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- 🚫NO A USO FONDI UE CONTRO CARO-ENERGIA
🇪🇺 Ad oltre due mesi dalla chiusura dello Stretto di Hormuz, Governo e Commissione Europea non hanno dato risposte all’altezza di questo gravissimo shock energetico. Riteniamo sia un gravissimo errore utilizzare le risorse per la coesione europea per abbattere i costi dell’energia. Le risorse da riprogrammare sarebbero insufficienti, una goccia nel mare che non permetterebbe interventi strutturali. 💶 In questo scenario, è inaccettabile che, per affrontare la crisi, si utilizzino le risorse del Fondo per la Giusta Transizione, istituito per i siti produttivi di Taranto e del Sulcis. Questo tipo di risorse europee convogliano investimenti aggiuntivi per ridurre le disuguaglianze generazionali, di genere e territoriali. Sono quindi un volano per lo sviluppo economico, sociale e occupazionale dei territori che dovremmo poter indirizzare, in modo strategico, per far fronte alle nuove sfide dell'automazione del lavoro, dell'invecchiamento demografico, della digitalizzazione, dell’intelligenza artificiale e della globalizzazione economica. 🌏 Il nostro Paese, inoltre nel ridurre i consumi energetici e incrementarne la produzione, dovrebbe prevedere degli strumenti a protezione di famiglie e imprese. Parallelamente, l'incremento della produzione di energia nazionale, guidato dal principio della neutralità tecnologica, deve rappresentare un'opportunità per l'emancipazione dalle fonti fossili straniere. ❌ Infine il Governo oltre a chiedere la sospensione del Patto di stabilità, come rivendichiamo da tempo, dovrebbe anche confrontarsi con le Parti Sociali per un Piano Strategico chiaro, che definisca le linee d'azione per il breve, medio e lungo periodo. 🗣️ È quanto hanno dichiarato le segretarie confederali della Uil, Vera Buonomo e Ivana Veronese.
- ⁉️Pensioni dopo il 2041?Senza previdenza complementare il rischio è un forte calo del reddito
Per chi maturerà il diritto alla pensione dopo il 2041, il vero problema non sarà solamente l’età pensionabile, ma soprattutto l’importo dell’assegno previdenziale. Negli ultimi anni il sistema pensionistico italiano è passato quasi completamente al metodo contributivo: ciò significa che la pensione dipenderà esclusivamente dai contributi versati durante la vita lavorativa, dalla continuità occupazionale, dall’età di uscita e dall’andamento economico generale. Un cambiamento che avrà effetti molto concreti soprattutto sulle nuove generazioni e su chi oggi vive carriere discontinue, contratti precari, part-time involontari o periodi di disoccupazione. Il confronto con la situazione attuale Chi oggi accede alla pensione beneficia ancora, in molti casi, di quote calcolate con il vecchio sistema retributivo o misto, che garantiscono assegni generalmente più elevati rispetto ai contributi realmente versati. Per questo motivo, oggi una pensione può ancora rappresentare circa il 65-75% dell’ultimo stipendio percepito. Per chi andrà invece in pensione dopo il 2041, le stime parlano di assegni che potrebbero fermarsi anche al 50-60% dell’ultimo reddito da lavoro, con percentuali ancora inferiori in presenza di carriere discontinue. Tradotto in termini concreti? Un lavoratore che percepirà uno stipendio netto di circa 2.200 euro potrebbe ritrovarsi con una pensione pubblica compresa tra 1.100 e 1.350 euro mensili. Perché il sistema rischia di diventare insufficiente Le cause sono molteplici: aumento della speranza di vita; riduzione progressiva dei coefficienti di trasformazione; precarizzazione del mercato del lavoro; salari spesso insufficienti; ingresso tardivo nel mondo occupazionale; crescita economica debole. Il risultato è semplice: contributi più bassi e pensioni future più leggere. Il ruolo sempre più centrale della previdenza complementare In questo contesto la previdenza complementare non rappresenta più soltanto una scelta facoltativa, ma uno strumento sempre più necessario per integrare la pensione pubblica. Nel territorio del Trentino-Alto Adige, Laborfonds rappresenta uno degli strumenti principali di integrazione previdenziale per lavoratrici e lavoratori pubblici e privati. Attraverso il versamento del TFR, della quota del lavoratore e del contributo del datore di lavoro previsto dai contratti collettivi, il fondo consente di costruire nel tempo una pensione integrativa capace di ridurre il divario economico futuro. La differenza concreta tra aderire o non aderire Le simulazioni previdenziali mostrano che, dopo 35-40 anni di contribuzione, la previdenza complementare può generare un’integrazione pensionistica anche di diverse centinaia di euro al mese. Senza un fondo integrativo: maggiore dipendenza dalla sola pensione INPS; riduzione significativa del tenore di vita; maggiore esposizione alle difficoltà economiche nella terza età. Con la previdenza complementare … esempio Laborfonds? integrazione economica aggiuntiva; utilizzo del contributo datoriale; vantaggi fiscali; costruzione di una maggiore sicurezza previdenziale. Una riflessione necessaria Parlare oggi di pensioni future significa parlare di dignità del lavoro, stabilità sociale e tutela delle nuove generazioni. Il rischio concreto è quello di avere, tra vent’anni, lavoratrici e lavoratori che dopo una vita intera di attività si ritroveranno con assegni insufficienti a mantenere un tenore di vita adeguato. Per questo motivo è fondamentale sviluppare una maggiore cultura previdenziale, rafforzare gli strumenti di previdenza complementare e pretendere politiche nazionali capaci di garantire pensioni realmente sostenibili anche per chi oggi è giovane o si trova all’inizio del proprio percorso lavorativo. La questione pensionistica non riguarda il futuro lontano: riguarda già il presente di migliaia di lavoratrici e lavoratori.
- 🤖Intelligenza Artificiale: opportunità, consapevolezza e rischi da conoscere
Negli ultimi anni l’Intelligenza Artificiale è entrata sempre più nella vita quotidiana di tutti noi. Non si parla più soltanto di grandi aziende tecnologiche o di strumenti per esperti informatici: oggi l’IA è presente nelle ricerche online, nei telefoni, nelle traduzioni automatiche, nei programmi di scrittura, nelle email e perfino nei servizi pubblici. Per questo motivo è importante sviluppare una maggiore consapevolezza collettiva su cosa sia realmente l’Intelligenza Artificiale, quali vantaggi possa offrire e quali rischi esistano se utilizzata senza conoscenza o attenzione. Cos’è realmente l’Intelligenza Artificiale L’IA è un insieme di tecnologie capaci di elaborare informazioni, riconoscere schemi e generare contenuti sulla base dei dati ricevuti. In modo semplice, possiamo definirla come uno strumento di supporto che aiuta le persone a svolgere alcune attività più velocemente. Può aiutare a: scrivere testi e comunicazioni; riassumere documenti lunghi; tradurre contenuti; creare tabelle e schemi; organizzare informazioni; cercare idee o soluzioni operative. Nel lavoro pubblico e negli Enti Locali può rappresentare un’opportunità importante per migliorare l’organizzazione, velocizzare alcune attività amministrative e ridurre il tempo dedicato a compiti ripetitivi. Tuttavia, l’IA non sostituisce il valore umano, l’esperienza professionale e la responsabilità delle lavoratrici e dei lavoratori. L’importanza della formazione e della consapevolezza Uno degli aspetti più importanti oggi riguarda la formazione. Molte persone utilizzano strumenti di Intelligenza Artificiale senza conoscere realmente come funzionino, quali dati raccolgano o quali limiti abbiano. L’IA può infatti: fornire risposte errate; inventare informazioni inesistenti; riportare dati non aggiornati; generare contenuti apparentemente credibili ma falsi. Per questo motivo è fondamentale verificare sempre le informazioni ricevute e utilizzare questi strumenti con spirito critico e responsabilità. L’Intelligenza Artificiale deve essere vista come un supporto al lavoro umano e non come una sostituzione automatica del pensiero, delle competenze o delle decisioni professionali. I rischi: truffe, falsi contenuti e manipolazione Accanto alle opportunità esistono però rischi concreti che stanno crescendo rapidamente, soprattutto nei confronti delle persone meno esperte nell’utilizzo delle tecnologie digitali. Oggi l’IA viene purtroppo utilizzata anche per: creare truffe online sempre più credibili; imitare voci e volti di persone reali; generare falsi video o false telefonate; creare email ingannevoli molto realistiche; diffondere notizie false o manipolate. Sempre più spesso vengono utilizzati sistemi automatici per simulare la voce di familiari, dirigenti o operatori bancari al fine di convincere le persone a inviare denaro o dati personali. Anche le cosiddette “fake news” possono essere prodotte con estrema facilità attraverso strumenti IA, rendendo più difficile distinguere ciò che è reale da ciò che è manipolato. Per questo motivo serve prudenza: non condividere dati personali o sensibili; non fidarsi di richieste urgenti ricevute tramite messaggi o telefonate sospette; verificare sempre le fonti; evitare di caricare documenti riservati su piattaforme sconosciute; prestare attenzione ai contenuti troppo realistici o emotivamente costruiti. IA e Pubblica Amministrazione: innovazione sì, ma con regole Nel settore pubblico l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale dovrà necessariamente essere accompagnato da regole chiare, tutela della privacy, sicurezza dei dati e garanzie per lavoratrici, lavoratori e cittadini. L’innovazione non può essere guidata soltanto dalla velocità tecnologica. Serve invece una gestione responsabile, trasparente e centrata sulle persone. Sarà fondamentale: investire nella formazione del personale; definire limiti chiari nell’utilizzo dei sistemi automatizzati; garantire supervisione umana nelle decisioni; tutelare i dati personali e sensibili; evitare forme di controllo improprio sui lavoratori. L’Intelligenza Artificiale rappresenta una grande trasformazione, ma il suo utilizzo dovrà sempre mantenere al centro dignità, professionalità e diritti. Una sfida culturale prima ancora che tecnologica L’IA non deve essere vissuta con paura, ma nemmeno con superficialità. Conoscere questi strumenti significa poterli utilizzare meglio, evitando rischi e cogliendone le opportunità reali. La vera sfida non sarà soltanto tecnologica, ma culturale e sociale: imparare a convivere con strumenti sempre più avanzati senza perdere senso critico, responsabilità e valore umano. Per questo è importante promuovere informazione, formazione e consapevolezza, affinché l’innovazione resti davvero al servizio delle persone e della collettività.
- 🥷Phishing informatico: una minaccia spesso sottovalutata
Negli ultimi anni il phishing informatico è diventato una delle principali minacce digitali per cittadini, lavoratrici, lavoratori ed enti pubblici e privati. Nonostante se ne parli sempre più spesso, la maggior parte degli utenti di Internet continua ancora oggi a sottovalutare quanto queste truffe siano evolute, credibili e pericolose. Molte persone immaginano ancora il phishing come una semplice “mail scritta male” o un messaggio facilmente riconoscibile. In realtà le tecniche utilizzate dai criminali informatici sono cambiate profondamente. Oggi le comunicazioni fraudolente sono spesso costruite in maniera professionale, con loghi ufficiali, linguaggio corretto e riferimenti realistici che imitano perfettamente banche, corrieri, INPS, piattaforme di streaming, social network o persino enti pubblici. Uno degli aspetti meno conosciuti riguarda proprio la capacità di questi sistemi di raccogliere informazioni pubbliche sulle persone attraverso social network, siti web o dati reperiti online. Questo permette ai truffatori di creare messaggi personalizzati che sembrano autentici e che aumentano enormemente le possibilità di successo dell’attacco. Molti utenti ignorano inoltre che oggi il phishing non arriva soltanto via email. Sempre più frequentemente le truffe vengono diffuse tramite: SMS apparentemente inviati dalla banca o da corrieri messaggi WhatsApp falsi QR Code social network telefonate automatiche o operatori finti siti web quasi identici agli originali È sufficiente una piccola distrazione per ritrovarsi a inserire credenziali, password o dati bancari in pagine create appositamente per rubare informazioni. Un altro elemento ancora poco conosciuto riguarda il furto degli account personali. Molte persone pensano che perdere l’accesso ad un profilo social sia un problema “minore”, senza considerare che da un singolo account compromesso possono essere recuperate fotografie, conversazioni private, contatti, documenti, dati di lavoro e persino ulteriori accessi collegati. Anche le password rappresentano oggi una criticità enorme. Ancora troppe persone utilizzano la stessa password per più servizi o scelgono codici semplici facilmente individuabili. Questo significa che una sola violazione può mettere a rischio contemporaneamente email, home banking, social network e piattaforme lavorative. Tra gli strumenti di difesa più efficaci, ma ancora poco utilizzati, vi è l’autenticazione a due fattori (2FA), che aggiunge un ulteriore livello di sicurezza oltre alla password. Nonostante sia disponibile sulla maggior parte delle piattaforme online, molti utenti non la attivano perché ne sottovalutano l’importanza. È importante comprendere che nessuno è realmente immune dal phishing. Le truffe informatiche colpiscono giovani, anziani, lavoratori esperti e utenti comuni. I criminali fanno leva soprattutto sulla fretta, sulla paura, sulla curiosità o sulla fiducia verso comunicazioni che sembrano ufficiali. Per questo motivo la prevenzione e la formazione digitale diventano oggi strumenti fondamentali di tutela collettiva. Imparare a riconoscere un tentativo di phishing significa proteggere non soltanto sé stessi, ma anche colleghi, familiari e servizi pubblici. La sicurezza informatica non riguarda più solamente gli specialisti del settore: riguarda ogni persona che utilizza quotidianamente Internet, uno smartphone o un computer. Informarsi, aggiornarsi e mantenere alta l’attenzione rappresentano oggi la prima vera difesa contro le truffe digitali. Polizia Postale: segnalazioni e denunce👇👇👇 https://www.denunciaonline.eu/b/polizia-postale-segnalazioni-denunce?gad_source=1&gad_campaignid=23471163591&gclid=CjwKCAjw8uTQBhAdEiwAVvtJyjbRdEgei5w9d-JgyhE3DVSAYqVS-zPqU0aOII26K0BgDLj89o52PRoCpCsQAvD_BwE
- 29.05.2026🏥Festa Nazionale dell’OSS
💙 Dietro ogni gesto di cura c’è una persona che sceglie ogni giorno di esserci. Nella Giornata Nazionale dell’OSS vogliamo dire grazie a chi, con professionalità, umanità e dedizione, si prende cura delle persone più fragili nelle strutture residenziali e nella nostra comunità. Essere OSS significa molto più di un lavoro: significa ascolto, rispetto, presenza e sostegno. Un punto fermo per chi ha bisogno di sentirsi accolto, aiutato e mai solo. A tutte e tutti gli Operatori Socio Sanitari: grazie per il vostro valore umano e professionale. 💙 #OSS #GiornataOSS #UILFPdelTrentino #Cura #Dignità #Umanità #ValoreSociale #StruttureResidenziali
- 💶🔵FINANZA LOCALE: BENE GLI INVESTIMENTI, MA SENZA PERSONALE I COMUNI NON RIESCONO PIÙ A GARANTIRE SERVIZI AI CITTADINI
“L’apertura della Provincia Autonoma di Trento verso nuovi strumenti finanziari destinati agli investimenti dei Comuni trentini rappresenta una scelta importante, capace di sostenere opere strategiche, efficientamento e sviluppo dei territori. Tuttavia, non si può perdere di vista il ruolo centrale delle lavoratrici e dei lavoratori, veri garanti dei servizi erogati alla cittadinanza.” “Non è più possibile parlare di tenuta del sistema degli Enti Locali senza affrontare con determinazione il tema della carenza di personale. Servono strumenti concreti, tra cui percorsi di corso-concorso e formazione centralizzata, in grado di supportare le amministrazioni che oggi vivono le maggiori difficoltà organizzative e operative.” In molti Comuni trentini il problema non riguarda più soltanto la capacità di investire nelle opere pubbliche, ma soprattutto la possibilità concreta di garantire servizi essenziali ai cittadini. Uffici sotto organico, difficoltà nel reperire figure tecniche e amministrative, pensionamenti e dimissioni volontarie dovute a carichi di lavoro sempre più elevati si sommano a una ormai consolidata perdita di attrattività del lavoro pubblico locale, fenomeno che deve essere affrontato con decisione. Una situazione che sta mettendo seriamente in difficoltà lavoratrici, lavoratori e amministrazioni, con il rischio concreto di compromettere qualità e continuità dei servizi erogati alle comunità del territorio. Per questo la UIL FP del Trentino ritiene necessario aprire una riflessione strutturale sul tema della spesa corrente collegata alle assunzioni di personale. I Comuni che dispongono di margini finanziari devono essere messi nelle condizioni di investire sulle proprie dotazioni organiche, attraverso strumenti normativi e finanziari che consentano assunzioni stabili e straordinarie, necessarie a garantire continuità, competenze e qualità dei servizi pubblici. Parallelamente, i Comuni più piccoli o con minori risorse economiche non possono essere lasciati soli. Serve un intervento della Provincia Autonoma di Trento capace di accompagnare questi enti attraverso trasferimenti e misure straordinarie che consentano di sostenere la spesa corrente derivante dalle nuove assunzioni. Investire sul personale significa investire direttamente sui servizi alla comunità: servizi all'infanzia, anagrafe, tecnici, polizia locale, amministrativi, sociali e territoriali. Senza lavoratrici e lavoratori qualificati, valorizzati e in numero adeguato, anche gli investimenti infrastrutturali rischiano di perdere efficacia. La UIL FP del Trentino evidenzia inoltre come il percorso della prossima Legge di assestamento della PAT debba prevedere stanziamenti adeguati e strutturali, indispensabili per riportare con determinazione il confronto in APRAN al centro della contrattazione del CCPL 2025/2027 – parte normativo, giuridica ed economica – del comparto Autonomie Locali. Un percorso che dovrà svilupparsi attraverso un "dialogo" concreto con Provincia e Consorzio dei Comuni, valorizzando anche la ritrovata sinergia positiva del Sindacato Confederale e Consiglio delle Autonomie Locali, al fine di costruire un piano condiviso capace di rimettere al centro il valore del lavoro pubblico locale, la tutela dei servizi ai cittadini, la valorizzazione delle professionalità e la sostenibilità organizzativa degli enti del territorio.
- Nuove generazioni e lavoro: 🌏👥I temi sociali e sindacali che stanno cambiando il futuro L’attenzione vada oltre il Festival dell’Economia
“Il Festival dell’Economia in Trentino sembra aver acceso ulteriormente l’attenzione sul ruolo delle nuove generazioni e sulle trasformazioni del mondo del lavoro. Temi che la UIL FP del Trentino porta avanti da anni e che oggi rendono sempre più necessaria una riflessione concreta sul futuro del comparto delle Autonomie Locali trentine, con particolare attenzione all’attrattività del lavoro pubblico per i giovani e alla capacità della Pubblica Amministrazione di valorizzarne competenze, esigenze e aspettative”. Queste le parole del Segretario Generale Provinciale UIL FP Settore Enti Locali e Pubblica Amministrazione del Trentino Andrea Bassetti. Oggi il mondo del lavoro sta cambiando rapidamente. Le giovani generazioni ricercano stabilità, qualità della vita, crescita professionale, valorizzazione delle competenze e strumenti organizzativi capaci di garantire un reale equilibrio tra vita privata e lavoro. Un cambiamento culturale che coinvolge inevitabilmente anche la Pubblica Amministrazione locale. Il comparto delle Autonomie Locali del Trentino continua a rappresentare un presidio fondamentale per il territorio e per la qualità dei servizi pubblici. Tuttavia, carenza di personale, carichi di lavoro elevati, difficoltà assunzionali e concorrenza del settore privato stanno incidendo sulla capacità di attrarre nuove professionalità. Per la UIL FP del Trentino diventa quindi prioritario sviluppare un modello di lavoro pubblico moderno, sostenibile e vicino alle esigenze delle nuove generazioni. Tra le priorità emergono, salari adeguati al costo della vita; maggiore stabilità occupazionale; modelli organizzativi più flessibili; concreta conciliazione vita-lavoro; formazione continua; tutela della salute psicofisica e valorizzazione delle competenze professionali. Grande attenzione dovrà essere posta anche all’innovazione tecnologica e agli strumenti collegati all’intelligenza artificiale, che potranno supportare il lavoro pubblico migliorando processi organizzativi e qualità dei servizi. Per la UIL FP del Trentino sarà però fondamentale vigilare affinché l’utilizzo dell’IA avvenga nel pieno rispetto della dignità delle lavoratrici e dei lavoratori, della privacy e delle corrette relazioni sindacali, evitando forme di controllo improprio o compressione dei diritti. Diventa quindi indispensabile costruire, anche attraverso il rinnovo normativo del CCPL 2025/2027, nuove tutele e strumenti capaci di rendere il comparto delle Autonomie Locali trentine, maggiormente attrattivo per i giovani, valorizzando partecipazione, professionalità e innovazione sostenibile, con particolare attenzione al rafforzamento della previdenza complementare del sistema Laborfonds, oggi sempre più strategica per garantire sicurezza e prospettive future alle nuove generazioni, chiamate a confrontarsi con un sistema pensionistico pubblico che rischia di non assicurare, da solo, trattamenti adeguati alle esigenze di vita future. Perché investire nelle nuove generazioni significa investire concretamente nel futuro delle comunità trentine, attraverso una reale volontà politica capace di trasformare riflessioni e dibattiti in scelte strutturali e durature, che non rimangano legate soltanto ad un singolo, seppur importantissimo, grande evento per il nostro territorio.
- 💶🌏Festival dell’Economia di Trento: l’autonomia trentina come laboratorio del futuro
In questi giorni Festival dell’Economia di Trento sta riportando il Trentino al centro del dibattito nazionale ed internazionale sui grandi cambiamenti economici, sociali e geopolitici del nostro tempo. L’edizione 2026, intitolata “Dal mercato ai nuovi poteri. Le speranze dei giovani”, affronta temi cruciali: il ruolo delle nuove tecnologie, i cambiamenti del lavoro, il peso delle Big Tech, le trasformazioni dei territori e la necessità di costruire nuove prospettive per le future generazioni. Il Festival rappresenta da anni molto più di una semplice rassegna culturale. È un momento di confronto che mette in relazione economia, politica, istituzioni, imprese, università, lavoratrici, lavoratori e cittadini. Un’occasione nella quale il Trentino dimostra ancora una volta la propria capacità di essere territorio di dialogo, innovazione e sperimentazione. In uno scenario internazionale segnato da instabilità economiche, tensioni geopolitiche e profonde trasformazioni del mercato del lavoro, emerge con forza il valore dell’autonomia speciale del Trentino-Alto Adige/Südtirol. Un’autonomia che non può essere considerata soltanto un modello amministrativo, ma uno strumento concreto per costruire risposte territoriali più rapide, efficaci e vicine alle persone. Per una provincia di confine come il Trentino, oggi più che mai, diventa fondamentale valorizzare la propria capacità di leggere i cambiamenti prima di altri territori. La posizione geografica strategica, il dialogo continuo con l’Europa centrale, la tradizione cooperativa, la qualità del sistema formativo e la presenza di importanti realtà di ricerca e innovazione rappresentano elementi che devono essere trasformati in motori di sviluppo economico e sociale. Il Festival dell’Economia offre proprio questo spunto: riflettere sul futuro senza dimenticare le specificità territoriali. Non esiste crescita economica senza coesione sociale. Non esiste innovazione senza qualità del lavoro. Non esiste competitività senza investimenti sulle persone, sui giovani e sui servizi pubblici. Il Trentino deve continuare a investire con coraggio su settori strategici: pubblica amministrazione moderna ed efficiente; sanità territoriale; innovazione tecnologica e digitale; ricerca e università; sostenibilità ambientale; infrastrutture; turismo di qualità; politiche abitative; valorizzazione del lavoro pubblico e privato. La sfida dei prossimi anni sarà quella di utilizzare l’autonomia non come semplice difesa di prerogative istituzionali, ma come leva concreta di rinnovamento economico e sociale. Servono scelte lungimiranti capaci di trattenere giovani competenze sul territorio, contrastare lo spopolamento di alcune aree periferiche e garantire servizi efficienti anche nelle realtà più piccole e decentrate. Il tema delle “speranze dei giovani”, al centro del Festival 2026, richiama inoltre una responsabilità collettiva: creare condizioni di lavoro dignitose, opportunità formative moderne e prospettive di stabilità economica. Senza giovani non esiste futuro per nessun territorio autonomo. Anche per questo il Festival dell’Economia assume un significato che va oltre gli incontri e i dibattiti: rappresenta un simbolo della capacità del Trentino di essere laboratorio nazionale di idee, confronto e innovazione. In un’Italia che spesso fatica a dare risposte rapide ai cambiamenti globali, il sistema autonomistico trentino può e deve continuare a dimostrare che territori forti, responsabili e partecipativi sono fondamentali per costruire sviluppo, diritti e crescita sostenibile. Il futuro del Trentino passa dalla capacità di coniugare autonomia, lavoro, innovazione e coesione sociale. Sono proprio momenti come il Festival dell’Economia di Trento che rappresentano una preziosa occasione per immaginare e costruire questo percorso comune.
- 🔵👥IL FUTURO DEL LAVORO SI COSTRUISCE INSIEME 👥🌏La storia del sindacato parla ancora alle nuove generazioni
Spesso si pensa al sindacato come a qualcosa appartenente al passato. In realtà, il sindacato nasce proprio da bisogni che ancora oggi riguardano milioni di persone: il diritto ad un lavoro dignitoso, ad una retribuzione equa, alla sicurezza, al rispetto della persona e alla possibilità di costruire un futuro stabile. Dopo la Seconda guerra mondiale, l’Italia aveva bisogno di ricostruire non solo le proprie città, ma anche la dignità del lavoro e delle lavoratrici e dei lavoratori. È in questo contesto che nascono le grandi organizzazioni sindacali confederali, strumenti di partecipazione democratica e tutela sociale. Nel 1950 nasce la UIL – Unione Italiana del Lavoro – con una visione chiara: essere un sindacato libero, democratico, pluralista e autonomo da partiti e governi. Una realtà costruita attorno alle persone e non agli interessi politici. Ancora oggi questi valori rappresentano il cuore dell’azione della UIL FP del Trentino. Essere un “Sindacato delle persone” significa mettere al centro la vita concreta delle lavoratrici e dei lavoratori: i loro diritti, la crescita professionale, il benessere organizzativo e la sicurezza sul lavoro. Essere un sindacato “libero” significa mantenere autonomia e indipendenza, scegliendo ogni giorno di stare dalla parte delle persone e non delle logiche di potere. Essere “laico” significa credere in una società aperta, inclusiva e rispettosa di tutte e tutti, senza distinzioni di cultura, provenienza, fede o identità. Oggi più che mai, le nuove generazioni si trovano davanti a sfide profonde: precarietà, stipendi insufficienti, difficoltà nel costruire percorsi di vita stabili, trasformazioni tecnologiche e nuove forme di lavoro sempre più veloci e complesse. Per questo il sindacato continua ad avere un ruolo fondamentale. Non come semplice struttura burocratica, ma come luogo di ascolto, tutela, rappresentanza e partecipazione. La UIL FP del Trentino vuole parlare ai giovani con un linguaggio nuovo, più diretto, più vicino alla realtà quotidiana, mantenendo però saldi i valori storici che hanno permesso nel tempo di conquistare diritti fondamentali. Perché il futuro del lavoro non si subisce. Si costruisce insieme. E la partecipazione delle nuove generazioni sarà decisiva per rendere il mondo del lavoro più giusto, umano e sostenibile. 👥 UIL FP del Trentino Il sindacato delle persone, libero e laico.
- 🚨⁉️🚨⁉️Pensioni 2026: il futuro dei giovani tra contributi, precarietà e nuove disuguaglianze
La Legge di Bilancio 2026 conferma gran parte degli strumenti già presenti nel sistema pensionistico italiano: pensione di vecchiaia, pensione anticipata, Quota 103, Ape Sociale e alcune misure dedicate alle categorie fragili. Un impianto che prova a garantire continuità e sostenibilità finanziaria, ma che continua a lasciare aperta una domanda fondamentale: che pensione avranno davvero le nuove generazioni? Per migliaia di giovani lavoratrici e lavoratori, infatti, il tema pensionistico non è più soltanto una questione legata all’età pensionabile, ma sta diventando un problema di prospettiva sociale, economica e persino esistenziale. 🚨⁉️Il passaggio al sistema contributivo puro I giovani entrati nel mondo del lavoro dopo il 1996 rientrano quasi interamente nel cosiddetto sistema contributivo puro. Questo significa che l’importo futuro della pensione dipenderà esclusivamente da: quanti contributi saranno versati; dalla continuità lavorativa; dal livello degli stipendi percepiti; dalla durata complessiva della carriera. In teoria il sistema appare “equo”: ricevi in base a quanto versi. Nella realtà, però, il mercato del lavoro degli ultimi anni racconta una situazione molto diversa da quella immaginata quando il sistema fu introdotto. ⁉️Lavoro precario, stipendi bassi e carriere discontinue Le nuove generazioni vivono spesso percorsi lavorativi frammentati: contratti a termine; part-time involontari; lavori stagionali; collaborazioni discontinue; periodi di disoccupazione; cambi continui di settore. A tutto questo si aggiungono salari spesso insufficienti, soprattutto nei primi anni di carriera. E se i contributi sono bassi o versati in modo discontinuo, anche la pensione futura rischia di diventare estremamente bassa. Il rischio concreto è quello di creare una generazione che: lavorerà più a lungo; con maggiori difficoltà; percependo però pensioni insufficienti per vivere dignitosamente. ⁉️Il vero timore dei giovani: “noi la pensione la vedremo?” È una frase che si sente sempre più spesso. E non nasce da disinteresse, ma dalla percezione di un sistema distante dalla realtà quotidiana delle nuove generazioni. Molti giovani oggi: non riescono a programmare il futuro; non possono costruire una stabilità economica; faticano ad accedere alla casa; rinviano famiglia e progetti personali. In questo contesto parlare di pensione a 67 o 70 anni rischia di apparire quasi irreale. La sensazione diffusa è che il sistema pensionistico sia stato costruito su un modello lavorativo che non esiste più: quello del posto stabile, continuo e duraturo per tutta la vita. ⁉️Le tutele introdotte non bastano La normativa 2026 prova ad introdurre alcuni correttivi: valorizzazione delle carriere discontinue; possibili contributi figurativi; incentivi per chi resta al lavoro; cumulo gratuito dei contributi. Sono interventi importanti, ma ancora insufficienti rispetto ai cambiamenti profondi del mondo del lavoro. Serve una riflessione molto più ampia che coinvolga: qualità dell’occupazione; stabilità lavorativa; livello salariale; tutela dei periodi di formazione e disoccupazione; accesso previdenziale dei giovani. Perché senza lavoro stabile e dignitoso non può esistere una pensione dignitosa. 👥🚨La questione non è solo economica, ma sociale Il rischio futuro non riguarda soltanto gli assegni pensionistici bassi. Riguarda la possibilità concreta che si allarghino nuove disuguaglianze sociali tra: chi ha avuto carriere forti e continue; e chi invece ha vissuto anni di precarietà. Una società che non garantisce sicurezza previdenziale ai giovani rischia di indebolire il proprio patto sociale tra generazioni. Il ruolo del sindacato e della contrattazione Per questo il tema pensionistico non può essere affrontato soltanto con logiche contabili. Serve una visione che rimetta al centro la persona, il lavoro dignitoso e la tutela sociale. Il sindacato ha il compito di: vigilare sulle riforme; chiedere maggiore equità previdenziale; difendere i giovani lavoratori; costruire strumenti di tutela anche per le nuove forme di lavoro. Parlare oggi di pensioni significa parlare del futuro delle nuove generazioni, della qualità del lavoro e della capacità del Paese di garantire diritti non solo nel presente, ma anche nel domani. ⁉️🚨⁉️Perché il vero rischio non è soltanto “andare in pensione più tardi”. Il rischio è che una parte dei giovani, dopo una vita di lavoro precario e sottopagato, arrivi alla pensione senza avere davvero una pensione sufficiente per vivere.
