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  • 🔵UIL, una nuova stagione per il sindacato riformista - Il Congresso Nazionale a Padova ha tracciato la linea del futuro 🌍

    Le parole di Pierpaolo Bombardieri «Un sindacato come il nostro deve avere l’ambizione di diventare il primo sindacato di questo Paese.» — Pierpaolo Bombardieri AUTONOMIA «La UIL non sarà mai terra di conquista per nessuno. Noi ci teniamo alla nostra autonomia: dai partiti, non dalla politica.» DIALOGO E RISULTATI La UIL sceglie il confronto, la contrattazione e la proposta concreta. Un modello sindacale che: ✔ difende salari e pensioni ✔ rinnova i contratti ✔ investe sulla sicurezza sul lavoro ✔ governa l’innovazione e l’intelligenza artificiale ✔ tutela i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori UNA SFIDA PER IL FUTURO «La leadership non si eredita. Si conquista.» La UIL punta ad essere sempre più: vicina alle persone; protagonista del cambiamento; sindacato delle competenze, delle idee e delle soluzioni. IL SINDACATO DELLE PERSONE Contrattare, proporre, innovare. Per costruire lavoro di qualità, sviluppo e coesione sociale. UIL – Dalla parte delle persone. Sempre. APPROFONDISCI 📰 La UIL e la sfida della leadership: il sindacato delle soluzioni che va verso il primato - Leggi l’articolo completo: Lo Speciale Giornale – La UIL e la sfida della leadership⁠: https://www.lospecialegiornale.it/2026/07/05/la-uil-e-la-sfida-della-leadership-il-sindacato-delle-soluzioni-che-va-verso-il-primato/

  • 🏥APSP E RSA PRIVATE IN TRENTINO: LA UIL FP CHIEDE CONFRONTO, TRASPARENZA E INVESTIMENTI SUL PERSONALE🫂

    La sperimentazione dei nuclei a minor fabbisogno nelle strutture residenziali del Trentino apre interrogativi che non possono essere ignorati. La UIL FP del Trentino esprime infatti forti perplessità rispetto a un percorso che, pur muovendosi nella ricerca di possibili soluzioni alle criticità del sistema, continua a svilupparsi senza un adeguato coinvolgimento delle Organizzazioni Sindacali. Secondo la UIL FP, sarebbe fondamentale attivare finalmente l’Osservatorio sulle RSA pubbliche e private, richiesto da anni all’Assessorato competente, quale sede permanente di confronto e condivisione delle scelte strategiche che riguardano il settore socio-assistenziale trentino. Personale già in sofferenza La principale preoccupazione riguarda le ricadute che tali sperimentazioni potrebbero avere sui lavoratori e sulle lavoratrici delle APSP e delle RSA private, già oggi alle prese con una situazione di forte criticità organizzativa. La UIL FP evidenzia come il personale sia ormai sottoposto a carichi di lavoro sempre più elevati, in un contesto caratterizzato da una crescente complessità assistenziale e da organici insufficienti. In queste condizioni diventa difficile garantire la qualità delle prestazioni e la continuità dei servizi rivolti alle persone più fragili della comunità. I numeri della sperimentazione Entrando nel merito della proposta, le tre APSP coinvolte registrerebbero un aumento complessivo di soli otto posti letto, un incremento considerato marginale rispetto alle dimensioni delle strutture interessate. Diversa la situazione della RSA privata Sacra Famiglia di Rovereto, che dovrebbe assorbire ben quaranta posti letto aggiuntivi, elemento che suscita ulteriori preoccupazioni in merito alla sostenibilità organizzativa e alla disponibilità di personale. Un confronto che continua a mancare Per la UIL FP permane una criticità di fondo: l’assenza di un confronto strutturato, costante e trasparente con le rappresentanze sindacali. Il sindacato denuncia infatti la mancanza di una reale volontà politica di affrontare in maniera condivisa le problematiche del comparto, nonostante le ripetute richieste avanzate negli ultimi anni. Il nodo del parametro assistenziale Al centro del dibattito vi è inoltre il tema del parametro assistenziale, che secondo la UIL FP non appare più adeguato a rispondere ai bisogni sempre più complessi delle persone accolte nelle strutture e delle loro famiglie. L’evoluzione delle condizioni di fragilità degli ospiti richiede infatti modelli organizzativi, dotazioni organiche e standard assistenziali aggiornati, capaci di garantire qualità delle cure, sicurezza e dignità del lavoro. Quale futuro per il sistema socio-assistenziale? La domanda posta dalla UIL FP del Trentino è chiara: con quale personale sarà possibile garantire, nel prossimo futuro, la continuità assistenziale nelle APSP e nelle RSA private del Trentino? Per il sindacato la risposta non può essere affidata a interventi episodici o a sperimentazioni prive di una visione strategica complessiva. Occorre invece un progetto di lungo periodo che punti sul rafforzamento degli organici, sulla valorizzazione delle professionalità presenti e sull’apertura di un confronto permanente con le Organizzazioni Sindacali. Solo così sarà possibile assicurare servizi di qualità e tutelare chi ogni giorno opera in prima linea per assistere le persone più fragili del territorio.

  • 🤖Intelligenza Artificiale e servizi pubblici: la UIL del Trentino chiede regole, tutele e contrattazione per governare l’innovazione

    L’intelligenza artificiale rappresenta una delle trasformazioni più profonde che interesseranno il lavoro pubblico e l’organizzazione dei servizi nei prossimi anni. Una rivoluzione già in atto, destinata a incidere sulle modalità di lavoro, sulle competenze richieste al personale e sulla qualità dei servizi erogati ai cittadini. Per questo la UIL del Trentino, insieme a UIL FP Autonomie Locali, UIL FP Sanità e UIL Scuola Trentino, richiama l’attenzione della Giunta Provinciale sulla necessità di affrontare questa transizione attraverso regole condivise, partecipazione e contrattazione. Una trasformazione già presente nella Pubblica Amministrazione L’intelligenza artificiale non rappresenta più una prospettiva futura. È già oggi presente in numerosi processi amministrativi, nella gestione documentale, nell’organizzazione dei servizi pubblici, nel supporto alle attività professionali e nei sistemi di analisi e programmazione. Si tratta di un cambiamento destinato a coinvolgere trasversalmente tutti i comparti del pubblico impiego provinciale: dagli enti locali alla sanità, dalle amministrazioni statali alla scuola. Per la UIL del Trentino non è sufficiente osservare il cambiamento: è necessario governarlo affinché l’innovazione tecnologica possa diventare una concreta opportunità di miglioramento del lavoro pubblico e dei servizi alla cittadinanza, evitando il rischio di una riduzione delle tutele, dell’aumento delle disuguaglianze o di un impoverimento delle professionalità. Opportunità e responsabilità L’intelligenza artificiale può contribuire alla semplificazione delle procedure burocratiche, alla riduzione delle attività ripetitive e all’ottimizzazione dei processi amministrativi, migliorando l’accessibilità e l’efficacia dei servizi pubblici. Può consentire alle lavoratrici e ai lavoratori di dedicare maggior tempo alle attività a più elevato valore professionale, relazionale e umano. Tuttavia, questa evoluzione deve essere accompagnata dalla salvaguardia dell’occupazione e dalla valorizzazione delle competenze esistenti, mantenendo almeno l’attuale livello occupazionale e investendo in percorsi di formazione continua e aggiornamento professionale. Nessuno deve essere lasciato indietro L’introduzione di sistemi intelligenti e strumenti algoritmici rende indispensabile un investimento strutturato nella formazione permanente. La UIL ritiene fondamentale garantire che nessun lavoratore subisca processi di marginalizzazione professionale a causa dell’evoluzione tecnologica e che tutti abbiano accesso alle opportunità offerte dall’innovazione. Parallelamente, assumono un’importanza centrale la sicurezza informatica, la tutela della privacy e la protezione dei dati personali. Le amministrazioni pubbliche gestiscono quotidianamente informazioni sensibili riguardanti cittadini, imprese e lavoratori: l’utilizzo dell’intelligenza artificiale dovrà pertanto avvenire nel rispetto dei più elevati standard di sicurezza, trasparenza e conformità normativa. Trasparenza degli algoritmi e supervisione umana: Particolare attenzione deve essere posta alla trasparenza degli algoritmi e ai cosiddetti sistemi “black box”. Decisioni che incidono sui diritti delle persone, sull’accesso ai servizi pubblici, sull’organizzazione del lavoro o sulla valutazione delle prestazioni professionali non possono essere affidate a sistemi opachi, incomprensibili o non verificabili. Per la UIL del Trentino il principio è chiaro: La responsabilità delle decisioni deve rimanere in capo alle persone e non agli algoritmi. La tecnologia deve supportare il lavoro umano, non sostituirne il ruolo decisionale. Le proposte della UIL del Trentino: Per queste ragioni la UIL del Trentino ritiene necessario che i prossimi rinnovi dei Contratti Collettivi Provinciali di Lavoro introducano specifiche tutele dedicate all’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei diversi comparti del pubblico impiego. La contrattazione dovrà garantire: * il diritto all’informazione preventiva e al confronto sindacale; * la valutazione preventiva degli impatti organizzativi, professionali e occupazionali; * percorsi strutturati e finanziati di formazione; * il divieto di utilizzare esclusivamente sistemi automatizzati per valutazioni disciplinari, professionali o organizzative; * la piena tracciabilità e verificabilità dei processi decisionali supportati dagli algoritmi; * il diritto alla supervisione umana e alla revisione delle decisioni generate dai sistemi di intelligenza artificiale; * adeguate garanzie in materia di sicurezza informatica, tutela dei dati personali e responsabilità amministrativa. Un Protocollo provinciale sull’Intelligenza Artificiale La UIL del Trentino propone inoltre l’avvio di un confronto istituzionale permanente con la Provincia autonoma di Trento per definire un Protocollo provinciale sull’Intelligenza Artificiale nel Pubblico Impiego. Il Trentino dispone infatti di competenze scientifiche e tecnologiche riconosciute a livello nazionale e internazionale, grazie anche all’attività svolta dalla Fondazione Bruno Kessler e dall’intero sistema della ricerca territoriale. Per questo il nostro territorio può diventare un laboratorio avanzato di innovazione responsabile, capace di coniugare progresso tecnologico, qualità dei servizi pubblici e tutela delle persone. La sfida non è fermare l’innovazione, ma governarla. La qualità dei servizi pubblici del futuro dipenderà dalla capacità di mantenere il controllo umano sui processi, valorizzare le professionalità e garantire che la tecnologia rimanga uno strumento al servizio della collettività.

  • Bando INPS “Centri Estivi Diurni 2026”🌞🕶️

    📢 Attenzione: le domande scadono il 25 giugno 2026 alle ore 12:00. Chi può richiedere il contributo? Il bando è rivolto ai figli, orfani o equiparati di: * dipendenti pubblici iscritti alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali; * pensionati della Pubblica Amministrazione iscritti alla stessa gestione; * alcune categorie di dipendenti pubblici a tempo determinato con i requisiti previsti dal bando. Età dei beneficiari 👧👦 Bambini e ragazzi dai 3 ai 14 anni compiuti entro il 30 giugno 2026. Quanto spetta? 💶 L’INPS riconosce un contributo a rimborso delle spese sostenute per la frequenza dei centri estivi: * fino a 100 euro a settimana; * per un massimo di 4 settimane; * contributo massimo complessivo 400 euro per ciascun figlio. Cosa copre il contributo? ✅ Attività ludiche, sportive e ricreative ✅ Pranzo e merende ✅ Gite e uscite previste dal programma ✅ Copertura assicurativa ✅ Altri servizi inclusi nel centro estivo diurno. Come presentare la domanda? 🖥️ Esclusivamente online tramite il Portale Prestazioni Welfare INPS, accedendo con: * SPID * CIE * CNS. Link al bando INPS Bando Centri Estivi Diurni 2026 INPS⁠ Per un volantino UIL FP ti consiglio di evidenziare in grande: 🔵 CONTRIBUTO FINO A 400 EURO PER I FIGLI DEI DIPENDENTI PUBBLICI 🔵 DOMANDE ENTRO IL 25 GIUGNO 2026 - ORE 12:00 🔵 RIMBORSO SPESE CENTRI ESTIVI 2026 🔵 PRESENTAZIONE ONLINE SUL PORTALE INPS.

  • 🔵👥Conciliare vita e lavoro: la vera sfida per attrarre e trattenere le nuove generazioni in Trentino

    Per molti anni il dibattito sul welfare e sulla contrattazione si è concentrato quasi esclusivamente sulla conciliazione tra famiglia e lavoro. Un tema fondamentale, che continua ad essere centrale, ma che oggi non è più sufficiente a descrivere i bisogni delle lavoratrici e dei lavoratori. La società è cambiata. Sono cambiate le aspettative delle persone. Sono cambiate soprattutto le nuove generazioni. Oggi parlare di conciliazione vita-lavoro significa affrontare una questione più ampia: il diritto di ogni persona a costruire un equilibrio sostenibile tra impegni professionali, relazioni familiari, formazione, cura di sé, partecipazione sociale e tempo libero. Le più recenti ricerche internazionali dimostrano che il work-life balance è ormai uno dei principali fattori nella scelta di un posto di lavoro, spesso persino più importante della sola retribuzione. Le nuove generazioni cercano certamente stipendi adeguati, ma chiedono anche flessibilità, autonomia organizzativa, possibilità di crescita personale e qualità della vita. Non si tratta di una mancanza di ambizione, come talvolta viene raccontato. Al contrario, è la consapevolezza che il benessere non può essere misurato esclusivamente in termini economici. Un giovane lavoratore oggi valuta se il proprio lavoro gli permetterà di: dedicare tempo alla famiglia; praticare sport e mantenere uno stile di vita sano; coltivare relazioni e amicizie; formarsi continuamente; partecipare alla vita della comunità; prendersi cura della propria salute fisica e mentale. In altre parole, il tempo è diventato una risorsa preziosa quanto il reddito. Questa trasformazione riguarda direttamente anche il settore pubblico e il Trentino. In un territorio che deve fare i conti con il calo demografico, l’invecchiamento della popolazione e la crescente difficoltà nel reperire personale qualificato, la capacità di offrire condizioni di lavoro moderne e sostenibili rappresenta un elemento decisivo di attrattività. Non basta più offrire un posto di lavoro stabile. Occorre costruire organizzazioni che consentano alle persone di vivere bene. Per questo la UIL FP del Trentino ritiene che la prossima stagione contrattuale debba affrontare con coraggio il tema della conciliazione vita-lavoro attraverso strumenti concreti: maggiore flessibilità organizzativa; smart working realmente efficace e regolamentato; valorizzazione del tempo di vita delle persone; sostegno alla genitorialità e ai caregiver; servizi territoriali che riducano il carico di cura; percorsi professionali che non penalizzino chi sceglie di avere figli; welfare contrattuale orientato al benessere complessivo della persona. Guardare ai modelli del Nord Europa significa comprendere che investire nella qualità della vita non è un costo, ma una scelta strategica. Dove esistono politiche efficaci di conciliazione, infatti, aumentano l’occupazione femminile, la partecipazione al mercato del lavoro, la natalità, la produttività e la soddisfazione delle persone. La vera sfida dei prossimi anni sarà quindi superare una visione che mette in contrapposizione lavoro e vita privata. Il lavoro deve continuare a garantire dignità economica, ma deve anche lasciare spazio alla vita. Perché una società moderna non si misura soltanto da quanto si produce, ma anche dalla capacità di permettere alle persone di vivere pienamente il proprio tempo. E forse la domanda che dovremmo porci non è soltanto quanto guadagniamo lavorando, ma quanta qualità di vita riusciamo a costruire grazie al nostro lavoro. È da questa riflessione che passa il futuro del Trentino e delle nuove generazioni.

  • 🔥🥵Caldo estremo e lavoro pubblico: la salute delle lavoratrici e dei lavoratori viene prima di tutto

    Le ondate di calore che stanno interessando il nostro Paese non rappresentano più eventi eccezionali, ma una realtà con cui lavoratrici, lavoratori e amministrazioni pubbliche devono confrontarsi sempre più frequentemente. Temperature elevate e periodi prolungati di caldo intenso incidono direttamente sulle condizioni di lavoro, ponendo nuove sfide in termini di salute, sicurezza e organizzazione dei servizi. Per la UIL FP del Trentino è fondamentale che questo tema venga affrontato con la massima attenzione da parte delle istituzioni e dei datori di lavoro pubblici. La tutela della salute non può infatti essere considerata un elemento secondario, ma deve rappresentare una priorità assoluta nelle scelte organizzative di ogni amministrazione. In questo contesto diventa indispensabile adottare misure concrete per prevenire i rischi legati allo stress termico: dalla climatizzazione adeguata degli ambienti di lavoro alla rimodulazione degli orari di servizio nelle giornate più critiche, fino alla predisposizione di adeguate pause di recupero e alla disponibilità di acqua potabile per il personale. Particolarmente esposte risultano molte figure professionali che ogni giorno garantiscono servizi essenziali alla cittadinanza e che non hanno la possibilità di svolgere la propria attività da remoto. Pensiamo agli operatori della Polizia Locale, impegnati nella gestione del traffico, nei controlli stradali e nelle attività di vigilanza urbana. Durante le ore più calde della giornata lavorano spesso sotto il sole e sull’asfalto rovente, condizioni che aumentano sensibilmente il rischio di disidratazione, affaticamento e colpi di calore. La stessa attenzione deve essere rivolta agli operai comunali e ai cantonieri provinciali impegnati nelle manutenzioni e nei cantieri stradali. Lavorare all’aperto, esposti direttamente all’irraggiamento solare e al calore generato da asfalto e macchinari, comporta rischi sempre più elevati che non possono essere sottovalutati. Vi sono poi situazioni meno visibili ma altrettanto critiche, come quelle vissute dal personale ausiliario e dai cuochi delle scuole dell’infanzia e dei servizi educativi. Durante i mesi estivi le temperature all’interno delle cucine possono raggiungere livelli particolarmente elevati a causa dell’utilizzo continuativo di forni, fornelli e attrezzature professionali. In alcune realtà, negli anni passati, sono state registrate temperature superiori ai 35 gradi negli ambienti di lavoro, con evidenti ripercussioni sul benessere e sulla salute del personale. Accanto alle misure di prevenzione e protezione, la UIL FP del Trentino ritiene che anche una maggiore valorizzazione dello smart working nelle attività compatibili possa contribuire a ridurre gli effetti dei picchi di calore, limitando gli spostamenti, contenendo i consumi energetici e favorendo una migliore conciliazione tra vita privata e lavoro. Fondamentale sarà inoltre il coinvolgimento di tutti i soggetti che operano nell’ambito della prevenzione e sicurezza sul lavoro. Il rischio da stress termico deve essere valutato e gestito in modo strutturato all’interno del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), attraverso il confronto costante tra amministrazioni, RLS, RSPP e Medici Competenti e con misure specifiche calibrate sulle diverse mansioni. Le conseguenze dei cambiamenti climatici stanno diventando sempre più evidenti anche nei luoghi di lavoro. Per questo la UIL FP del Trentino continuerà a promuovere ogni iniziativa utile a garantire ambienti di lavoro sicuri, dignitosi e adeguati alle nuove sfide, affinché nessuna lavoratrice e nessun lavoratore debbano mettere a rischio la propria salute nello svolgimento del servizio alla collettività. La salute non va in vacanza. La sicurezza sul lavoro nemmeno.

  • ⛽️Crisi nello Stretto di Hormuz: perché la stabilità internazionale è fondamentale per l’economia europea e per i lavoratori

    Negli ultimi mesi la situazione geopolitica nell’area del Golfo Persico ha riportato al centro dell’attenzione internazionale lo Stretto di Hormuz, uno dei punti strategici più importanti per il commercio mondiale di petrolio. Attraverso questo stretto transita una quota significativa del greggio destinato ai mercati internazionali. Quando una crisi militare, un blocco navale o tensioni geopolitiche limitano la libera circolazione delle petroliere, l’effetto si ripercuote immediatamente sui mercati energetici globali. Perché i prezzi dell’energia aumentano? I mercati reagiscono non solo alla quantità di petrolio effettivamente disponibile, ma anche al rischio che gli approvvigionamenti possano diminuire. Le difficoltà nell’esportazione del greggio iraniano, unite all’incertezza che coinvolge tutta l’area del Golfo Persico, hanno contribuito ad alimentare tensioni sui prezzi internazionali dell’energia. Quando aumenta il costo del petrolio aumentano, di conseguenza, anche i costi dei carburanti, dei trasporti, della logistica e, indirettamente, di numerosi beni e servizi. Le informazioni diffuse dagli analisti del settore energetico evidenziano come l’Iran abbia dovuto ridurre significativamente la propria produzione a causa delle difficoltà di esportazione e della limitata capacità di stoccaggio disponibile. Molti depositi risultano infatti prossimi ai limiti operativi, costringendo il Paese a rallentare l’estrazione e a fare affidamento sulle scorte accumulate all’estero. Questa situazione genera ulteriore incertezza nei mercati e contribuisce a mantenere elevata la pressione sui prezzi energetici. Le conseguenze per l’Europa Anche se l’Europa non dipende esclusivamente dal petrolio proveniente dall’area iraniana, il mercato energetico è ormai globale e interconnesso. Quando una parte significativa dell’offerta mondiale viene messa in discussione, gli effetti si propagano rapidamente a livello internazionale. Le imprese europee si trovano a sostenere costi maggiori per l’energia e per i trasporti, mentre le famiglie devono fare i conti con rincari che incidono direttamente sul bilancio domestico. In questo contesto, la stabilità delle rotte commerciali e la ripresa di normali flussi di approvvigionamento del greggio verso i mercati internazionali rappresentano elementi essenziali per contenere i prezzi e garantire maggiore sicurezza energetica all’Europa. La pace come interesse dei lavoratori Per la UIL FP del Trentino ogni conflitto porta con sé conseguenze che vanno ben oltre i territori direttamente coinvolti. Le guerre producono sofferenze umane, instabilità economica e ricadute che finiscono per colpire anche lavoratrici, lavoratori e pensionati attraverso l’aumento del costo della vita e la riduzione del potere d’acquisto. Per questo motivo è fondamentale che la comunità internazionale persegua ogni iniziativa utile a favorire il cessate il fuoco, la de-escalation delle tensioni e il ripristino di condizioni di sicurezza che consentano la piena ripresa degli approvvigionamenti energetici verso l’Europa e il resto del mondo. Smart Working: una risposta concreta ai rincari energetici La UIL FP del Trentino evidenzia da tempo come l’aumento dei costi energetici e dei carburanti abbia un impatto diretto sulle lavoratrici e sui lavoratori della Pubblica Amministrazione. Le spese per gli spostamenti casa-lavoro incidono sempre più sui bilanci familiari, soprattutto nelle aree periferiche e montane del nostro territorio. Per questa ragione abbiamo più volte chiesto alla Provincia autonoma di Trento una maggiore attenzione al potenziamento dello Smart Working, quale strumento capace di coniugare efficienza organizzativa, sostenibilità ambientale e riduzione dei costi a carico del personale. Laddove compatibile con le esigenze dei servizi pubblici e con le attività svolte, il lavoro agile può rappresentare una risposta concreta alle difficoltà economiche generate anche dalle tensioni internazionali e dai conseguenti aumenti dei costi energetici. Guardare al futuro con responsabilità La crisi nello Stretto di Hormuz dimostra ancora una volta quanto gli equilibri internazionali influenzino la vita quotidiana dei cittadini europei. Garantire la sicurezza delle rotte commerciali, favorire il dialogo tra gli Stati e promuovere soluzioni diplomatiche ai conflitti non rappresenta soltanto un obiettivo politico, ma una necessità concreta per tutelare l’economia, il lavoro e il benessere delle famiglie. La UIL FP del Trentino continuerà a seguire con attenzione l’evoluzione della situazione internazionale, sostenendo tutte quelle politiche che possano contribuire a difendere il potere d’acquisto delle lavoratrici e dei lavoratori e a garantire servizi pubblici efficienti e sostenibili.

  • Fare sindacato nel pubblico impiego trentino oggi⁉️Una sfida sempre più complessa

    Difendere il lavoro pubblico in un territorio che cambia richiede conoscenza e competenza Confederale Fare attività sindacale nel pubblico impiego trentino nel 2026 significa confrontarsi con una realtà profondamente diversa rispetto a quella vissuta da chi ci ha preceduto qualche decennio fa. Se in passato le trattative si svolgevano in un contesto economico relativamente stabile, con una maggiore disponibilità di personale e con una crescita demografica che garantiva il ricambio generazionale, oggi il sindacato deve affrontare sfide nuove e molto più complesse. La contrattazione non riguarda più soltanto il miglioramento delle condizioni economiche e normative dei lavoratori. Oggi significa difendere la tenuta stessa dei servizi pubblici, garantire l’attrattività delle professioni pubbliche e preservare la qualità delle prestazioni erogate quotidianamente ai cittadini. Il costo della vita corre più veloce degli stipendi Uno dei principali problemi che interessano il Trentino riguarda l’aumento del costo della vita. Negli ultimi anni le famiglie hanno dovuto fare i conti con rincari che hanno interessato l’energia, l’abitazione, i trasporti e i beni di prima necessità. Le organizzazioni sindacali Confederali si trovano quindi a dover rivendicare aumenti salariali alla Provincia che non rappresentano un semplice miglioramento retributivo, ma uno strumento indispensabile per difendere il potere d’acquisto dei lavoratori pubblici. Diversi studi e rilevazioni mostrano come il Trentino-Alto Adige continui a collocarsi tra i territori italiani con il costo della vita più elevato e con un forte impatto sui bilanci familiari. In questo contesto, ogni euro conquistato ai tavoli di trattativa degli ultimi trienni 2019/2021 e 2022/2024, ha richiesto percorsi negoziali lunghi, complessi e caratterizzati dalla necessità di conciliare le esigenze dei lavoratori con i vincoli della finanza pubblica. Sul triennio 2025/2027 abbiamo garantito anticipo dell’intera inflazione programmata, ma ancora non basta, per questo il percorso continuerà in Legge di Assestamento 2026, ma ancora di più in quella di Bilancio 2027. Non possiamo fermarci, non possiamo arretrare. Serve puntare sulle giovani generazioni, anche se sempre più difficili da attrarre nel pubblico impiego. La grande sfida riguarda il rapporto tra giovani e lavoro pubblico. Molti ragazzi e ragazze faticano a vedere nel pubblico impiego una prospettiva professionale competitiva rispetto al settore privato. Il costo degli affitti, il prezzo delle abitazioni in Trentino e le difficoltà economiche che caratterizzano l’ingresso nel mondo del lavoro rendono spesso poco attrattive professioni che richiedono responsabilità elevate e percorsi formativi sempre più qualificati. Il rischio concreto è quello che stiamo evidenziando, una progressiva diminuzione delle candidature nei concorsi pubblici, con conseguenti difficoltà nel garantire il necessario ricambio generazionale all’interno di servizi essenziali. Il calo demografico e l’invecchiamento della popolazione Anche il tema demografico incide direttamente sull’attività sindacale. L’Italia continua a registrare una diminuzione delle nascite e un progressivo invecchiamento della popolazione. Sebbene il Trentino mostri una migliore capacità di tenuta rispetto ad altre aree del Paese grazie ai flussi migratori e alla propria attrattività territoriale, il problema del ricambio generazionale rimane centrale. Sempre più lavoratori si avvicinano alla pensione e sempre meno giovani sono disponibili a sostituirli. Questo fenomeno interessa in modo trasversale tutti i comparti delle Autonomie Locali. Comuni, Comunità di Valle, APSP e servizi territoriali sotto pressione Le difficoltà si manifestano quotidianamente negli enti locali. Nei Comuni cresce la difficoltà nel reperire figure tecniche, amministrative e contabili. Le Comunità di Valle affrontano una domanda crescente di servizi sociali. Le APSP e i servizi socioassistenziali faticano a trovare personale qualificato. La Polizia Locale opera spesso in condizioni di sottorganico. Gli uffici tecnici, finanziari e amministrativi sono chiamati a gestire procedure sempre più complesse con organici spesso insufficienti. Tutto questo avviene mentre i cittadini richiedono servizi più rapidi, digitalizzati e di qualità. Perché oggi la trattativa è più difficile rispetto al passato? Quando si osservano le conquiste ottenute negli anni passati è importante ricordare che il contesto era profondamente diverso. Oggi ogni trattativa deve confrontarsi contemporaneamente con: * vincoli di bilancio sempre più stringenti; * carenza di personale; * aumento del costo della vita; * difficoltà di reperimento di nuove professionalità; * crescente complessità normativa; * necessità di garantire la continuità dei servizi pubblici. Per queste ragioni raggiungere risultati contrattuali significativi richiede una capacità negoziale sempre maggiore, un forte lavoro di rappresentanza e una presenza costante nei luoghi di lavoro. Il ruolo della UIL FP del Trentino In questo scenario la UIL FP del Trentino continua a svolgere il proprio ruolo con determinazione, portando ai tavoli negoziali le esigenze concrete delle lavoratrici e dei lavoratori. La contrattazione rimane lo strumento principale per valorizzare il lavoro pubblico, migliorare le condizioni economiche e professionali del personale e garantire servizi pubblici efficienti ai cittadini. Difendere il lavoro pubblico oggi significa difendere il futuro delle nostre comunità. Perché dietro ogni pratica amministrativa, ogni intervento sociale, ogni servizio educativo, ogni attività di assistenza e ogni presidio di sicurezza locale ci sono persone che ogni giorno garantiscono il funzionamento delle istituzioni. Ed è proprio per queste persone che il sindacato continua a battersi, con la consapevolezza che le sfide del presente richiedono ancora più impegno, più competenza e più partecipazione rispetto al passato. Noi della UIL FP del Trentino ci siamo oggi e ci saremo sempre🔵

  • 🩺PROFESSIONI SANITARIE: FORMARE PIÙ INFERMIERI NON BASTA SE NON SI RENDONO ATTRATTIVE LE CONDIZIONI DI LAVORO

    La riflessione della UIL FP del Trentino sul futuro della professione infermieristica Negli ultimi vent’anni il sistema universitario italiano ha investito in modo significativo nella formazione delle professioni sanitarie e, in particolare, nella laurea in Infermieristica. I posti disponibili nei corsi universitari sono progressivamente aumentati, anche in Trentino, nella convinzione che l’espansione dell’offerta formativa fosse sufficiente a garantire il necessario ricambio generazionale e a rispondere al crescente fabbisogno di personale sanitario. Oggi, però, emerge con sempre maggiore evidenza una realtà che non può essere ignorata: mentre il bisogno di infermieri continua ad aumentare, l’attrattività della professione diminuisce. Sempre meno giovani vedono nel percorso infermieristico una scelta in grado di offrire adeguate prospettive economiche, professionali e personali. È una riflessione che la UIL FP del Trentino ritiene indispensabile affrontare con serietà, trasparenza e responsabilità, senza slogan e senza scorciatoie. Una professione fondamentale per la tenuta del sistema sanitario La professione infermieristica rappresenta uno dei pilastri del sistema sanitario e socio-assistenziale. Richiede elevate competenze tecniche, relazionali e organizzative e svolge un ruolo essenziale nella presa in carico delle persone, dalla prevenzione all’assistenza, fino ai percorsi di cura più complessi. Negli anni il percorso professionale degli infermieri ha conosciuto una profonda evoluzione. Sono cresciute le competenze richieste, le responsabilità attribuite e il livello di autonomia professionale. Parallelamente si è sviluppato il percorso universitario e si sono ampliate le possibilità di specializzazione. Tuttavia, a fronte di questa evoluzione, il riconoscimento economico, professionale e sociale non è cresciuto con la stessa intensità. Le criticità che allontanano i giovani dalla professione Molti professionisti, una volta entrati nel mondo del lavoro, si trovano ad affrontare condizioni che incidono profondamente sulla qualità della vita e sulla permanenza nel settore. Tra le principali criticità emergono: * turni sulle 24 ore; * lavoro notturno e festivo; * carichi assistenziali sempre più elevati; * carenze di personale; * difficoltà nella conciliazione tra vita privata e lavoro; * episodi di aggressioni verbali e fisiche; * responsabilità crescenti; * retribuzioni spesso percepite come non adeguate rispetto all’impegno richiesto. Questi elementi contribuiscono a rendere meno attrattiva una professione che rimane invece fondamentale per il funzionamento dell’intero sistema sanitario. Non basta aumentare i posti all’università La UIL FP del Trentino considera positivo ogni investimento nella formazione e nell’ampliamento dei percorsi universitari. Tuttavia, pensare di risolvere il problema della carenza di infermieri esclusivamente aumentando il numero dei posti disponibili nei corsi di laurea rischia di essere una risposta insufficiente. La vera sfida è costruire una professione attrattiva anche dopo la laurea. Occorre offrire ai giovani prospettive concrete di crescita professionale, percorsi di carriera valorizzanti, retribuzioni adeguate, ambienti di lavoro sostenibili e una reale qualità della vita lavorativa. È necessario inoltre presentare ai futuri professionisti una visione completa e realistica della professione, affinché la scelta del percorso infermieristico sia realmente consapevole e informata. L’impegno della UIL FP del Trentino Come UIL FP del Trentino siamo quotidianamente impegnati nella tutela e nella valorizzazione delle professioni sanitarie e assistenziali che operano sul territorio provinciale. La nostra azione sindacale riguarda sia il personale delle strutture pubbliche sia quello impiegato nelle APSP, nelle RSA, nelle cooperative sociali e nelle realtà private accreditate che costituiscono una componente essenziale della rete dei servizi alla persona. Negli anni abbiamo sostenuto e continuiamo a sostenere la necessità di: * rafforzare gli organici; * migliorare le condizioni di lavoro; * valorizzare economicamente le professionalità; * investire nella formazione continua; * sviluppare percorsi di carriera; * garantire maggiore sicurezza nei luoghi di lavoro; * favorire la conciliazione tra vita lavorativa e familiare; * riconoscere pienamente il ruolo centrale svolto da infermieri e professionisti della cura. Una sfida che riguarda il futuro della sanità Il futuro della sanità trentina e nazionale passa inevitabilmente dalla capacità di valorizzare chi ogni giorno si prende cura delle persone. Per questo la UIL FP del Trentino continuerà a chiedere interventi concreti e una condivisione di intenti tra Provincia Autonoma di Trento, organizzazioni sindacali, enti formativi e soggetti coinvolti nel sistema sanitario e socio-assistenziale. La sfida che ci attende non è soltanto formare più infermieri. La vera sfida è creare le condizioni affinché chi sceglie questa professione possa esercitarla con dignità, soddisfazione, sicurezza e adeguate prospettive per l’intera vita lavorativa. Andrea Bassetti Segretario Generale UIL FP del Trentino – Settore Autonomie Locali Giuseppe Varagone Segretario Generale UIL FP del Trentino – Settore Sanità

  • CCPL 2025/2027: le richieste della UIL FP del Trentino nella Legge di Assestamento 2026

    La UIL FP del Trentino in sinergia con le altre Organizzazioni Sindacali Confederali hanno presentato alla Provincia Autonoma di Trento e ad APRAN una piattaforma di richieste conseguente agli accordi sottoscritti il 12 gennaio 2026, con l’obiettivo di avviare un percorso concreto di revisione e aggiornamento della parte normo-giuridico-economica del CCPL 2025/2027. La fase che si apre rappresenta un passaggio fondamentale per il futuro del lavoro pubblico trentino. Le trasformazioni organizzative, il crescente fabbisogno di personale, l’invecchiamento della forza lavoro e gli effetti dell’inflazione impongono infatti interventi strutturali e investimenti adeguati. Per questo motivo le Organizzazioni Sindacali ritengono indispensabile che la Legge di Assestamento 2026 e la successiva Legge di Bilancio 2027 prevedano specifici stanziamenti economici destinati al rinnovo e all’aggiornamento degli istituti contrattuali, delle indennità e delle misure di valorizzazione del personale. Le otto priorità individuate 1. Estensione del buono pasto con sistema revolving card a tutti i comparti pubblici Si chiede l’estensione del sistema di buono pasto tramite revolving card a tutto il personale del comparto pubblico locale trentino, superando le attuali differenze esistenti tra i diversi settori. L’obiettivo è garantire uno strumento di welfare moderno, flessibile ed equo per tutti i lavoratori, accompagnato dall’innalzamento della soglia di esenzione fiscale per rafforzarne l’efficacia quale misura concreta di sostegno al reddito. 2. Finanziamento delle progressioni economiche orizzontali Gli accordi sottoscritti prevedono un sistema di progressioni economiche articolato in più posizioni retributive. Per rendere realmente operativo tale sistema è necessario prevedere risorse certe, strutturali e con decorrenza definita, consentendo la valorizzazione dell’esperienza professionale, delle competenze e dell’impegno dei dipendenti pubblici. 3. Revisione della parte normo-giuridico-economica del CCPL È necessario intervenire su numerosi istituti contrattuali che richiedono un aggiornamento alla luce delle mutate esigenze organizzative e sociali. Particolare attenzione dovrà essere dedicata a: tutela della maternità e della paternità; disciplina della malattia; ricambio generazionale e Age Management; revisione delle indennità ferme da anni; specificità della Polizia Locale; lavoro notturno e festivo. 4. Completamento del sistema indennitario della Provincia e degli Enti strumentali Le Organizzazioni Sindacali chiedono il completamento del sistema indennitario attraverso: il riconoscimento delle figure professionali ancora escluse; l’individuazione di risorse dedicate e strutturali; l’armonizzazione dei trattamenti economici tra strutture e servizi; il consolidamento degli istituti già previsti. Si tratta di un passaggio indispensabile per garantire maggiore equità all’interno del sistema pubblico provinciale. 5. Accordo di settore per Comuni e Comunità di Valle Le risorse attualmente disponibili non consentono ancora una piena equiparazione economica con il personale provinciale. Questa situazione continua a generare differenze retributive significative, difficoltà nel reperimento del personale e una minore attrattività degli Enti Locali. Per questo si rende necessario un adeguamento sostanziale delle risorse destinate all’accordo di settore, affinché Comuni e Comunità di Valle possano garantire servizi efficienti e personale adeguatamente valorizzato. 6. Attivazione dell’addendum per nuove risorse e recupero del potere d’acquisto L’inflazione degli ultimi anni ha inciso in maniera significativa sul potere d’acquisto delle lavoratrici e dei lavoratori pubblici. Le Organizzazioni Sindacali chiedono pertanto l’attivazione dell’addendum contrattuale finalizzato all’immissione di nuove risorse economiche, indispensabili per recuperare almeno in parte l’erosione salariale determinata dall’aumento del costo della vita. 7. Indennità e valorizzazione del personale APSP Le Aziende Pubbliche di Servizi alla Persona svolgono un ruolo essenziale nel sistema socio-sanitario provinciale. È necessario intervenire attraverso: l’estensione e l’incremento delle indennità; il riconoscimento delle attività notturne, festive e gravose; l’adeguamento dei trattamenti economici ai livelli della sanità pubblica; la valorizzazione professionale del personale socio-assistenziale e sanitario. 8. Previdenza integrativa e welfare contrattuale Le Organizzazioni Sindacali chiedono inoltre il rafforzamento degli strumenti di welfare contrattuale e della previdenza complementare. L’obiettivo è garantire maggiori tutele alle lavoratrici e ai lavoratori, sostenere il lavoro di cura e promuovere misure a beneficio delle famiglie, contribuendo al miglioramento della qualità della vita e del benessere organizzativo. Servono risorse per trasformare le richieste in risultati concreti Le richieste presentate rappresentano un progetto complessivo di modernizzazione del lavoro pubblico trentino e di valorizzazione delle professionalità che ogni giorno garantiscono servizi essenziali ai cittadini. Per trasformare queste proposte in risultati concreti è però necessario che la Provincia individui fin da subito adeguati stanziamenti nella Legge di Assestamento 2026 e nella futura Legge di Bilancio 2027. Investire sul personale pubblico significa investire sulla qualità dei servizi, sulla competitività del sistema territoriale e sul futuro delle comunità del Trentino. La UIL FP del Trentino continuerà a sostenere con determinazione questo percorso negoziale, affinché agli impegni assunti corrispondano risposte concrete per tutte le lavoratrici e i lavoratori del comparto pubblico delle Autonomie Locali Trentine.

SEDE UIL FP del Trentino Settore ENTI LOCALI e PA

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