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APSP, RSA PRIVATE E HOSPICE: IL SISTEMA RESIDENZIALE TRENTINO È AL LIMITE. NON PUÒ ESSERE SEMPRE IL PERSONALE A PAGARE IL PREZZO DELLE RISPOSTE MANCATE

Immagine del redattore: UIL FP TRENTO - EE.LL. e P.A
UIL FP TRENTO - EE.LL. e P.A
14 ore fa
Tempo di lettura: 3 min


La UIL FP del Trentino, denuncia il sovraccarico degli operatori, richiama l'attenzione sulle permanenze prolungate in Hospice e chiede all'assessore Tonina interventi immediati, organici adeguati e un confronto concreto con le organizzazioni sindacali.


“Denunciamo per l’ennesima volta le condizioni di crescente sofferenza del sistema residenziale pubblico e privato provinciale”.


Le criticità che investono APSP e RSA private sono ormai croniche e stanno raggiungendo livelli difficilmente sostenibili per il personale infermieristico, sociosanitario e assistenziale.


Nonostante le ripetute richieste di confronto e le proposte concrete e lungimiranti avanzate nel tempo dalle organizzazioni sindacali, riteniamo ancora insufficienti le risposte strutturali dell'Assessorato provinciale alla Salute, guidato da Mario Tonina.


Non si tratta più soltanto di rivendicazioni economiche o contrattuali. È in discussione la capacità del sistema di garantire un'assistenza di qualità senza compromettere la salute fisica e psicologica di chi, ogni giorno, si prende cura delle persone più fragili.


La carenza di posti nelle RSA e il ricorso agli Hospice: serve fare chiarezza

Un ulteriore elemento di forte preoccupazione riguarda quella che percepiamo come una possibile conseguenza della scarsità dei posti disponibili nelle RSA: il ricorso al percorso Hospice e il protrarsi di alcune permanenze oltre i 30 giorni, senza che a un'eventuale evoluzione delle esigenze assistenziali corrisponda un'adeguata riparametrazione delle dotazioni di personale.


Il problema della disponibilità dei posti RSA è riconosciuto dalla stessa Provincia, che nel luglio 2026 ha ammesso che l'incremento di 100 posti introdotto nel 2025 non è ancora sufficiente a soddisfare l'intera domanda e ha annunciato una sperimentazione di ulteriori 48 posti a minor fabbisogno assistenziale. 


Per quanto riguarda gli Hospice, chiediamo di verificare se, e in quale misura, la difficoltà di accesso alle RSA stia determinando permanenze prolungate nelle strutture dedicate alle cure palliative, distinguendo naturalmente i ricoveri clinicamente appropriati dalle possibili criticità legate alla continuità assistenziale.


«Non possiamo accettare che le difficoltà dell'intero sistema residenziale vengano assorbite silenziosamente da strutture e operatori già sottoposti a forti pressioni. Se cambiano la durata della permanenza, la complessità assistenziale o le necessità degli ospiti, devono essere rivalutate anche le risorse professionali necessarie.


Non si può continuare a chiedere al personale di compensare con il proprio sacrificio ciò che non viene garantito attraverso un'adeguata programmazione.»


Chi assiste ogni giorno non viene, a sua volta, adeguatamente assistito

Il personale continua a garantire la continuità dei servizi attraverso un impegno quotidiano che va ben oltre le normali responsabilità professionali. La difficoltà di sostituire le assenze, i carichi di lavoro, la complessità crescente degli ospiti e la difficoltà di recupero psicofisico stanno progressivamente erodendo la capacità degli operatori di sostenere questi ritmi.


A fronte di questa situazione, chiediamo quali misure concrete siano state predisposte per proteggere chi lavora nelle strutture residenziali e per evitare che l'affaticamento si trasformi in un ulteriore abbandono delle professioni assistenziali.


La formazione non basta senza un piano di reclutamento e permanenza


Già nei mesi scorsi la UIL FP del Trentino aveva richiamato la necessità di rafforzare la formazione e rendere nuovamente attrattive le professioni sanitarie e assistenziali, proponendo un tavolo provinciale permanente con istituzioni, università, UPIPA, cooperazione e organizzazioni sindacali. 

Formare nuovi professionisti è indispensabile, ma non può essere l'unica risposta.


Occorre intervenire contemporaneamente per trattenere chi già lavora, valorizzarne le competenze, garantire condizioni economiche e organizzative adeguate e affrontare concretamente il problema del ricambio generazionale.

Le responsabilità della politica non possono ricadere sui lavoratori


«Da troppo tempo assistiamo a una situazione nella quale gli operatori sono chiamati a colmare ogni carenza con il proprio senso di responsabilità. Ma quel senso di responsabilità non può essere considerato una risorsa inesauribile. Il personale non può continuare a lasciarci corpo e mente per sopperire ai ritardi della politica e alle difficoltà di programmazione del settore.»


La UIL FP chiede quindi all'assessore Tonina un confronto urgente che produca impegni verificabili, con particolare attenzione alla disponibilità effettiva dei posti RSA, alla durata e alle motivazioni delle permanenze negli Hospice, alla congruità degli organici rispetto all'intensità assistenziale e alla prevenzione dello stress lavoro-correlato.


Chiediamo inoltre che ogni riorganizzazione dei servizi residenziali sia accompagnata da un'analisi preventiva delle ricadute sul personale, coinvolgendo realmente le rappresentanze sindacali e garantendo risorse adeguate sia alle strutture pubbliche sia a quelle private accreditate.

La tenuta del sistema non può continuare a dipendere dalla disponibilità individuale di professionisti già provati da anni di difficoltà.


«Chi ogni giorno assiste gli altri non può essere lasciato solo. Se la politica non interviene sulle criticità che da anni denunciamo, a pagare il prezzo saranno ancora una volta lavoratori, ospiti e famiglie. Il personale è allo stremo e non può essere chiamato a sopportare all'infinito il peso di un sistema che fatica a garantire risposte.»


La UIL FP del Trentino continuerà a chiedere interventi strutturali e un confronto effettivo con le istituzioni, affinché la tutela del personale diventi parte integrante delle politiche provinciali per la non autosufficienza e l'assistenza residenziale.




 
 
 

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