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- È nata la UIL FP Nazionale - una nuova voce per il lavoro pubblico
Dal 3 al 5 giugno 2026, a Roma, si è svolto il 1° Congresso Fondativo Nazionale che ha sancito ufficialmente la nascita della UIL FP – Funzione Pubblica, una nuova grande Federazione che unisce le esperienze, le competenze e la rappresentanza di UIL FPL, UIL PA e UIL Organi Costituzionali. Non si tratta semplicemente di un cambiamento organizzativo o di un nuovo nome. La nascita della UIL FP rappresenta una scelta strategica e culturale che guarda al futuro del lavoro pubblico, alla sua valorizzazione e alla necessità di costruire una rappresentanza sempre più forte, autorevole e vicina alle persone. Una sola Federazione per affrontare le sfide del futuro La Pubblica Amministrazione, la sanità, gli enti locali, il terzo settore, gli organi costituzionali, la polizia penitenziaria e tutti i servizi pubblici stanno vivendo una fase di profonda trasformazione. L’invecchiamento del personale, la difficoltà nel reperire nuove professionalità, la digitalizzazione, l’intelligenza artificiale, il ricambio generazionale e la necessità di garantire servizi efficienti ai cittadini richiedono una rappresentanza sindacale capace di affrontare sfide sempre più complesse. La UIL FP nasce proprio con questo obiettivo: mettere insieme esperienze diverse ma complementari per costruire una Federazione più forte, capace di incidere nei processi decisionali e di tutelare con ancora maggiore efficacia lavoratrici e lavoratori. Le persone al centro La nuova UIL FP si fonda su un principio semplice ma fondamentale: mettere al centro le persone. Dietro ogni servizio pubblico ci sono donne e uomini che ogni giorno garantiscono assistenza, sicurezza, istruzione, giustizia, servizi sociali e amministrativi essenziali per il funzionamento del Paese. Valorizzare il lavoro pubblico significa valorizzare chi lo svolge. Per questo la UIL FP continuerà a battersi per: salari adeguati e rinnovi contrattuali dignitosi; valorizzazione delle professionalità; stabilizzazione del personale precario; migliori condizioni di lavoro; sicurezza e benessere organizzativo; pari opportunità e inclusione; investimenti nella formazione e nelle competenze. Una sfida che riguarda anche i giovani Uno degli obiettivi più importanti della nuova Federazione sarà quello di avvicinare sempre più giovani al mondo del lavoro pubblico e alla partecipazione sindacale. Le nuove generazioni si confrontano con carriere discontinue, prospettive pensionistiche incerte e trasformazioni tecnologiche sempre più rapide. In questo contesto il sindacato deve saper parlare il linguaggio del presente, offrire strumenti concreti e diventare un punto di riferimento per chi si affaccia oggi al mondo del lavoro. La UIL FP vuole essere una casa aperta, moderna e inclusiva, capace di dare voce a chi lavora oggi e a chi costruirà il lavoro pubblico di domani. Un nuovo inizio La nascita della UIL FP rappresenta un passaggio storico per tutta la UIL e per il mondo del lavoro pubblico italiano. Un nuovo percorso che parte dalla consapevolezza che le sfide del presente si affrontano meglio insieme, con unità, competenza e partecipazione. Più uniti. Più forti. Più vicini alle persone. È con questo spirito che prende il via il cammino della UIL FP: una nuova grande casa per il lavoro pubblico e per tutti coloro che ogni giorno contribuiscono a garantire servizi essenziali alle nostre comunità.
- 🌏Giornata Mondiale dell’Ambiente: una transizione giusta per coniugare sostenibilità, lavoro e sviluppo
Il 5 giugno si celebra la Giornata Mondiale dell’Ambiente, un appuntamento che richiama governi, imprese, organizzazioni e cittadini alla responsabilità collettiva verso il futuro del pianeta. Una ricorrenza che non può limitarsi alla sensibilizzazione, ma che deve rappresentare un’occasione concreta per riflettere sulle scelte necessarie ad affrontare le grandi sfide ambientali del nostro tempo. I cambiamenti climatici, l’inquinamento dell’aria e delle acque, la perdita di biodiversità e il progressivo consumo delle risorse naturali stanno producendo effetti sempre più evidenti sulle nostre comunità, sui territori e sull’economia. Di fronte a questi fenomeni non sono più sufficienti interventi occasionali: servono strategie di lungo periodo, investimenti mirati e una visione condivisa che metta al centro la sostenibilità ambientale, sociale ed economica. La transizione ecologica rappresenta una delle sfide più importanti del nostro secolo. Tuttavia, perché possa essere realmente efficace, deve essere accompagnata da politiche industriali e del lavoro capaci di garantire equilibrio tra la tutela dell’ambiente, la competitività del sistema produttivo e la salvaguardia dell’occupazione. Per questo motivo è fondamentale promuovere una transizione giusta, che non scarichi i costi del cambiamento sulle lavoratrici e sui lavoratori e che non generi nuove forme di esclusione sociale. La sostenibilità deve diventare un’opportunità di crescita e sviluppo, non un elemento di divisione. In questo percorso assume particolare importanza il principio della neutralità tecnologica, che consente di valorizzare tutte le soluzioni innovative in grado di contribuire alla decarbonizzazione e alla riduzione dell’impatto ambientale dei processi produttivi. L’obiettivo deve essere quello di favorire l’innovazione senza preclusioni ideologiche, sostenendo la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l’introduzione di nuove competenze professionali. Un ruolo centrale è svolto anche dall’economia circolare, che punta a ridurre gli sprechi, recuperare materiali e risorse e promuovere modelli produttivi più efficienti e sostenibili. Parallelamente, sarà indispensabile investire nella formazione continua delle lavoratrici e dei lavoratori, affinché possano affrontare le trasformazioni del mercato del lavoro e cogliere le opportunità offerte dalla transizione verde. La sfida ambientale non può essere affrontata da un singolo soggetto. È necessario il coinvolgimento attivo delle istituzioni, delle imprese, delle organizzazioni sindacali, del mondo della ricerca e della società civile. Solo attraverso una responsabilità condivisa sarà possibile raggiungere gli obiettivi ambientali e costruire un modello di sviluppo capace di garantire benessere alle generazioni presenti e future. Come ha sottolineato la segretaria confederale della UIL, Vera Buonomo, la lotta alla crisi climatica deve essere interpretata come una grande occasione di innovazione, crescita e buona occupazione. Un percorso che deve avere al centro la persona, il lavoro e la sostenibilità, affinché la transizione ecologica diventi uno strumento di progresso e non una causa di nuove disuguaglianze. La tutela dell’ambiente e la valorizzazione del lavoro non sono obiettivi alternativi, ma parti della stessa sfida. Costruire un futuro sostenibile significa investire oggi in scelte coraggiose, responsabili e condivise, capaci di garantire sviluppo economico, giustizia sociale e rispetto per il pianeta che lasceremo alle prossime generazioni.
- 🇮🇹2 giugno: la Repubblica, i diritti e la voce delle donne che ha cambiato l’Italia🙋♀️
Il 2 giugno non rappresenta soltanto la nascita della Repubblica italiana. È una data che parla di diritti, partecipazione e cambiamento sociale. Una giornata che, a distanza di 80 anni, continua a ricordarci quanto la democrazia sia stata costruita grazie al coraggio di chi ha lottato per essere finalmente riconosciuto come cittadino e cittadina a pieno titolo. Nel 1946, per la prima volta nella storia del nostro Paese, anche le donne italiane poterono votare alle elezioni politiche e al referendum istituzionale che avrebbe deciso tra Monarchia e Repubblica. Un diritto arrivato troppo tardi, dopo decenni di esclusione dalla vita politica e pubblica, ma che segnò una svolta storica destinata a cambiare per sempre l’Italia. Quel voto non fu soltanto una scheda inserita in un’urna: fu il simbolo di una conquista sociale, culturale e civile. Migliaia di donne, molte delle quali avevano vissuto la guerra, la povertà e le difficoltà del dopoguerra, entrarono finalmente nella storia democratica del Paese come protagoniste. Accanto al diritto di voto, il 2 giugno ci porta a ricordare anche il ruolo fondamentale delle Madri Costituenti: 21 donne elette all’Assemblea Costituente che contribuirono alla scrittura della Costituzione italiana. Donne provenienti da esperienze politiche, sociali e culturali diverse, ma unite dalla volontà di costruire un’Italia più giusta, democratica e fondata sull’uguaglianza. Grazie anche al loro contributo, nella nostra Costituzione trovano spazio principi ancora oggi fondamentali: la parità, la tutela del lavoro, la dignità della persona, la libertà e la partecipazione democratica. Valori che non devono mai essere dati per scontati. Ricordare il 2 giugno significa quindi riflettere sull’evoluzione dei diritti in Italia. Molte conquiste che oggi sembrano normali sono state ottenute attraverso sacrifici, battaglie sociali e anni di impegno collettivo. E proprio per questo la memoria assume un valore essenziale, soprattutto per le nuove generazioni. La Festa della Repubblica non è soltanto una ricorrenza istituzionale: è il ricordo concreto di un Paese che ha scelto la democrazia e che ha finalmente riconosciuto alle donne il diritto di avere voce, opinione e rappresentanza. Ottant’anni dopo, il messaggio resta attuale: i diritti non sono mai automatici, ma vanno conosciuti, difesi e continuati a costruire ogni giorno.
- 🇮🇹2 Giugno: una Repubblica che vive nel presente e guarda al futuro🌏
Ogni anno il 2 giugno non rappresenta soltanto una data sul calendario o una semplice celebrazione istituzionale. È il giorno in cui l’Italia ricorda una scelta storica che ha cambiato il destino del Paese e che, ancora oggi, continua ad avere un significato profondo per ogni cittadino. Nel 1946, dopo gli anni drammatici della guerra, della dittatura e delle divisioni, milioni di italiani furono chiamati a scegliere il futuro dell’Italia attraverso un referendum libero e democratico. Per la prima volta votarono anche le donne, segnando uno dei momenti più importanti della storia civile del nostro Paese. Da quella scelta nacque la Repubblica Italiana. Sono passati ottant’anni, ma il valore di quella giornata non appartiene soltanto al passato. La Festa della Repubblica continua ad essere attuale perché ricorda a tutti noi quanto siano importanti libertà, partecipazione, diritti e responsabilità collettiva. Oggi viviamo in un tempo molto diverso rispetto al 1946. I giovani crescono in una società veloce, digitale e spesso distratta, dove tutto sembra immediato e scontato. Proprio per questo il significato del 2 giugno deve essere raccontato, spiegato e vissuto anche dalle nuove generazioni. La democrazia non è qualcosa di automatico: è una conquista che va custodita ogni giorno attraverso il rispetto delle persone, il confronto delle idee, la partecipazione e il senso civico. Ricordare la Festa della Repubblica significa comprendere che molti diritti di cui oggi beneficiamo — il diritto di voto, la libertà di espressione, il diritto al lavoro, all’istruzione e alla dignità — sono il risultato di sacrifici, lotte e scelte coraggiose compiute da chi ci ha preceduto. Per i giovani, il 2 giugno dovrebbe rappresentare anche un invito a non sentirsi spettatori del futuro, ma protagonisti. Essere cittadini significa partecipare, interessarsi, informarsi e contribuire alla crescita della propria comunità. Significa capire che il bene comune non appartiene a qualcun altro, ma riguarda ciascuno di noi. In un’epoca in cui spesso prevalgono individualismo e disillusione, la Festa della Repubblica ci ricorda invece il valore dell’unità. Una Repubblica forte non si costruisce soltanto nelle istituzioni, ma nelle scuole, nei luoghi di lavoro, nelle famiglie, nelle associazioni e in tutte quelle realtà dove ogni giorno si creano relazioni, solidarietà e partecipazione. Anche dopo ottant’anni, il 2 giugno continua quindi ad essere una festa viva. Non soltanto memoria del passato, ma responsabilità verso il futuro. Perché una Repubblica esiste davvero solo quando le persone continuano a credere nei valori che la tengono unita. E il compito delle nuove generazioni sarà proprio questo: non dimenticare mai che libertà, democrazia e diritti non sono conquiste eterne, ma valori da proteggere e tramandare ogni giorno.
- 🚫NO A USO FONDI UE CONTRO CARO-ENERGIA
🇪🇺 Ad oltre due mesi dalla chiusura dello Stretto di Hormuz, Governo e Commissione Europea non hanno dato risposte all’altezza di questo gravissimo shock energetico. Riteniamo sia un gravissimo errore utilizzare le risorse per la coesione europea per abbattere i costi dell’energia. Le risorse da riprogrammare sarebbero insufficienti, una goccia nel mare che non permetterebbe interventi strutturali. 💶 In questo scenario, è inaccettabile che, per affrontare la crisi, si utilizzino le risorse del Fondo per la Giusta Transizione, istituito per i siti produttivi di Taranto e del Sulcis. Questo tipo di risorse europee convogliano investimenti aggiuntivi per ridurre le disuguaglianze generazionali, di genere e territoriali. Sono quindi un volano per lo sviluppo economico, sociale e occupazionale dei territori che dovremmo poter indirizzare, in modo strategico, per far fronte alle nuove sfide dell'automazione del lavoro, dell'invecchiamento demografico, della digitalizzazione, dell’intelligenza artificiale e della globalizzazione economica. 🌏 Il nostro Paese, inoltre nel ridurre i consumi energetici e incrementarne la produzione, dovrebbe prevedere degli strumenti a protezione di famiglie e imprese. Parallelamente, l'incremento della produzione di energia nazionale, guidato dal principio della neutralità tecnologica, deve rappresentare un'opportunità per l'emancipazione dalle fonti fossili straniere. ❌ Infine il Governo oltre a chiedere la sospensione del Patto di stabilità, come rivendichiamo da tempo, dovrebbe anche confrontarsi con le Parti Sociali per un Piano Strategico chiaro, che definisca le linee d'azione per il breve, medio e lungo periodo. 🗣️ È quanto hanno dichiarato le segretarie confederali della Uil, Vera Buonomo e Ivana Veronese.
- ⁉️Pensioni dopo il 2041?Senza previdenza complementare il rischio è un forte calo del reddito
Per chi maturerà il diritto alla pensione dopo il 2041, il vero problema non sarà solamente l’età pensionabile, ma soprattutto l’importo dell’assegno previdenziale. Negli ultimi anni il sistema pensionistico italiano è passato quasi completamente al metodo contributivo: ciò significa che la pensione dipenderà esclusivamente dai contributi versati durante la vita lavorativa, dalla continuità occupazionale, dall’età di uscita e dall’andamento economico generale. Un cambiamento che avrà effetti molto concreti soprattutto sulle nuove generazioni e su chi oggi vive carriere discontinue, contratti precari, part-time involontari o periodi di disoccupazione. Il confronto con la situazione attuale Chi oggi accede alla pensione beneficia ancora, in molti casi, di quote calcolate con il vecchio sistema retributivo o misto, che garantiscono assegni generalmente più elevati rispetto ai contributi realmente versati. Per questo motivo, oggi una pensione può ancora rappresentare circa il 65-75% dell’ultimo stipendio percepito. Per chi andrà invece in pensione dopo il 2041, le stime parlano di assegni che potrebbero fermarsi anche al 50-60% dell’ultimo reddito da lavoro, con percentuali ancora inferiori in presenza di carriere discontinue. Tradotto in termini concreti? Un lavoratore che percepirà uno stipendio netto di circa 2.200 euro potrebbe ritrovarsi con una pensione pubblica compresa tra 1.100 e 1.350 euro mensili. Perché il sistema rischia di diventare insufficiente Le cause sono molteplici: aumento della speranza di vita; riduzione progressiva dei coefficienti di trasformazione; precarizzazione del mercato del lavoro; salari spesso insufficienti; ingresso tardivo nel mondo occupazionale; crescita economica debole. Il risultato è semplice: contributi più bassi e pensioni future più leggere. Il ruolo sempre più centrale della previdenza complementare In questo contesto la previdenza complementare non rappresenta più soltanto una scelta facoltativa, ma uno strumento sempre più necessario per integrare la pensione pubblica. Nel territorio del Trentino-Alto Adige, Laborfonds rappresenta uno degli strumenti principali di integrazione previdenziale per lavoratrici e lavoratori pubblici e privati. Attraverso il versamento del TFR, della quota del lavoratore e del contributo del datore di lavoro previsto dai contratti collettivi, il fondo consente di costruire nel tempo una pensione integrativa capace di ridurre il divario economico futuro. La differenza concreta tra aderire o non aderire Le simulazioni previdenziali mostrano che, dopo 35-40 anni di contribuzione, la previdenza complementare può generare un’integrazione pensionistica anche di diverse centinaia di euro al mese. Senza un fondo integrativo: maggiore dipendenza dalla sola pensione INPS; riduzione significativa del tenore di vita; maggiore esposizione alle difficoltà economiche nella terza età. Con la previdenza complementare … esempio Laborfonds? integrazione economica aggiuntiva; utilizzo del contributo datoriale; vantaggi fiscali; costruzione di una maggiore sicurezza previdenziale. Una riflessione necessaria Parlare oggi di pensioni future significa parlare di dignità del lavoro, stabilità sociale e tutela delle nuove generazioni. Il rischio concreto è quello di avere, tra vent’anni, lavoratrici e lavoratori che dopo una vita intera di attività si ritroveranno con assegni insufficienti a mantenere un tenore di vita adeguato. Per questo motivo è fondamentale sviluppare una maggiore cultura previdenziale, rafforzare gli strumenti di previdenza complementare e pretendere politiche nazionali capaci di garantire pensioni realmente sostenibili anche per chi oggi è giovane o si trova all’inizio del proprio percorso lavorativo. La questione pensionistica non riguarda il futuro lontano: riguarda già il presente di migliaia di lavoratrici e lavoratori.
- 🤖Intelligenza Artificiale: opportunità, consapevolezza e rischi da conoscere
Negli ultimi anni l’Intelligenza Artificiale è entrata sempre più nella vita quotidiana di tutti noi. Non si parla più soltanto di grandi aziende tecnologiche o di strumenti per esperti informatici: oggi l’IA è presente nelle ricerche online, nei telefoni, nelle traduzioni automatiche, nei programmi di scrittura, nelle email e perfino nei servizi pubblici. Per questo motivo è importante sviluppare una maggiore consapevolezza collettiva su cosa sia realmente l’Intelligenza Artificiale, quali vantaggi possa offrire e quali rischi esistano se utilizzata senza conoscenza o attenzione. Cos’è realmente l’Intelligenza Artificiale L’IA è un insieme di tecnologie capaci di elaborare informazioni, riconoscere schemi e generare contenuti sulla base dei dati ricevuti. In modo semplice, possiamo definirla come uno strumento di supporto che aiuta le persone a svolgere alcune attività più velocemente. Può aiutare a: scrivere testi e comunicazioni; riassumere documenti lunghi; tradurre contenuti; creare tabelle e schemi; organizzare informazioni; cercare idee o soluzioni operative. Nel lavoro pubblico e negli Enti Locali può rappresentare un’opportunità importante per migliorare l’organizzazione, velocizzare alcune attività amministrative e ridurre il tempo dedicato a compiti ripetitivi. Tuttavia, l’IA non sostituisce il valore umano, l’esperienza professionale e la responsabilità delle lavoratrici e dei lavoratori. L’importanza della formazione e della consapevolezza Uno degli aspetti più importanti oggi riguarda la formazione. Molte persone utilizzano strumenti di Intelligenza Artificiale senza conoscere realmente come funzionino, quali dati raccolgano o quali limiti abbiano. L’IA può infatti: fornire risposte errate; inventare informazioni inesistenti; riportare dati non aggiornati; generare contenuti apparentemente credibili ma falsi. Per questo motivo è fondamentale verificare sempre le informazioni ricevute e utilizzare questi strumenti con spirito critico e responsabilità. L’Intelligenza Artificiale deve essere vista come un supporto al lavoro umano e non come una sostituzione automatica del pensiero, delle competenze o delle decisioni professionali. I rischi: truffe, falsi contenuti e manipolazione Accanto alle opportunità esistono però rischi concreti che stanno crescendo rapidamente, soprattutto nei confronti delle persone meno esperte nell’utilizzo delle tecnologie digitali. Oggi l’IA viene purtroppo utilizzata anche per: creare truffe online sempre più credibili; imitare voci e volti di persone reali; generare falsi video o false telefonate; creare email ingannevoli molto realistiche; diffondere notizie false o manipolate. Sempre più spesso vengono utilizzati sistemi automatici per simulare la voce di familiari, dirigenti o operatori bancari al fine di convincere le persone a inviare denaro o dati personali. Anche le cosiddette “fake news” possono essere prodotte con estrema facilità attraverso strumenti IA, rendendo più difficile distinguere ciò che è reale da ciò che è manipolato. Per questo motivo serve prudenza: non condividere dati personali o sensibili; non fidarsi di richieste urgenti ricevute tramite messaggi o telefonate sospette; verificare sempre le fonti; evitare di caricare documenti riservati su piattaforme sconosciute; prestare attenzione ai contenuti troppo realistici o emotivamente costruiti. IA e Pubblica Amministrazione: innovazione sì, ma con regole Nel settore pubblico l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale dovrà necessariamente essere accompagnato da regole chiare, tutela della privacy, sicurezza dei dati e garanzie per lavoratrici, lavoratori e cittadini. L’innovazione non può essere guidata soltanto dalla velocità tecnologica. Serve invece una gestione responsabile, trasparente e centrata sulle persone. Sarà fondamentale: investire nella formazione del personale; definire limiti chiari nell’utilizzo dei sistemi automatizzati; garantire supervisione umana nelle decisioni; tutelare i dati personali e sensibili; evitare forme di controllo improprio sui lavoratori. L’Intelligenza Artificiale rappresenta una grande trasformazione, ma il suo utilizzo dovrà sempre mantenere al centro dignità, professionalità e diritti. Una sfida culturale prima ancora che tecnologica L’IA non deve essere vissuta con paura, ma nemmeno con superficialità. Conoscere questi strumenti significa poterli utilizzare meglio, evitando rischi e cogliendone le opportunità reali. La vera sfida non sarà soltanto tecnologica, ma culturale e sociale: imparare a convivere con strumenti sempre più avanzati senza perdere senso critico, responsabilità e valore umano. Per questo è importante promuovere informazione, formazione e consapevolezza, affinché l’innovazione resti davvero al servizio delle persone e della collettività.
- 🥷Phishing informatico: una minaccia spesso sottovalutata
Negli ultimi anni il phishing informatico è diventato una delle principali minacce digitali per cittadini, lavoratrici, lavoratori ed enti pubblici e privati. Nonostante se ne parli sempre più spesso, la maggior parte degli utenti di Internet continua ancora oggi a sottovalutare quanto queste truffe siano evolute, credibili e pericolose. Molte persone immaginano ancora il phishing come una semplice “mail scritta male” o un messaggio facilmente riconoscibile. In realtà le tecniche utilizzate dai criminali informatici sono cambiate profondamente. Oggi le comunicazioni fraudolente sono spesso costruite in maniera professionale, con loghi ufficiali, linguaggio corretto e riferimenti realistici che imitano perfettamente banche, corrieri, INPS, piattaforme di streaming, social network o persino enti pubblici. Uno degli aspetti meno conosciuti riguarda proprio la capacità di questi sistemi di raccogliere informazioni pubbliche sulle persone attraverso social network, siti web o dati reperiti online. Questo permette ai truffatori di creare messaggi personalizzati che sembrano autentici e che aumentano enormemente le possibilità di successo dell’attacco. Molti utenti ignorano inoltre che oggi il phishing non arriva soltanto via email. Sempre più frequentemente le truffe vengono diffuse tramite: SMS apparentemente inviati dalla banca o da corrieri messaggi WhatsApp falsi QR Code social network telefonate automatiche o operatori finti siti web quasi identici agli originali È sufficiente una piccola distrazione per ritrovarsi a inserire credenziali, password o dati bancari in pagine create appositamente per rubare informazioni. Un altro elemento ancora poco conosciuto riguarda il furto degli account personali. Molte persone pensano che perdere l’accesso ad un profilo social sia un problema “minore”, senza considerare che da un singolo account compromesso possono essere recuperate fotografie, conversazioni private, contatti, documenti, dati di lavoro e persino ulteriori accessi collegati. Anche le password rappresentano oggi una criticità enorme. Ancora troppe persone utilizzano la stessa password per più servizi o scelgono codici semplici facilmente individuabili. Questo significa che una sola violazione può mettere a rischio contemporaneamente email, home banking, social network e piattaforme lavorative. Tra gli strumenti di difesa più efficaci, ma ancora poco utilizzati, vi è l’autenticazione a due fattori (2FA), che aggiunge un ulteriore livello di sicurezza oltre alla password. Nonostante sia disponibile sulla maggior parte delle piattaforme online, molti utenti non la attivano perché ne sottovalutano l’importanza. È importante comprendere che nessuno è realmente immune dal phishing. Le truffe informatiche colpiscono giovani, anziani, lavoratori esperti e utenti comuni. I criminali fanno leva soprattutto sulla fretta, sulla paura, sulla curiosità o sulla fiducia verso comunicazioni che sembrano ufficiali. Per questo motivo la prevenzione e la formazione digitale diventano oggi strumenti fondamentali di tutela collettiva. Imparare a riconoscere un tentativo di phishing significa proteggere non soltanto sé stessi, ma anche colleghi, familiari e servizi pubblici. La sicurezza informatica non riguarda più solamente gli specialisti del settore: riguarda ogni persona che utilizza quotidianamente Internet, uno smartphone o un computer. Informarsi, aggiornarsi e mantenere alta l’attenzione rappresentano oggi la prima vera difesa contro le truffe digitali. Polizia Postale: segnalazioni e denunce👇👇👇 https://www.denunciaonline.eu/b/polizia-postale-segnalazioni-denunce?gad_source=1&gad_campaignid=23471163591&gclid=CjwKCAjw8uTQBhAdEiwAVvtJyjbRdEgei5w9d-JgyhE3DVSAYqVS-zPqU0aOII26K0BgDLj89o52PRoCpCsQAvD_BwE
- 29.05.2026🏥Festa Nazionale dell’OSS
💙 Dietro ogni gesto di cura c’è una persona che sceglie ogni giorno di esserci. Nella Giornata Nazionale dell’OSS vogliamo dire grazie a chi, con professionalità, umanità e dedizione, si prende cura delle persone più fragili nelle strutture residenziali e nella nostra comunità. Essere OSS significa molto più di un lavoro: significa ascolto, rispetto, presenza e sostegno. Un punto fermo per chi ha bisogno di sentirsi accolto, aiutato e mai solo. A tutte e tutti gli Operatori Socio Sanitari: grazie per il vostro valore umano e professionale. 💙 #OSS #GiornataOSS #UILFPdelTrentino #Cura #Dignità #Umanità #ValoreSociale #StruttureResidenziali
- 💶🔵FINANZA LOCALE: BENE GLI INVESTIMENTI, MA SENZA PERSONALE I COMUNI NON RIESCONO PIÙ A GARANTIRE SERVIZI AI CITTADINI
“L’apertura della Provincia Autonoma di Trento verso nuovi strumenti finanziari destinati agli investimenti dei Comuni trentini rappresenta una scelta importante, capace di sostenere opere strategiche, efficientamento e sviluppo dei territori. Tuttavia, non si può perdere di vista il ruolo centrale delle lavoratrici e dei lavoratori, veri garanti dei servizi erogati alla cittadinanza.” “Non è più possibile parlare di tenuta del sistema degli Enti Locali senza affrontare con determinazione il tema della carenza di personale. Servono strumenti concreti, tra cui percorsi di corso-concorso e formazione centralizzata, in grado di supportare le amministrazioni che oggi vivono le maggiori difficoltà organizzative e operative.” In molti Comuni trentini il problema non riguarda più soltanto la capacità di investire nelle opere pubbliche, ma soprattutto la possibilità concreta di garantire servizi essenziali ai cittadini. Uffici sotto organico, difficoltà nel reperire figure tecniche e amministrative, pensionamenti e dimissioni volontarie dovute a carichi di lavoro sempre più elevati si sommano a una ormai consolidata perdita di attrattività del lavoro pubblico locale, fenomeno che deve essere affrontato con decisione. Una situazione che sta mettendo seriamente in difficoltà lavoratrici, lavoratori e amministrazioni, con il rischio concreto di compromettere qualità e continuità dei servizi erogati alle comunità del territorio. Per questo la UIL FP del Trentino ritiene necessario aprire una riflessione strutturale sul tema della spesa corrente collegata alle assunzioni di personale. I Comuni che dispongono di margini finanziari devono essere messi nelle condizioni di investire sulle proprie dotazioni organiche, attraverso strumenti normativi e finanziari che consentano assunzioni stabili e straordinarie, necessarie a garantire continuità, competenze e qualità dei servizi pubblici. Parallelamente, i Comuni più piccoli o con minori risorse economiche non possono essere lasciati soli. Serve un intervento della Provincia Autonoma di Trento capace di accompagnare questi enti attraverso trasferimenti e misure straordinarie che consentano di sostenere la spesa corrente derivante dalle nuove assunzioni. Investire sul personale significa investire direttamente sui servizi alla comunità: servizi all'infanzia, anagrafe, tecnici, polizia locale, amministrativi, sociali e territoriali. Senza lavoratrici e lavoratori qualificati, valorizzati e in numero adeguato, anche gli investimenti infrastrutturali rischiano di perdere efficacia. La UIL FP del Trentino evidenzia inoltre come il percorso della prossima Legge di assestamento della PAT debba prevedere stanziamenti adeguati e strutturali, indispensabili per riportare con determinazione il confronto in APRAN al centro della contrattazione del CCPL 2025/2027 – parte normativo, giuridica ed economica – del comparto Autonomie Locali. Un percorso che dovrà svilupparsi attraverso un "dialogo" concreto con Provincia e Consorzio dei Comuni, valorizzando anche la ritrovata sinergia positiva del Sindacato Confederale e Consiglio delle Autonomie Locali, al fine di costruire un piano condiviso capace di rimettere al centro il valore del lavoro pubblico locale, la tutela dei servizi ai cittadini, la valorizzazione delle professionalità e la sostenibilità organizzativa degli enti del territorio.



