazione da parte del Presidente della Repubblica non costituisce una garanzia definitiva di costituzionalità. Il controllo del Capo dello Stato e quello della Consulta hanno ruoli diversi. Il premio al 42% è incostituzionale? Non è possibile affermarlo soltanto perché permette di ottenere una maggioranza di seggi senza avere la maggioranza assoluta dei voti. Nel 2014, con la sentenza n. 1, la Corte censurò il premio del Porcellum, che non richiedeva una soglia minima di consenso. Nel 2017, con la sentenza n. 35, ritenne invece non manifestamente irragionevole il premio dell’Italicum attribuito al primo turno alla lista con almeno il 40% dei voti validi, bocciando il diverso meccanismo del ballottaggio. Alla luce di questi precedenti, la soglia del 42% dispone di un argomento a favore della propria tenuta costituzionale. È una valutazione, non una previsione dell’esito: la Corte dovrebbe considerare il funzionamento complessivo del sistema e la proporzione fra consenso ottenuto e seggi assegnati. Il principio è che la stabilità del Governo può essere perseguita senza sacrificare in modo sproporzionato rappresentanza e uguaglianza del voto. E i capilista bloccati? Neppure la loro presenza determina automaticamente un’incostituzionalità. La Corte ha distinto il sistema delle lunghe liste interamente bloccate da quelli in cui soltanto una parte dei seggi è sottratta alle preferenze. La valutazione deve riguardare l’effettiva libertà di scelta degli elettori nel sistema concreto. Un eventuale intervento della Consulta potrebbe quindi riguardare singole disposizioni, lasciando in vigore una disciplina utilizzabile per le elezioni, come già avvenuto in passato. Per la UIL FP del Trentino, informare sulle regole della rappresentanza significa contribuire a una partecipazione consapevole. Il Parlamento decide su lavoro, servizi pubblici, sanità e previdenza: comprendere come viene eletto riguarda direttamente la vita delle lavoratrici, dei lavoratori e delle loro famiglie. RICORDIAMO CHE : le informazioni riportate nell'articolo sono aggiornate al 10 ottobre 2026. Le valutazioni riportate non anticipano eventuali decisioni della Corte costituzionale.
- Concorso Vannetti, UIL FP: «Il personale va valorizzato. Quale futuro per l’assistenza trentina?»
Solo 5 idonei su 80, secondo le segnalazioni ricevute. La UIL FP del Trentino chiede chiarezza sugli esiti del concorso e un confronto sulle politiche di reclutamento e valorizzazione del personale. Le notizie relative al concorso presso l’APSP Vannetti di Rovereto sollevano una questione che riguarda l’intero sistema assistenziale residenziale trentino: come si intende attrarre e trattenere personale in una professione che già fatica a trovare nuove adesioni? «Se confermato, il dato di appena 5 idonei su 80 candidati impone una riflessione sulla rigidità della selezione e sulla sua capacità di riconoscere le competenze necessarie al lavoro quotidiano», dichiarano Andrea Bassetti, Segretario Generale della UIL FP del Trentino, e Manuel Cescatti, responsabile del settore APSP. In un contesto segnato dalla carenza di personale e dallo scarso interesse verso i percorsi di qualificazione professionale, anche le scelte delle strutture incidono sull’attrattività del settore. Se alla fatica di formarsi e alle responsabilità dell’assistenza si aggiungono percorsi di selezione vissuti come “montagne russe”, il rischio è di scoraggiare ulteriormente chi sceglie questo lavoro. Il rigore deve saper riconoscere le competenze Per la UIL FP, garantire selezioni serie e tutelare la qualità dell’assistenza è fondamentale. Altrettanto necessario è interrogarsi sul riconoscimento dell’esperienza di chi già lavora nelle strutture, conosce le esigenze degli ospiti e affronta quotidianamente le criticità organizzative. «Il servizio prestato non comporta automaticamente l’idoneità concorsuale. Ma quando chi contribuisce ogni giorno al funzionamento della struttura non supera la selezione, occorre chiedersi se le prove riescano a cogliere e valorizzare adeguatamente le capacità richieste sul campo», sottolineano Bassetti e Cescatti. Servono risposte e opportunità concrete La UIL FP del Trentino chiede all’Amministrazione dell’APSP Vannetti di chiarire gli esiti e i criteri adottati e di aprire un confronto sulle politiche del personale. La questione riguarda la capacità di accompagnare le lavoratrici e i lavoratori attraverso formazione, riconoscimento dell’esperienza e concrete opportunità di crescita, nel rispetto delle regole concorsuali. «È necessario chiarire dove si voglia portare il sistema assistenziale residenziale trentino. La sua tenuta passa anche dalla capacità delle strutture di investire sulle persone e rendere questa professione più attrattiva», concludono i rappresentanti sindacali. Chi garantisce quotidianamente il funzionamento e la sostenibilità delle strutture merita rispetto, riconoscimento e un futuro professionale. LINK Comunicato stampa UIL FP DEL TRENTINO del 9.10.2026👇👇👇 https://drive.google.com/file/d/1CIxCOqAgnJADr_oPKFjRVfwGcqA8Zh7J/view?usp=drivesdk
- LA UIL FP DEL TRENTINO RITORNA A RICHIAMARE L’ATTENZIONE SULLE RSA TRENTINE - LA CRISI DEL PERSONALE NON È PIÙ UN’EMERGENZA: È DIVENTATA STRUTTURALE
«Mancano infermieri e OSS e i numeri dei percorsi accademici della formazione 2026 dimostrano che il problema non si risolverà nei prossimi mesi. La politica provinciale continua a rincorrere l’emergenza senza una vera programmazione del personale sanitario e assistenziale». Lo dichiarano il Segretario Generale della UIL FP del Trentino Andrea Bassetti e il Responsabile del Settore APSP e RSA private Manuel Cescatti. La carenza di personale nelle RSA pubbliche e private del Trentino è ormai un problema strutturale. A fronte di un fabbisogno stimato in circa 300 OSS all’anno, i percorsi formativi avviati nel 2026 non sono sufficienti a colmare le necessità del sistema e, soprattutto, non produrranno effetti immediati. Nelle graduatorie già disponibili risultano 21 ammessi ad Arco, 15 a Borgo Valsugana, 45 a Levico Terme e 32 a Rovereto, per un totale di 113 persone. A questi numeri andranno però sottratti eventuali abbandoni e mancati conseguimenti della qualifica e, tra i qualificati, solo una parte sceglierà di lavorare nelle RSA. Inoltre, i corsi termineranno tra il 2027 e il 2028. Ancora più complessa è la situazione degli infermieri: agli anni necessari per completare il percorso universitario si aggiunge la competizione tra RSA, ASUIT, strutture private e altri sistemi sanitari provinciali e nazionali, responsabilità differenziate, oltre alle previsioni dei pensionamenti che da qui ai prossimi anni non lasceranno tempo e dubbi. La formazione, anche con l’aumento dei posti universitari, rischia di non essere sufficiente: nei prossimi cinque anni il Trentino potrebbe formare circa 850–870 infermieri, a fronte di circa 665 pensionamenti e di una carenza già oggi stimata in 430–450 professionisti. Anche trattenendo tutti i nuovi laureati, il divario non verrebbe colmato La UIL FP denuncia questa situazione da anni. Già nell’aprile 2024 chiedeva interventi per valorizzare il personale delle APSP, con il rinnovo del CCPL 25/27 sono state date alcune risposte economiche, ma urgenti le ulteriori dell’indennità per lavoro notturno e festivo, valorizzazione dei rientri in servizio, misure di age management, recupero psicofisico e strumenti per rendere più attrattivo il lavoro nelle RSA. Nell’agosto dello stesso anno chiedeva inoltre il coinvolgimento dei rappresentanti dei lavoratori nel tavolo tecnico sul futuro delle RSA. La partenza dell’Osservatorio sulle RSA ancora inevasa. A ottobre 2026 la domanda alla politica trentina resta quindi la stessa: quale piano concreto esiste per garantire il personale necessario fino a quando i nuovi professionisti saranno effettivamente formati e disponibili? Aumentare i posti nei corsi è necessario, ma non basta. Occorre trattenere chi già lavora nelle strutture, aggiornare in particolare le indennità notturne e festive, garantire chiarezza sulla cumulabilità e sull’esigibilità del buono pasto, intervenire sui carichi di lavoro, sui turni, sulla conciliazione vita-lavoro e sul recupero psicofisico, costruendo percorsi professionali attrattivi anche per i giovani. Continuare a chiedere al personale presente di compensare quello che manca alimenta un circuito pericoloso: meno personale, maggiori carichi di lavoro, più stress, minore attrattività delle RSA e ulteriori dimissioni. La formazione è indispensabile, ma produrrà risultati solo nel medio-lungo periodo. Le RSA, invece, devono garantire assistenza ogni giorno e ogni notte, 365 giorni all’anno. Per UIL FP del Trentino serve quindi un piano provinciale straordinario per infermieri e OSS, basato su dati chiari struttura per struttura, capace di quantificare il fabbisogno dei prossimi cinque anni tenendo conto di pensionamenti e turnover, programmare di conseguenza la formazione e utilizzare pienamente gli strumenti dell’Autonomia trentina per rendere conveniente scegliere di lavorare e rimanere nelle RSA del territorio. Articolo L’Adige 3.10.2026👇👇👇 https://drive.google.com/file/d/1wqeAUrrhlvaI1Q1mlEYoe9dXjiDvKd20/view?usp=drivesdk https://www.facebook.com/share/p/19jWyot1S1/?mibex
- COMUNICATO UNITARIO 1.09.2026-CCPL 2025–2027: recuperare salario e valorizzare il lavoro pubblico risultati concreti -
Il costo della vita è aumentato e il potere d’acquisto delle lavoratrici e dei lavoratori pubblici deve essere recuperato. Per UIL FP, in azione Confederale con CGIL FP e CISL FP, la strada è chiara: servono risorse, contrattazione e accordi capaci di produrre effetti reali sulle buste paga e sulle condizioni di lavoro. Il problema salariale nel pubblico impiego trentino esiste e non può essere sottovalutato. L’aumento del costo della vita ha inciso pesantemente sul potere d’acquisto e rende necessario un nuovo investimento sul personale pubblico. Ma denunciare il problema non basta. Occorre costruire soluzioni concretamente realizzabili. Una piattaforma unitaria per il CCPL 2025–2027 Assieme a FP CGIL, CISL FP abbiamo predisposto una piattaforma unitaria per il rinnovo del CCPL 2025–2027, individuando una serie di priorità sulle quali aprire il confronto con la Provincia. Al centro della piattaforma ci sono: il recupero dell’inflazione e del potere d’acquisto; l’Assegno Trentino; l’estensione e l’adeguamento delle indennità, comprese quelle relative a turni, lavoro notturno e festivo, reperibilità e condizioni di lavoro disagiate; lo sviluppo del lavoro agile e del co-working; il buono pasto cumulato per tutto il comparto; un serio programma di progressioni e valorizzazione professionale. L’obiettivo è trasformare queste rivendicazioni in risorse, diritti, aumenti economici e migliori condizioni di lavoro. Servono risorse aggiuntive Per le OO.SS. Confederali ogni proposta deve essere accompagnata dalla necessaria copertura economica. Per questo è stato chiesto alla Giunta provinciale di mettere a disposizione risorse aggiuntive rispetto a quelle già previste per il contratto 2025–2027. Le richieste sindacali devono poter diventare risultati visibili e misurabili: aumenti in busta paga, nuove indennità, progressioni, migliori istituti contrattuali e maggiori tutele. Senza le risorse necessarie, infatti, qualsiasi proposta rischia di rimanere soltanto sulla carta. Contrattare significa assumersi responsabilità La contrattazione richiede confronto, capacità di individuare le risorse disponibili e responsabilità nelle scelte. Negli ultimi anni gli accordi sottoscritti hanno consentito di ottenere salario, progressioni, valorizzazione professionale e nuovi diritti. Nessuno sostiene che tutti i problemi siano stati risolti, ma ogni risultato ottenuto rappresenta una base dalla quale ripartire. Ogni euro recuperato, ogni indennità riconosciuta, ogni progressione e ogni miglioramento contrattuale costituiscono un passo concreto verso una maggiore valorizzazione del lavoro pubblico. I risultati hanno una storia e una firma Quando un accordo produce effetti sulle buste paga e sui diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, è corretto ricordare che quel risultato nasce da una trattativa e dall’assunzione di precise responsabilità. Non è una questione di rivendicare primogeniture, ma di trasparenza verso chi lavora. Si può criticare un accordo e si può decidere di non sottoscriverlo. Allo stesso modo, quando quell’accordo produce risultati concreti, è giusto riconoscere chi ha partecipato alla trattativa e se ne è assunto la responsabilità. L’impegno di UIL FP continua La UIL FP, assieme a CGIL FP e CISL FP, continuerà a lavorare per recuperare salario, rafforzare i diritti, valorizzare le professionalità e rendere il lavoro pubblico maggiormente attrattivo. Sappiamo che resta ancora molto da conquistare. Per questo ogni risultato raggiunto deve rappresentare non un punto di arrivo, ma la base sulla quale costruire il risultato successivo. La piattaforma unitaria per il CCPL 2025–2027 indica la direzione: più salario, più valorizzazione e migliori condizioni di lavoro, attraverso proposte sostenibili e risorse concrete. Meno promesse. Più risultati. Noi continueremo nell’azione Confederale a contrattare per dare risposte concrete alle lavoratrici e ai lavoratori del pubblico impiego trentino. LINK COMUNICATO IN PDF: https://drive.google.com/file/d/11V1ny8-nmol9lVfeNTJw4X5qULXyrDto/view?usp=drivesdk
- 🟦 COMUNICATO STAMPA UILFP Giustizia – Unione Italiana Lavoratori Pubblica Amministrazione Giustizia
UFFICIO PER IL PROCESSO, DOPO LA PROROGA ARRIVA UN NUOVO PASSAGGIO PARLAMENTARE. UILFP: “ORA SERVE UNA SOLUZIONE STRUTTURALE” Roma, 29 settembre 2026 – Dopo la proroga dei rapporti di lavoro fino al 31 gennaio 2027 per 1.350 unità di personale PNRR, tra Addetti all’Ufficio per il Processo e Tecnici di amministrazione, arriva un ulteriore passaggio parlamentare sul futuro di queste professionalità. La Camera dei deputati ha approvato il 28 settembre, con parere favorevole del Governo, un ordine del giorno che richiama la necessità di valutare iniziative normative finalizzate alla stabilizzazione del personale interessato, nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica e delle facoltà assunzionali. Il provvedimento non determina automaticamente la trasformazione dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato, ma rafforza sul piano parlamentare il percorso già indicato dal Ministero della Giustizia dopo la decisione del Consiglio dei ministri del 24 settembre. La proroga fino al prossimo gennaio deve quindi essere utilizzata per costruire una soluzione definitiva, evitando di riportare tra pochi mesi lavoratrici, lavoratori e uffici giudiziari nella stessa situazione di incertezza. In relazione a quanto emerso, dichiara Mirko Manna, Coordinatore Nazionale UILFP Giustizia: “Registriamo positivamente ogni iniziativa parlamentare che vada nella direzione di dare continuità alle professionalità dell’Ufficio per il Processo, ma dobbiamo distinguere chiaramente gli impegni dagli atti che producono effetti concreti. La proroga al 31 gennaio 2027 ha evitato l’interruzione dei rapporti di lavoro; adesso quei mesi devono essere utilizzati per costruire realmente il percorso successivo. Queste lavoratrici e questi lavoratori sono già formati, conoscono gli uffici e hanno acquisito competenze che l’Amministrazione stessa considera necessarie. Disperdere questo patrimonio professionale sarebbe un errore organizzativo prima ancora che occupazionale. Per questo chiediamo che Governo e Ministero della Giustizia definiscano quanto prima copertura finanziaria, strumenti normativi e tempi certi, confrontandosi con le organizzazioni sindacali. La UILFP Giustizia continuerà a seguire il percorso parlamentare e la prossima legge di Bilancio affinché alle dichiarazioni seguano gli atti necessari. Verba volant, scripta manent: adesso la prospettiva della stabilizzazione deve passare dagli impegni alle norme.” Mirko Manna – Coordinatore Nazionale UILFP Giustizia — Per ulteriori informazioni: 📧 giustizia@uilpa.it 🌐 https://giustizia.uilpa.it/ 🌐 www.facebook.com/uilpagiustizia
- 👮🏼♀️POLIZIA LOCALE, UIL FP: RIFORMA TIMIDA E INSUFFICIENTE. SERVONO AZIONI IMMEDIATE E CONCRETE SU INVESTIMENTI, TUTELE E RICONOSCIMENTI.
👉🏼La I Commissione Affari costituzionali del Senato ha approvato, senza modifiche rispetto al testo licenziato dalla Camera dei deputati, il disegno di legge delega per la riforma dell’ordinamento della Polizia locale. Il provvedimento passa ora all’esame dell’Aula del Senato per l’approvazione definitiva. 🔵La partita decisiva si apre adesso. La UIL FP continuerà a battersi affinché gli impegni assunti non restino sulla carta e siano garantiti pienamente operatività, sicurezza, tutele previdenziali e crescita professionale. https://www.facebook.com/share/p/17n7a6HorX/?mibextid=wwXIfr
- Caro vita: UIL FP Trentino chiede più smart working e indennità adeguate al 2026
Il costo della vita è cambiato, il modo di lavorare è cambiato e anche gli strumenti contrattuali devono evolvere. UIL FP del Trentino torna a chiedere con forza alla Provincia autonoma di Trento e ad APRAN di accelerare la trattativa per la revisione del CCPL 2025-2027, intervenendo su due questioni centrali: rafforzare il lavoro agile e aggiornare le indennità accessorie del personale delle Autonomie locali. Carburanti, energia, affitti, alimentari e spese familiari incidono sempre di più sui bilanci delle lavoratrici e dei lavoratori. Per chi vive nelle valli e percorre ogni giorno decine di chilometri per raggiungere il posto di lavoro, l’aumento dei costi di trasporto rappresenta una voce ormai rilevante. Per questo UIL FP ritiene necessario rivedere l’attuale disciplina dello smart working. L’accordo delle Autonomie locali sottoscritto nel 2022 prevede ordinariamente fino a due giornate settimanali di lavoro agile: uno strumento innovativo che, dopo quattro anni, deve però essere verificato e rafforzato. Quando le mansioni lo consentono e i servizi ai cittadini rimangono pienamente garantiti, il lavoro agile deve diventare uno strumento ordinario dell’organizzazione del lavoro. Non significa lavorare meno, ma utilizzare meglio le tecnologie, responsabilizzare maggiormente sui risultati e ridurre spostamenti che non producono un beneficio concreto per il servizio. Indennità: non possiamo restare fermi a dieci anni fa. La seconda priorità riguarda il sistema delle indennità accessorie. Reperibilità, lavoro festivo e notturno, disagio, responsabilità, specifiche funzioni professionali e istituti legati alla Polizia locale devono essere rivalutati alla luce del costo della vita e delle responsabilità oggi richieste al personale. La reperibilità, ad esempio, obbliga il lavoratore a organizzare la propria vita privata garantendo la disponibilità immediata. Allo stesso modo, lavorare di notte, la domenica o nei giorni festivi significa garantire servizi essenziali in condizioni che richiedono un riconoscimento economico adeguato. Anche per figure come i Coordinatori della Polizia locale sono aumentate responsabilità e complessità operative, senza un corrispondente aggiornamento delle indennità. La UIL FP del Trentino chiede quindi una ricognizione complessiva delle indennità previste dal CCPL delle Autonomie locali, individuando quelle che hanno perso valore reale e destinando alla contrattazione le risorse necessarie per adeguarle. L’Autonomia deve produrre risposte concrete Non servono bonus occasionali o interventi temporanei. Serve una politica contrattuale capace di difendere stabilmente il valore del lavoro pubblico. L’Autonomia speciale del Trentino deve tradursi nella possibilità di offrire strumenti più moderni alle lavoratrici e ai lavoratori: da un lato riducendo, dove possibile, gli spostamenti attraverso il lavoro agile; dall’altro riconoscendo economicamente chi deve essere presente, garantire reperibilità, lavorare nei festivi e di notte o assumere maggiori responsabilità. Il costo della vita corre. Anche la contrattazione deve accelerare. Articolo L’Adige 28.09.2026👇👇👇 https://www.ladige.it/territori/trento/caro-vita-la-uil-fp-rivedere-lo-smart-working-e-aggiornare-le-indennita-ljkrp688
- APSP, RSA PRIVATE E HOSPICE: IL SISTEMA RESIDENZIALE TRENTINO È AL LIMITE. NON PUÒ ESSERE SEMPRE IL PERSONALE A PAGARE IL PREZZO DELLE RISPOSTE MANCATE
INTERVISTA TV33 - 26.09.2026 👇👇👇 https://drive.google.com/file/d/1hOuJ60BXiu0cnF7y1FpaEuoNvmzKHkVu/view?usp=drivesdk La UIL FP del Trentino, denuncia il sovraccarico degli operatori, richiama l'attenzione sulle permanenze prolungate in Hospice e chiede all'assessore Tonina interventi immediati, organici adeguati e un confronto concreto con le organizzazioni sindacali. “Denunciamo per l’ennesima volta le condizioni di crescente sofferenza del sistema residenziale pubblico e privato provinciale”. Le criticità che investono APSP e RSA private sono ormai croniche e stanno raggiungendo livelli difficilmente sostenibili per il personale infermieristico, sociosanitario e assistenziale. Nonostante le ripetute richieste di confronto e le proposte concrete e lungimiranti avanzate nel tempo dalle organizzazioni sindacali, riteniamo ancora insufficienti le risposte strutturali dell'Assessorato provinciale alla Salute, guidato da Mario Tonina. Non si tratta più soltanto di rivendicazioni economiche o contrattuali. È in discussione la capacità del sistema di garantire un'assistenza di qualità senza compromettere la salute fisica e psicologica di chi, ogni giorno, si prende cura delle persone più fragili. La carenza di posti nelle RSA e il ricorso agli Hospice: serve fare chiarezza Un ulteriore elemento di forte preoccupazione riguarda quella che percepiamo come una possibile conseguenza della scarsità dei posti disponibili nelle RSA: il ricorso al percorso Hospice e il protrarsi di alcune permanenze oltre i 30 giorni, senza che a un'eventuale evoluzione delle esigenze assistenziali corrisponda un'adeguata riparametrazione delle dotazioni di personale. Il problema della disponibilità dei posti RSA è riconosciuto dalla stessa Provincia, che nel luglio 2026 ha ammesso che l'incremento di 100 posti introdotto nel 2025 non è ancora sufficiente a soddisfare l'intera domanda e ha annunciato una sperimentazione di ulteriori 48 posti a minor fabbisogno assistenziale.  Per quanto riguarda gli Hospice, chiediamo di verificare se, e in quale misura, la difficoltà di accesso alle RSA stia determinando permanenze prolungate nelle strutture dedicate alle cure palliative, distinguendo naturalmente i ricoveri clinicamente appropriati dalle possibili criticità legate alla continuità assistenziale. «Non possiamo accettare che le difficoltà dell'intero sistema residenziale vengano assorbite silenziosamente da strutture e operatori già sottoposti a forti pressioni. Se cambiano la durata della permanenza, la complessità assistenziale o le necessità degli ospiti, devono essere rivalutate anche le risorse professionali necessarie. Non si può continuare a chiedere al personale di compensare con il proprio sacrificio ciò che non viene garantito attraverso un'adeguata programmazione.» Chi assiste ogni giorno non viene, a sua volta, adeguatamente assistito Il personale continua a garantire la continuità dei servizi attraverso un impegno quotidiano che va ben oltre le normali responsabilità professionali. La difficoltà di sostituire le assenze, i carichi di lavoro, la complessità crescente degli ospiti e la difficoltà di recupero psicofisico stanno progressivamente erodendo la capacità degli operatori di sostenere questi ritmi. A fronte di questa situazione, chiediamo quali misure concrete siano state predisposte per proteggere chi lavora nelle strutture residenziali e per evitare che l'affaticamento si trasformi in un ulteriore abbandono delle professioni assistenziali. La formazione non basta senza un piano di reclutamento e permanenza Già nei mesi scorsi la UIL FP del Trentino aveva richiamato la necessità di rafforzare la formazione e rendere nuovamente attrattive le professioni sanitarie e assistenziali, proponendo un tavolo provinciale permanente con istituzioni, università, UPIPA, cooperazione e organizzazioni sindacali.  Formare nuovi professionisti è indispensabile, ma non può essere l'unica risposta. Occorre intervenire contemporaneamente per trattenere chi già lavora, valorizzarne le competenze, garantire condizioni economiche e organizzative adeguate e affrontare concretamente il problema del ricambio generazionale. Le responsabilità della politica non possono ricadere sui lavoratori «Da troppo tempo assistiamo a una situazione nella quale gli operatori sono chiamati a colmare ogni carenza con il proprio senso di responsabilità. Ma quel senso di responsabilità non può essere considerato una risorsa inesauribile. Il personale non può continuare a lasciarci corpo e mente per sopperire ai ritardi della politica e alle difficoltà di programmazione del settore.» La UIL FP chiede quindi all'assessore Tonina un confronto urgente che produca impegni verificabili, con particolare attenzione alla disponibilità effettiva dei posti RSA, alla durata e alle motivazioni delle permanenze negli Hospice, alla congruità degli organici rispetto all'intensità assistenziale e alla prevenzione dello stress lavoro-correlato. Chiediamo inoltre che ogni riorganizzazione dei servizi residenziali sia accompagnata da un'analisi preventiva delle ricadute sul personale, coinvolgendo realmente le rappresentanze sindacali e garantendo risorse adeguate sia alle strutture pubbliche sia a quelle private accreditate. La tenuta del sistema non può continuare a dipendere dalla disponibilità individuale di professionisti già provati da anni di difficoltà. «Chi ogni giorno assiste gli altri non può essere lasciato solo. Se la politica non interviene sulle criticità che da anni denunciamo, a pagare il prezzo saranno ancora una volta lavoratori, ospiti e famiglie. Il personale è allo stremo e non può essere chiamato a sopportare all'infinito il peso di un sistema che fatica a garantire risposte.» La UIL FP del Trentino continuerà a chiedere interventi strutturali e un confronto effettivo con le istituzioni, affinché la tutela del personale diventi parte integrante delle politiche provinciali per la non autosufficienza e l'assistenza residenziale.
- WEBINAR UIL FP🔵 INFERMIERI NEL FUTURO
Care iscritte e cari iscritti, vi segnaliamo e vi invitiamo a partecipare al webinar online “Infermieri del futuro – Percorsi formativi e prospettive professionali per orientare la tua carriera”, che si terrà il 28 settembre 2026, dalle ore 15:30 alle ore 16:30. La UIL FP, insieme a UniCamillus – Università Medica Internazionale di Roma, parteciperà a questo importante momento di confronto dedicato a laureandi, neolaureati e professionisti dell’ambito infermieristico. L’incontro sarà un’occasione per approfondire le nuove prospettive della professione, gli sbocchi lavorativi, le competenze maggiormente richieste e i percorsi di formazione e specializzazione nel settore sanitario. Per la UIL FP parteciperanno: Rita Longobardi Segretaria Generale UIL FP Nazionale Simone Selvaggio Responsabile Dipartimento Sanità Pubblica UIL FP Nazionale La partecipazione è online e gratuita. Per iscriversi: https://forms.gle/jw8BzRDRRcsWbjHP9 Vi aspettiamo nel futuro 🔵




