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Assistente infermiere: perché la UIL FP dice no a una scorciatoia che non risolve i problemi della sanità in Italia.

Immagine del redattore: UIL FP TRENTO - EE.LL. e P.A
UIL FP TRENTO - EE.LL. e P.A
5 set
Tempo di lettura: 3 min

La nostra contrarietà alla figura dell’Assistente infermiere non nasce da una posizione ideologica né dalla volontà di ostacolare il cambiamento.


Nasce, al contrario, dalla convinzione che quando si interviene sull’organizzazione dell’assistenza sanitaria sia necessario mettere al centro tre elementi fondamentali: qualità delle cure, sicurezza delle persone assistite e rispetto delle professionalità.


La grave carenza di personale che interessa oggi il sistema sanitario e socio-sanitario è sotto gli occhi di tutti. Mancano infermieri, operatori socio-sanitari e altre figure fondamentali per garantire servizi adeguati.


Ma proprio per questo riteniamo che la risposta non possa essere quella di creare una nuova figura professionale “intermedia”, con un percorso formativo più ridotto rispetto a quello infermieristico e con il rischio di generare sovrapposizioni di competenze, responsabilità non sufficientemente chiare e ulteriori difficoltà organizzative.


La carenza di personale non si risolve creando nuove figure

Il problema della sanità italiana non è la mancanza di un’ulteriore figura professionale.

Il vero problema è la difficoltà nel reclutare e trattenere personale qualificato, insieme a carichi di lavoro sempre più pesanti, turnazioni difficili, responsabilità crescenti e retribuzioni che troppo spesso non riconoscono adeguatamente il valore del lavoro svolto.


Creare l’Assistente infermiere rischia quindi di rappresentare una risposta apparentemente semplice a un problema molto più complesso.

Per UIL FP la strada deve essere diversa: bisogna rendere nuovamente attrattive le professioni sanitarie e socio-sanitarie e investire concretamente sulle persone che già garantiscono ogni giorno il funzionamento dei servizi.


Gli infermieri devono essere valorizzati, non sostituiti

Gli infermieri hanno acquisito negli anni competenze, autonomia professionale e responsabilità sempre maggiori.

Sono professionisti fondamentali nell’organizzazione dell’assistenza e non possono essere considerati esclusivamente come una voce di costo o come una figura da sostituire attraverso percorsi più brevi.


Occorre invece intervenire sulle vere criticità della professione: condizioni di lavoro, carichi assistenziali, turnazioni, riconoscimento economico, possibilità di carriera e valorizzazione delle competenze.


Ridurre la pressione sugli infermieri è necessario, ma questo obiettivo deve essere raggiunto attraverso nuove assunzioni, una migliore organizzazione del lavoro e investimenti strutturali, non attraverso una progressiva frammentazione delle attività assistenziali.


Valorizzare davvero gli OSS

Allo stesso tempo riteniamo fondamentale riconoscere pienamente il ruolo degli Operatori Socio Sanitari.


Gli OSS rappresentano una componente indispensabile dell’assistenza e lavorano quotidianamente accanto agli infermieri, agli altri professionisti sanitari e alle persone assistite.


Anche questa professionalità deve essere valorizzata, attraverso formazione continua, migliori condizioni di lavoro, adeguati livelli retributivi e un riconoscimento concreto delle competenze maturate.


Non possiamo accettare che la risposta alle carenze di organico sia semplicemente quella di aggiungere nuovi livelli professionali senza prima affrontare le condizioni di chi già opera nei servizi.


Sicurezza e responsabilità devono essere sempre chiare

Quando si parla di assistenza sanitaria non può esserci ambiguità sulle competenze.


Ogni lavoratore deve sapere quali attività può svolgere, quali sono le proprie responsabilità e quale relazione professionale esiste con gli altri operatori.


La creazione di figure ibride rischia invece di produrre zone grigie, soprattutto nei contesti in cui gli organici sono già ridotti e il personale è sottoposto a fortissime pressioni.


La sicurezza del cittadino e quella del lavoratore devono venire prima di qualsiasi esigenza di risparmio o semplificazione organizzativa.


La nostra proposta è chiara👇👇👇


Per UIL FP servono scelte strutturali.

Occorre:

  • assumere più personale;

  • rendere maggiormente attrattiva la professione infermieristica;

  • valorizzare economicamente e professionalmente gli infermieri;

  • riconoscere pienamente il ruolo e le competenze degli OSS;

  • investire nella formazione;

  • migliorare l’organizzazione dei servizi;

  • ridurre i carichi di lavoro;

  • garantire percorsi di crescita e sviluppo professionale;

  • aumentare sicurezza e qualità dell’assistenza.


Queste sono le risposte che possono contribuire realmente a rafforzare il sistema sanitario e socio-sanitario.


Più personale e più competenze, non scorciatoie

La sanità pubblica sta attraversando una fase estremamente delicata.

Proprio per questo riteniamo necessario evitare soluzioni emergenziali destinate a diventare strutturali.


La carenza di personale non si risolve abbassando l’asticella della formazione o moltiplicando le figure professionali.

Si risolve investendo sulle persone, sulle competenze, sulla formazione e sulle condizioni di lavoro.


Per questo abbiamo espresso la nostra contrarietà alla figura dell’Assistente infermiere.

Non è una battaglia contro qualcuno.

La nostra una battaglia a favore della qualità dell’assistenza, della sicurezza dei cittadini e della dignità dei professionisti che ogni giorno tengono in piedi il nostro sistema sanitario.


Slide nazionali UIL FP👇👇👇





 
 
 

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