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  • ✍️FIRMATA LA PREINTESA DEL CCNL 2025-2027 Più salario, più diritti, più tutele per le lavoratrici e i lavoratori delle Funzioni Centrali.

    🔵✍🏻 La UIL FP ha firmato la preintesa per il rinnovo del CCNL 2025-2027 delle Funzioni Centrali. Un risultato che va nella direzione che da sempre sosteniamo ai tavoli negoziali: garantire subito alle lavoratrici e ai lavoratori tutte le risorse disponibili senza attendere la fine del triennio contrattuale, istituire un tavolo di monitoraggio che consenta di verificare eventuali scostamenti tra retribuzioni e inflazione e rafforzare gli aumenti sul trattamento tabellare, destinando il 95% delle risorse disponibili ☝🏻Dal 2027 gli operatori avranno un aumento complessivo di 126 euro lordi mensili, gli assistenti di 133 euro, i funzionari di 161 euro e le elevate professionalità di 221 euro. L’incremento medio sarà pari a 161 euro lordi al mese. 🎯Tra le principali novità normative figurano il superamento della disparità nel numero di giorni di ferie tra il personale assunto da meno di tre anni e il restante personale, una maggiore flessibilità nella programmazione delle ferie, l’ampliamento delle possibilità di flessibilità lavorativa e di accesso al lavoro agile e da remoto, la riduzione della pausa pranzo fino a 10 minuti su richiesta del dipendente e la soluzione dell’annosa questione dei festivi infrasettimanali per il personale turnista, l'istituzione di un osservatorio paritetico di comparto formato dalle organizzazioni sindacali rappresentative del comparto. 🥳 Grazie alle sentenze favorevoli ottenute dalla UIL FP presso i Tribunali e le Corti d’Appello di Torino e Roma, le lavoratrici e i lavoratori turnisti percepiranno inoltre l’indennità di turno anche durante i periodi di ferie. Per la prima volta, infine, viene disciplinato l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, introducendo garanzie, tutele e percorsi di formazione dedicati ai dipendenti. 💪🏻 Questo rinnovo contrattuale, che segue a breve distanza quello del precedente triennio, consente alle lavoratrici e ai lavoratori di beneficiare di importanti incrementi economici già nell’anno in corso. Per la prima volta nella storia delle Funzioni Centrali viene sottoscritto un contratto con un anno e mezzo di anticipo rispetto alla scadenza naturale. Un risultato che dà concreta attuazione a una richiesta che la UIL FP ha sostenuto con determinazione durante tutta la trattativa. Il tempo è salario: non si tratta di una concessione, ma di una conquista. Risultati concreti, frutto di una trattativa nella quale la UIL FP ha avuto un ruolo determinante, portando proposte innovative e ottenendo risposte attese dal personale delle Funzioni Centrali. @follower

  • 🔵DIVERSITY & DISABILITY MANAGER: 🔵INCLUSIONE, ACCESSIBILITÀ E DIRITTI NEL MONDO DEL LAVORO PUBBLICO💪

    La UIL FP del Trentino ritiene fondamentale promuovere, anche all’interno delle Pubbliche Amministrazioni e dei luoghi di lavoro, una cultura dell’inclusione capace di garantire pari opportunità, accessibilità e piena partecipazione delle persone con disabilità. In questo contesto assume sempre maggiore importanza la figura del Disability Manager, professionista che opera per facilitare l’integrazione lavorativa, l’abbattimento delle barriere e la costruzione di ambienti realmente inclusivi. Il Disability Manager nasce negli Stati Uniti alla fine degli anni ’80 e si diffonde in Europa negli anni ’90. In Italia il tema viene introdotto nel 2009 attraverso il Libro Bianco sull’accessibilità e sulla mobilità urbana, fino a trovare progressivo riconoscimento normativo con il Jobs Act e con la Legge delega sulla disabilità. Con il D.Lgs. 151/2015 e successivamente con la Legge 227/2021, il ruolo viene valorizzato quale figura di riferimento per favorire l’inserimento e la permanenza lavorativa delle persone con disabilità, attraverso strumenti di accomodamento ragionevole, progettazione personalizzata e rimozione degli ostacoli organizzativi. La UIL FP del Trentino evidenzia come il tema non riguardi solamente gli aspetti assistenziali, ma rappresenti una vera questione di civiltà, diritti e qualità del lavoro pubblico. Importanti novità sono inoltre entrate in vigore con il D.Lgs. 62/2024, operativo dal 30 giugno 2024, che introduce modifiche rilevanti alla normativa nazionale in materia di disabilità. Il decreto si inserisce nel percorso di adeguamento dell’ordinamento italiano alla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità e alla Strategia Europea 2021-2030, superando una visione esclusivamente sanitaria della disabilità e riconoscendo il ruolo determinante dell’ambiente sociale e lavorativo nel creare inclusione oppure esclusione. Tra gli elementi più rilevanti: il rafforzamento del principio di accomodamento ragionevole; il diritto a servizi, prestazioni e strumenti accessibili; la valorizzazione dell’accessibilità fisica e digitale; l’istituzione dell’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità; maggiori tutele contro discriminazioni dirette e indirette nei luoghi di lavoro. La UIL FP del Trentino sottolinea come le Pubbliche Amministrazioni — Provincia Autonoma, enti locali, Apsp, università, regioni e amministrazioni pubbliche — debbano assumere un ruolo centrale nel garantire ambienti di lavoro inclusivi, moderni e realmente accessibili. Il Disability Manager rappresenta quindi una figura strategica: nelle scuole, per favorire inclusione e supporto agli studenti; nelle università, per garantire pari accesso alla formazione; nel turismo accessibile, per promuovere servizi inclusivi; nelle reti territoriali, per costruire collaborazione tra enti, associazioni e istituzioni. Per la UIL FP del Trentino investire sull’inclusione significa investire sulla qualità dei servizi pubblici, sul benessere lavorativo e sul futuro della società. ➡️ Un mondo del lavoro senza barriere non è solo un obiettivo sociale: è un diritto fondamentale. UIL FP DEL TRENTINO Inclusione oggi, opportunità per domani.

  • FUTURO DELL’ASSISTENZA RESIDENZIALE E DOMICILIARE TRENTINA? LA CRISI DELLE PROFESSIONI SANITARIE E ASSISTENZIALI IN TRENTINO   UNO “TSUNAMI” NEI PROSSIMI 10 ANNI

    Le analisi condotte negli ultimi anni da ASUIT, dall’Università di Trento e dal Ministero della Salute evidenziano come la carenza di personale infermieristico e sociosanitario non rappresenti soltanto un problema organizzativo delle strutture, ma una criticità sistemica destinata ad avere effetti diretti sull’intero modello di welfare territoriale. In Trentino, le APSP, le RSA private e i servizi di assistenza domiciliare, pubblici e cooperativi, costituiscono infatti uno dei principali pilastri dell’assistenza alle persone anziane non autosufficienti e un supporto fondamentale per migliaia di famiglie. Dalla realtà residenziale all’assistenza domiciliare il passo è breve. Quest’ultima rappresenta uno strumento essenziale per consentire alle persone anziane e fragili di rimanere il più a lungo possibile nel proprio contesto di vita. Come già denunciato dalla UIL FP del Trentino, negli ultimi anni, tuttavia, le dinamiche di affidamento degli appalti da parte della Provincia sembrano aver dedicato un’attenzione insufficiente alla valorizzazione delle realtà che operano da decenni sul territorio, costruendo competenze, relazioni e qualità dei servizi. La UIL FP del Trentino sottolinea che la qualità dell’assistenza domiciliare trentina dipende infatti anche dalla continuità degli operatori, dalla conoscenza delle comunità locali e dalla capacità di instaurare rapporti di fiducia con utenti e famiglie: elementi che dovrebbero rappresentare criteri centrali nelle scelte di programmazione e affidamento dei servizi. La crescente difficoltà nel reperire infermieri e operatori sociosanitari rischia di compromettere la capacità delle RSA di garantire livelli adeguati di assistenza. Se questo sistema dovesse indebolirsi ulteriormente, il carico di cura ricadrebbe inevitabilmente sulle famiglie, con conseguenze sociali ed economiche rilevanti. L’assistenza agli anziani fragili verrebbe trasferita sempre più all’interno delle abitazioni, aumentando il numero di familiari costretti a ridurre l’orario di lavoro, richiedere congedi straordinari o ricorrere ai permessi previsti dalla Legge 104, a causa della ridotta disponibilità di servizi residenziali e domiciliari. Secondo le proiezioni demografiche del Ministero della Salute, l’invecchiamento della popolazione comporterà nei prossimi anni un incremento significativo della domanda di assistenza continuativa. In questo scenario, la tenuta delle RSA non rappresenta soltanto una questione sanitaria, ma una condizione essenziale per la sostenibilità del mercato del lavoro e per l’equilibrio sociale delle comunità locali. Ogni posto letto non disponibile o ogni servizio ridotto nelle strutture residenziali genera infatti un effetto a catena che coinvolge famiglie, imprese e servizi pubblici. A rendere ancora più preoccupante il quadro vi è il progressivo calo di interesse verso la professione infermieristica da parte delle nuove generazioni. Se fino a pochi anni fa il problema riguardava principalmente la capacità del sistema di trattenere i professionisti, oggi emerge con forza anche la difficoltà di formarne di nuovi. La Provincia autonoma di Trento e l’Università di Trento hanno ulteriormente investito nella formazione, portando a 220 i posti disponibili per l’anno accademico 2025/2026 del Corso di Laurea in Infermieristica presso la sede di Trento. «Si tratta di una scelta condivisibile e necessaria», commentano il Segretario Generale della UIL FP del Trentino Andrea Bassetti e il Segretario Provinciale Manuel Cescatti, «ma che da sola non basta. Aumentare i posti disponibili ha senso soltanto se i giovani scelgono davvero di intraprendere questo percorso professionale e se, una volta laureati, decidono di rimanere a lavorare in Trentino». La preoccupazione cresce ulteriormente osservando i dati demografici della professione. Nei prossimi anni le uscite per pensionamento saranno nettamente superiori agli ingressi di nuove figure professionali. Un fenomeno che troppo spesso viene sottovalutato dalla politica e che rischia di generare una crisi senza precedenti per il sistema sociosanitario provinciale. La domanda che politica, istituzioni e parti sociali devono porsi è semplice: chi assisterà gli anziani trentini tra dieci anni? Le RSA pubbliche e private rappresentano oggi il punto più visibile della crisi, ma il problema nasce molto prima: nelle aule universitarie e nella percezione che i giovani hanno della professione infermieristica. Una professione fondamentale per il funzionamento del sistema sanitario e sociosanitario che oggi fatica ad essere percepita come sufficientemente attrattiva sotto il profilo economico — pur continuando il Trentino a garantire condizioni migliori rispetto a molte altre realtà italiane — ma anche sotto il profilo organizzativo, professionale e delle prospettive di carriera. «La vera emergenza non è soltanto la mancanza di chi si prende cura delle persone oggi», concludono Bassetti e Cescatti. «L’emergenza è che rischiamo di non averne abbastanza nemmeno domani. Se non restituiamo valore sociale, professionale ed economico a queste professioni, nessun sistema formativo potrà garantire il ricambio generazionale di cui il Trentino ha bisogno». Per questo la UIL FP del Trentino ritiene indispensabile e richiama l’attenzione per l’apertura di un tavolo provinciale permanente che coinvolga autonoma di Trento, UPIPA, Università di Trento, Federazione Trentina della Cooperazione e organizzazioni sindacali, per valorizzare i percorsi già attivati, per esempio come fatto sull’OAD - Operatore Assistenziale Domiciliare - e crearne di nuovi, con l’obiettivo di costruire una strategia di lungo periodo capace di rendere nuovamente attrattive le professioni sanitarie e assistenziali, pilastro fondamentale del welfare trentino, valorizzandone sempre il percorso formativo dedicato e mai scontato.

  • 🧑‍🧑‍🧒‍🧒Cittadinanza dei minori e certezza del diritto: la tutela delle famiglie non può dipendere dalle interpretazioni

    La recente riflessione pubblicata da Giustizia Insieme sulla riforma della cittadinanza del 2025 e sulla condizione dei figli minori di cittadini naturalizzati riporta al centro dell’attenzione un tema di grande rilevanza giuridica e sociale: la necessità di garantire applicazioni uniformi delle norme che incidono sui diritti fondamentali delle persone. Il dibattito trae origine anche dalla sentenza n. 3043/2025 del Tribunale di Trento, che affronta questioni particolarmente delicate riguardanti gli effetti delle nuove disposizioni introdotte dal decreto-legge n. 36/2025, successivamente convertito nella legge n. 74/2025. Quando si interviene su materie che coinvolgono minori e nuclei familiari, il principio della certezza del diritto assume un valore ancora più significativo. Le famiglie devono poter contare su regole chiare, prevedibili e applicate in modo uniforme su tutto il territorio nazionale, evitando interpretazioni difformi che possano determinare situazioni differenti tra persone che si trovano nelle medesime condizioni. Secondo Andrea Bassetti, Segretario Generale della UIL FP Trentino, il tema riguarda direttamente anche i territori e le amministrazioni locali: “La decisione assunta dal Tribunale di Trento richiama l’attenzione sulla necessità di garantire uniformità interpretativa e applicativa delle norme che incidono sulla condizione giuridica dei minori. I territori sono il primo luogo in cui gli effetti delle riforme si manifestano concretamente e per questo è fondamentale evitare disparità di trattamento che rischiano di generare incertezza tra le famiglie e ulteriore contenzioso. La tutela dell’infanzia e dell’unità familiare deve rappresentare un principio guida per tutte le amministrazioni coinvolte.” La questione non riguarda soltanto il quadro normativo, ma anche l’organizzazione della macchina amministrativa e giudiziaria chiamata ad applicare le nuove disposizioni. Su questo aspetto interviene Mirko Manna, Coordinatore Generale della UIL FP Giustizia: “Ogni riforma che incide sui diritti fondamentali deve essere accompagnata da indicazioni applicative chiare, uniformi e rispettose della dignità delle persone. La Giustizia non può diventare il luogo in cui famiglie già fragili incontrano ulteriori incertezze amministrative o interpretative.” Per la UIL FP Giustizia è infatti fondamentale investire nella qualità organizzativa degli uffici, nella formazione del personale e negli strumenti operativi a disposizione degli operatori. Dietro ogni fascicolo vi sono persone, storie, famiglie e minori che attendono risposte certe e tempi adeguati. La certezza del diritto rappresenta uno dei pilastri dello Stato democratico e costituisce una garanzia essenziale per la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Per questo motivo risulta indispensabile una linea interpretativa nazionale chiara e condivisa, capace di assicurare uguaglianza di trattamento e tutela effettiva dei diritti su tutto il territorio nazionale. La UIL FP Trentino e la UIL FP Giustizia continueranno a seguire con attenzione l’evoluzione della normativa e delle relative applicazioni, sostenendo ogni iniziativa volta a garantire uniformità, tutela dei minori e rispetto dei principi costituzionali. UIL FP del Trentino

  • La figura del Diversity & Disability Manager 👥

    🌍 Inclusione, valorizzazione delle differenze e pari opportunità non sono semplici principi, ma elementi fondamentali per costruire ambienti di lavoro più equi, accessibili e rispettosi delle persone. La figura del Diversity & Disability Manager rappresenta oggi uno strumento importante per promuovere il benessere organizzativo, contrastare le discriminazioni e valorizzare le competenze di ogni lavoratrice e lavoratore. 📖 Approfondisci il tema e scopri perché investire nell’inclusione significa investire nel futuro delle organizzazioni e della comunità. https://drive.google.com/file/d/10wWmGcBpYYNKgybW0ZiPA_lT5USqJO-u/view?usp=drivesdk #UILFP #UILFPdelTrentino #Inclusione #Diversità #Disabilità #PariOpportunità #PubblicaAmministrazione #LavoroPubblico #DiversityManager

  • 🚔Polizia Locale: servono fatti, non promesse. La riforma non è più rinviabile

    La Polizia Locale rappresenta oggi uno dei pilastri fondamentali della sicurezza e della vivibilità delle nostre comunità. Le donne e gli uomini che ogni giorno operano sulle strade, nei quartieri e nei territori svolgono attività sempre più complesse e delicate, garantendo sicurezza urbana, controllo della viabilità, prevenzione, tutela della legalità e supporto ai cittadini. Eppure, nonostante l’evoluzione delle funzioni e delle responsabilità attribuite agli operatori, il quadro normativo di riferimento resta fermo alla Legge n. 65 del 1986, una norma ormai distante dalla realtà quotidiana vissuta dalla Polizia Locale. Da anni la UIL FP chiede una riforma strutturale e coraggiosa che riconosca finalmente il ruolo istituzionale della Polizia Locale, superando una situazione che vede migliaia di operatori chiamati a svolgere compiti sempre più impegnativi senza adeguati strumenti, tutele e riconoscimenti. Le priorità della UIL FP La piattaforma sindacale della UIL FP individua alcuni obiettivi fondamentali e non più rinviabili. Equiparazione alle Forze di Polizia Gli operatori della Polizia Locale devono poter contare su pari dignità economica, previdenziale, assicurativa e infortunistica rispetto alle altre Forze di Polizia. Non è accettabile che a responsabilità sempre maggiori non corrispondano adeguate garanzie professionali. Riconoscimento del lavoro usurante Il servizio svolto dagli appartenenti alla Polizia Locale presenta caratteristiche di gravosità e rischio che richiedono una revisione dei requisiti pensionistici. È necessario riconoscere la natura usurante dell’attività svolta, garantendo percorsi pensionistici coerenti con le reali condizioni di lavoro. Accesso alle banche dati interforze La sicurezza degli operatori passa anche attraverso strumenti adeguati. Consentire l’accesso alle banche dati interforze significa permettere controlli più efficaci e garantire maggiori condizioni di sicurezza durante gli interventi sul territorio. Maggiori tutele legali, sanitarie e assicurative Le aggressioni nei confronti degli operatori della Polizia Locale sono un fenomeno sempre più frequente. Per questo servono strumenti di tutela concreti, assistenza legale, coperture assicurative adeguate e un sistema di protezione che riconosca i rischi connessi al servizio. Risorse certe per la riforma Ogni riforma rischia di restare solo sulla carta senza adeguati finanziamenti. È necessario garantire risorse strutturali e continuative, evitando tagli e definanziamenti che comprometterebbero qualsiasi percorso di valorizzazione del settore. Basta propaganda, servono risultati La UIL FP ritiene che il tempo degli annunci sia finito. La Polizia Locale non ha bisogno di slogan, passerelle o promesse prive di contenuti concreti. Ancora più preoccupanti risultano i tentativi di utilizzare le legittime aspettative degli operatori per finalità esclusivamente propagandistiche o per costruire consenso senza alcun reale coinvolgimento nei tavoli nazionali dove si discutono e si costruiscono le riforme. Chi lavora quotidianamente al servizio delle comunità merita rispetto, serietà e risultati. Merita interlocutori credibili e un confronto basato sui contenuti, non sulla ricerca di visibilità. Una battaglia di dignità e sicurezza Riformare la Polizia Locale significa garantire maggiore sicurezza agli operatori, servizi più efficienti ai cittadini e un riconoscimento adeguato a una professione che negli anni è profondamente cambiata. La UIL FP continuerà a sostenere questa battaglia con determinazione, affinché alle parole seguano finalmente i fatti. Perché la Polizia Locale non chiede privilegi. Chiede rispetto, tutele e il riconoscimento che spettano a chi ogni giorno è presente sul territorio al servizio della collettività.

  • È nata la UIL FP Nazionale - una nuova voce per il lavoro pubblico

    Dal 3 al 5 giugno 2026, a Roma, si è svolto il 1° Congresso Fondativo Nazionale che ha sancito ufficialmente la nascita della UIL FP – Funzione Pubblica, una nuova grande Federazione che unisce le esperienze, le competenze e la rappresentanza di UIL FPL, UIL PA e UIL Organi Costituzionali. Non si tratta semplicemente di un cambiamento organizzativo o di un nuovo nome. La nascita della UIL FP rappresenta una scelta strategica e culturale che guarda al futuro del lavoro pubblico, alla sua valorizzazione e alla necessità di costruire una rappresentanza sempre più forte, autorevole e vicina alle persone. Una sola Federazione per affrontare le sfide del futuro La Pubblica Amministrazione, la sanità, gli enti locali, il terzo settore, gli organi costituzionali, la polizia penitenziaria e tutti i servizi pubblici stanno vivendo una fase di profonda trasformazione. L’invecchiamento del personale, la difficoltà nel reperire nuove professionalità, la digitalizzazione, l’intelligenza artificiale, il ricambio generazionale e la necessità di garantire servizi efficienti ai cittadini richiedono una rappresentanza sindacale capace di affrontare sfide sempre più complesse. La UIL FP nasce proprio con questo obiettivo: mettere insieme esperienze diverse ma complementari per costruire una Federazione più forte, capace di incidere nei processi decisionali e di tutelare con ancora maggiore efficacia lavoratrici e lavoratori. Le persone al centro La nuova UIL FP si fonda su un principio semplice ma fondamentale: mettere al centro le persone. Dietro ogni servizio pubblico ci sono donne e uomini che ogni giorno garantiscono assistenza, sicurezza, istruzione, giustizia, servizi sociali e amministrativi essenziali per il funzionamento del Paese. Valorizzare il lavoro pubblico significa valorizzare chi lo svolge. Per questo la UIL FP continuerà a battersi per: salari adeguati e rinnovi contrattuali dignitosi; valorizzazione delle professionalità; stabilizzazione del personale precario; migliori condizioni di lavoro; sicurezza e benessere organizzativo; pari opportunità e inclusione; investimenti nella formazione e nelle competenze. Una sfida che riguarda anche i giovani Uno degli obiettivi più importanti della nuova Federazione sarà quello di avvicinare sempre più giovani al mondo del lavoro pubblico e alla partecipazione sindacale. Le nuove generazioni si confrontano con carriere discontinue, prospettive pensionistiche incerte e trasformazioni tecnologiche sempre più rapide. In questo contesto il sindacato deve saper parlare il linguaggio del presente, offrire strumenti concreti e diventare un punto di riferimento per chi si affaccia oggi al mondo del lavoro. La UIL FP vuole essere una casa aperta, moderna e inclusiva, capace di dare voce a chi lavora oggi e a chi costruirà il lavoro pubblico di domani. Un nuovo inizio La nascita della UIL FP rappresenta un passaggio storico per tutta la UIL e per il mondo del lavoro pubblico italiano. Un nuovo percorso che parte dalla consapevolezza che le sfide del presente si affrontano meglio insieme, con unità, competenza e partecipazione. Più uniti. Più forti. Più vicini alle persone. È con questo spirito che prende il via il cammino della UIL FP: una nuova grande casa per il lavoro pubblico e per tutti coloro che ogni giorno contribuiscono a garantire servizi essenziali alle nostre comunità.

  • 🌏Giornata Mondiale dell’Ambiente: una transizione giusta per coniugare sostenibilità, lavoro e sviluppo

    Il 5 giugno si celebra la Giornata Mondiale dell’Ambiente, un appuntamento che richiama governi, imprese, organizzazioni e cittadini alla responsabilità collettiva verso il futuro del pianeta. Una ricorrenza che non può limitarsi alla sensibilizzazione, ma che deve rappresentare un’occasione concreta per riflettere sulle scelte necessarie ad affrontare le grandi sfide ambientali del nostro tempo. I cambiamenti climatici, l’inquinamento dell’aria e delle acque, la perdita di biodiversità e il progressivo consumo delle risorse naturali stanno producendo effetti sempre più evidenti sulle nostre comunità, sui territori e sull’economia. Di fronte a questi fenomeni non sono più sufficienti interventi occasionali: servono strategie di lungo periodo, investimenti mirati e una visione condivisa che metta al centro la sostenibilità ambientale, sociale ed economica. La transizione ecologica rappresenta una delle sfide più importanti del nostro secolo. Tuttavia, perché possa essere realmente efficace, deve essere accompagnata da politiche industriali e del lavoro capaci di garantire equilibrio tra la tutela dell’ambiente, la competitività del sistema produttivo e la salvaguardia dell’occupazione. Per questo motivo è fondamentale promuovere una transizione giusta, che non scarichi i costi del cambiamento sulle lavoratrici e sui lavoratori e che non generi nuove forme di esclusione sociale. La sostenibilità deve diventare un’opportunità di crescita e sviluppo, non un elemento di divisione. In questo percorso assume particolare importanza il principio della neutralità tecnologica, che consente di valorizzare tutte le soluzioni innovative in grado di contribuire alla decarbonizzazione e alla riduzione dell’impatto ambientale dei processi produttivi. L’obiettivo deve essere quello di favorire l’innovazione senza preclusioni ideologiche, sostenendo la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l’introduzione di nuove competenze professionali. Un ruolo centrale è svolto anche dall’economia circolare, che punta a ridurre gli sprechi, recuperare materiali e risorse e promuovere modelli produttivi più efficienti e sostenibili. Parallelamente, sarà indispensabile investire nella formazione continua delle lavoratrici e dei lavoratori, affinché possano affrontare le trasformazioni del mercato del lavoro e cogliere le opportunità offerte dalla transizione verde. La sfida ambientale non può essere affrontata da un singolo soggetto. È necessario il coinvolgimento attivo delle istituzioni, delle imprese, delle organizzazioni sindacali, del mondo della ricerca e della società civile. Solo attraverso una responsabilità condivisa sarà possibile raggiungere gli obiettivi ambientali e costruire un modello di sviluppo capace di garantire benessere alle generazioni presenti e future. Come ha sottolineato la segretaria confederale della UIL, Vera Buonomo, la lotta alla crisi climatica deve essere interpretata come una grande occasione di innovazione, crescita e buona occupazione. Un percorso che deve avere al centro la persona, il lavoro e la sostenibilità, affinché la transizione ecologica diventi uno strumento di progresso e non una causa di nuove disuguaglianze. La tutela dell’ambiente e la valorizzazione del lavoro non sono obiettivi alternativi, ma parti della stessa sfida. Costruire un futuro sostenibile significa investire oggi in scelte coraggiose, responsabili e condivise, capaci di garantire sviluppo economico, giustizia sociale e rispetto per il pianeta che lasceremo alle prossime generazioni.

  • 🇮🇹2 giugno: la Repubblica, i diritti e la voce delle donne che ha cambiato l’Italia🙋‍♀️

    Il 2 giugno non rappresenta soltanto la nascita della Repubblica italiana. È una data che parla di diritti, partecipazione e cambiamento sociale. Una giornata che, a distanza di 80 anni, continua a ricordarci quanto la democrazia sia stata costruita grazie al coraggio di chi ha lottato per essere finalmente riconosciuto come cittadino e cittadina a pieno titolo. Nel 1946, per la prima volta nella storia del nostro Paese, anche le donne italiane poterono votare alle elezioni politiche e al referendum istituzionale che avrebbe deciso tra Monarchia e Repubblica. Un diritto arrivato troppo tardi, dopo decenni di esclusione dalla vita politica e pubblica, ma che segnò una svolta storica destinata a cambiare per sempre l’Italia. Quel voto non fu soltanto una scheda inserita in un’urna: fu il simbolo di una conquista sociale, culturale e civile. Migliaia di donne, molte delle quali avevano vissuto la guerra, la povertà e le difficoltà del dopoguerra, entrarono finalmente nella storia democratica del Paese come protagoniste. Accanto al diritto di voto, il 2 giugno ci porta a ricordare anche il ruolo fondamentale delle Madri Costituenti: 21 donne elette all’Assemblea Costituente che contribuirono alla scrittura della Costituzione italiana. Donne provenienti da esperienze politiche, sociali e culturali diverse, ma unite dalla volontà di costruire un’Italia più giusta, democratica e fondata sull’uguaglianza. Grazie anche al loro contributo, nella nostra Costituzione trovano spazio principi ancora oggi fondamentali: la parità, la tutela del lavoro, la dignità della persona, la libertà e la partecipazione democratica. Valori che non devono mai essere dati per scontati. Ricordare il 2 giugno significa quindi riflettere sull’evoluzione dei diritti in Italia. Molte conquiste che oggi sembrano normali sono state ottenute attraverso sacrifici, battaglie sociali e anni di impegno collettivo. E proprio per questo la memoria assume un valore essenziale, soprattutto per le nuove generazioni. La Festa della Repubblica non è soltanto una ricorrenza istituzionale: è il ricordo concreto di un Paese che ha scelto la democrazia e che ha finalmente riconosciuto alle donne il diritto di avere voce, opinione e rappresentanza. Ottant’anni dopo, il messaggio resta attuale: i diritti non sono mai automatici, ma vanno conosciuti, difesi e continuati a costruire ogni giorno.

  • 🇮🇹2 Giugno: una Repubblica che vive nel presente e guarda al futuro🌏

    Ogni anno il 2 giugno non rappresenta soltanto una data sul calendario o una semplice celebrazione istituzionale. È il giorno in cui l’Italia ricorda una scelta storica che ha cambiato il destino del Paese e che, ancora oggi, continua ad avere un significato profondo per ogni cittadino. Nel 1946, dopo gli anni drammatici della guerra, della dittatura e delle divisioni, milioni di italiani furono chiamati a scegliere il futuro dell’Italia attraverso un referendum libero e democratico. Per la prima volta votarono anche le donne, segnando uno dei momenti più importanti della storia civile del nostro Paese. Da quella scelta nacque la Repubblica Italiana. Sono passati ottant’anni, ma il valore di quella giornata non appartiene soltanto al passato. La Festa della Repubblica continua ad essere attuale perché ricorda a tutti noi quanto siano importanti libertà, partecipazione, diritti e responsabilità collettiva. Oggi viviamo in un tempo molto diverso rispetto al 1946. I giovani crescono in una società veloce, digitale e spesso distratta, dove tutto sembra immediato e scontato. Proprio per questo il significato del 2 giugno deve essere raccontato, spiegato e vissuto anche dalle nuove generazioni. La democrazia non è qualcosa di automatico: è una conquista che va custodita ogni giorno attraverso il rispetto delle persone, il confronto delle idee, la partecipazione e il senso civico. Ricordare la Festa della Repubblica significa comprendere che molti diritti di cui oggi beneficiamo — il diritto di voto, la libertà di espressione, il diritto al lavoro, all’istruzione e alla dignità — sono il risultato di sacrifici, lotte e scelte coraggiose compiute da chi ci ha preceduto. Per i giovani, il 2 giugno dovrebbe rappresentare anche un invito a non sentirsi spettatori del futuro, ma protagonisti. Essere cittadini significa partecipare, interessarsi, informarsi e contribuire alla crescita della propria comunità. Significa capire che il bene comune non appartiene a qualcun altro, ma riguarda ciascuno di noi. In un’epoca in cui spesso prevalgono individualismo e disillusione, la Festa della Repubblica ci ricorda invece il valore dell’unità. Una Repubblica forte non si costruisce soltanto nelle istituzioni, ma nelle scuole, nei luoghi di lavoro, nelle famiglie, nelle associazioni e in tutte quelle realtà dove ogni giorno si creano relazioni, solidarietà e partecipazione. Anche dopo ottant’anni, il 2 giugno continua quindi ad essere una festa viva. Non soltanto memoria del passato, ma responsabilità verso il futuro. Perché una Repubblica esiste davvero solo quando le persone continuano a credere nei valori che la tengono unita. E il compito delle nuove generazioni sarà proprio questo: non dimenticare mai che libertà, democrazia e diritti non sono conquiste eterne, ma valori da proteggere e tramandare ogni giorno.

SEDE UIL FP del Trentino Settore ENTI LOCALI e PA

 Via Matteotti, 71     38122 TRENTO

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