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- Assistente infermiere: perché la UIL FP dice no a una scorciatoia che non risolve i problemi della sanità in Italia.
La nostra contrarietà alla figura dell’Assistente infermiere non nasce da una posizione ideologica né dalla volontà di ostacolare il cambiamento. Nasce, al contrario, dalla convinzione che quando si interviene sull’organizzazione dell’assistenza sanitaria sia necessario mettere al centro tre elementi fondamentali: qualità delle cure, sicurezza delle persone assistite e rispetto delle professionalità. La grave carenza di personale che interessa oggi il sistema sanitario e socio-sanitario è sotto gli occhi di tutti. Mancano infermieri, operatori socio-sanitari e altre figure fondamentali per garantire servizi adeguati. Ma proprio per questo riteniamo che la risposta non possa essere quella di creare una nuova figura professionale “intermedia”, con un percorso formativo più ridotto rispetto a quello infermieristico e con il rischio di generare sovrapposizioni di competenze, responsabilità non sufficientemente chiare e ulteriori difficoltà organizzative. La carenza di personale non si risolve creando nuove figure Il problema della sanità italiana non è la mancanza di un’ulteriore figura professionale. Il vero problema è la difficoltà nel reclutare e trattenere personale qualificato, insieme a carichi di lavoro sempre più pesanti, turnazioni difficili, responsabilità crescenti e retribuzioni che troppo spesso non riconoscono adeguatamente il valore del lavoro svolto. Creare l’Assistente infermiere rischia quindi di rappresentare una risposta apparentemente semplice a un problema molto più complesso. Per UIL FP la strada deve essere diversa: bisogna rendere nuovamente attrattive le professioni sanitarie e socio-sanitarie e investire concretamente sulle persone che già garantiscono ogni giorno il funzionamento dei servizi. Gli infermieri devono essere valorizzati, non sostituiti Gli infermieri hanno acquisito negli anni competenze, autonomia professionale e responsabilità sempre maggiori. Sono professionisti fondamentali nell’organizzazione dell’assistenza e non possono essere considerati esclusivamente come una voce di costo o come una figura da sostituire attraverso percorsi più brevi. Occorre invece intervenire sulle vere criticità della professione: condizioni di lavoro, carichi assistenziali, turnazioni, riconoscimento economico, possibilità di carriera e valorizzazione delle competenze. Ridurre la pressione sugli infermieri è necessario, ma questo obiettivo deve essere raggiunto attraverso nuove assunzioni, una migliore organizzazione del lavoro e investimenti strutturali, non attraverso una progressiva frammentazione delle attività assistenziali. Valorizzare davvero gli OSS Allo stesso tempo riteniamo fondamentale riconoscere pienamente il ruolo degli Operatori Socio Sanitari. Gli OSS rappresentano una componente indispensabile dell’assistenza e lavorano quotidianamente accanto agli infermieri, agli altri professionisti sanitari e alle persone assistite. Anche questa professionalità deve essere valorizzata, attraverso formazione continua, migliori condizioni di lavoro, adeguati livelli retributivi e un riconoscimento concreto delle competenze maturate. Non possiamo accettare che la risposta alle carenze di organico sia semplicemente quella di aggiungere nuovi livelli professionali senza prima affrontare le condizioni di chi già opera nei servizi. Sicurezza e responsabilità devono essere sempre chiare Quando si parla di assistenza sanitaria non può esserci ambiguità sulle competenze. Ogni lavoratore deve sapere quali attività può svolgere, quali sono le proprie responsabilità e quale relazione professionale esiste con gli altri operatori. La creazione di figure ibride rischia invece di produrre zone grigie, soprattutto nei contesti in cui gli organici sono già ridotti e il personale è sottoposto a fortissime pressioni. La sicurezza del cittadino e quella del lavoratore devono venire prima di qualsiasi esigenza di risparmio o semplificazione organizzativa. La nostra proposta è chiara👇👇👇 Per UIL FP servono scelte strutturali. Occorre: assumere più personale; rendere maggiormente attrattiva la professione infermieristica; valorizzare economicamente e professionalmente gli infermieri; riconoscere pienamente il ruolo e le competenze degli OSS; investire nella formazione; migliorare l’organizzazione dei servizi; ridurre i carichi di lavoro; garantire percorsi di crescita e sviluppo professionale; aumentare sicurezza e qualità dell’assistenza. Queste sono le risposte che possono contribuire realmente a rafforzare il sistema sanitario e socio-sanitario. Più personale e più competenze, non scorciatoie La sanità pubblica sta attraversando una fase estremamente delicata. Proprio per questo riteniamo necessario evitare soluzioni emergenziali destinate a diventare strutturali. La carenza di personale non si risolve abbassando l’asticella della formazione o moltiplicando le figure professionali. Si risolve investendo sulle persone, sulle competenze, sulla formazione e sulle condizioni di lavoro. Per questo abbiamo espresso la nostra contrarietà alla figura dell’Assistente infermiere. Non è una battaglia contro qualcuno. La nostra una battaglia a favore della qualità dell’assistenza, della sicurezza dei cittadini e della dignità dei professionisti che ogni giorno tengono in piedi il nostro sistema sanitario. Slide nazionali UIL FP👇👇👇 https://www.instagram.com/p/Dc5tYflggEc/?img_index=2&igsi=bWgxaXRjdWhpc3ht https://www.facebook.com/61590317104966/posts/pfbid027iWVeQeqhAbGvZWoLBcJnWGyz36Q
- 📢 PARTECIPA ANCHE TU! Giovedì 3 settembre alle ore 17.00 a Pietramurata si terrà la manifestazione pubblica con corteo “STOP al neofascismo e al razzismo – Autonomia è democrazia”.
🚌 Sono previsti pullman: Rovereto – ore 15.30, parcheggio casello A22 Rovereto Sud Trento – ore 16.00, parcheggio casello A22 Trento Sud 👉 Chi vuole partecipare e usufruire del pullman può prenotarsi scrivendo a uiltrento@uiltn.it Oggetto: Prenotazione pullman Pietramurata Nel messaggio indicare nome, cognome e numero di cellulare. Partecipiamo numerosi per difendere i valori della democrazia, della convivenza e del rispetto. No al neofascismo e al razzismo
- PIETRAMURATA: 🚷NO AL RADUNO NAZISKIN. DIFENDIAMO LA NOSTRA STORIA, LA DEMOCRAZIA E L’AUTONOMIA
La UIL FP del Trentino si unisce con convinzione all’appello delle organizzazioni e delle realtà del territorio contro l’annunciato raduno europeo della galassia naziskin a Pietramurata. Un’iniziativa incompatibile con i valori democratici, antifascisti e di convivenza sui quali si fondano la nostra Repubblica e l’Autonomia trentina. Il Trentino non può rimanere indifferente di fronte all’annunciato raduno di attivisti e simpatizzanti della galassia naziskin previsto a Pietramurata. La UIL FP del Trentino, nel solco della posizione assunta dalla UIL del Trentino insieme alle numerose organizzazioni firmatarie dell’appello, esprime la propria netta contrarietà a un’iniziativa che porta con sé un retroterra antidemocratico e autoritario, fascista e nazista, legato all’esaltazione del nazionalismo, della xenofobia, del razzismo e del disprezzo della dignità della persona. IL TRENTINO È NATO DALLA RESISTENZA La nostra terra e la nostra Autonomia hanno radici profonde nella Resistenza al nazifascismo. Proprio nell’Alto Garda trentino la lotta partigiana trovò una delle sue espressioni più significative. Da quella stagione di coraggio civile sono nati i valori sui quali si fondano la nostra Costituzione repubblicana e il nostro particolare sistema di Autonomia: democrazia, lavoro, libertà, pace, solidarietà e convivenza. Difendere oggi questa memoria non significa soltanto ricordare il passato. Significa difendere il nostro futuro e impedire che razzismo, xenofobia, autoritarismo e ideologie nazifasciste possano trovare spazio e legittimazione nel nostro territorio. CHIEDIAMO ALLE ISTITUZIONI DI INTERVENIRE Per queste ragioni chiediamo alle istituzioni competenti, e in particolare al Presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti e alla Commissaria del Governo per la Provincia di Trento, prefetto Isabella Fusiello, di operare nel pieno rispetto della Costituzione e delle leggi affinché siano tutelati l’ordine pubblico e i principi democratici sui quali si fonda la nostra comunità. Non possiamo accettare che proprio nella terra dell’Autonomia e della convivenza possano essere propagandati messaggi che negano alla radice quei valori di solidarietà, rispetto e integrazione costruiti nel corso di decenni. Il significato è ancora più forte nei giorni in cui il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sarà in Trentino per celebrare l’ottantesimo anniversario dell’Accordo De Gasperi-Gruber, uno dei passaggi fondamentali del percorso che, dopo la tragedia dell’occupazione nazifascista, ha consentito di costruire un modello di convivenza tra popolazioni di lingua e cultura diverse. SE IL RADUNO SI TERRÀ, NOI CI SAREMO Qualora il raduno dovesse comunque svolgersi, la risposta della nostra comunità dovrà essere democratica, civile e pacifica. La UIL FP del Trentino sarà presente al presidio pacifico per manifestare il proprio dissenso e per difendere i valori democratici del nostro territorio. Saremo presenti senza violenza e senza provocazioni, con la forza delle nostre idee, della Costituzione e della storia democratica del Trentino. Un presidio per dire: NO al nazifascismo. NO al razzismo e alla xenofobia. SÌ alla Costituzione e alla democrazia. SÌ all’Autonomia, alla solidarietà e alla convivenza tra i popoli. Come organizzazione sindacale abbiamo inoltre una responsabilità particolare: ricordare che la nostra Costituzione è fondata sul lavoro e che libertà sindacale, diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, democrazia e antifascismo appartengono alla stessa storia repubblicana. Per questo non possiamo essere neutrali quando vengono messi in discussione i principi fondamentali della nostra convivenza civile. Il Trentino è nato dalla Resistenza. Oggi come allora vogliamo continuare a essere una terra libera, democratica, solidale e contraria a ogni forma di nazifascismo
- ICEF, la riforma non convince: «Così si favoriscono i redditi più alti»
CGIL, CISL e UIL del Trentino contestano le modifiche approvate in Commissione: penalizzato il lavoro femminile e vantaggi per le fasce economicamente più forti. Circa 20 mila famiglie avrebbero già pagato tariffe più alte. Le modifiche all’ICEF introdotte dalla Giunta provinciale e approvate dalla Quarta Commissione del Consiglio provinciale non risolvono le criticità emerse con la revisione dello scorso anno. Al contrario, rischiano di rendere l’indicatore meno capace di rappresentare in maniera equa la reale situazione economica e patrimoniale delle famiglie trentine. È questa la posizione espressa unitariamente da CGIL, CISL e UIL del Trentino, che mettono al centro della propria critica tre questioni: lavoro dipendente e occupazione femminile, trattamento dei lavoratori autonomi e patrimonio, aumento delle tariffe a carico delle famiglie. La nuova deduzione rischia di premiare soprattutto i redditi più alti Uno dei punti principali riguarda l’aumento della deduzione per i redditi da lavoro dipendente, che passa da 5.000 a 6.000 euro. Un intervento che, secondo i sindacati, non raggiunge però l’obiettivo dichiarato di favorire realmente il lavoro femminile. I dati evidenziati dalle organizzazioni sindacali sono significativi: su circa 85 mila lavoratrici dipendenti trentine, tra operaie e impiegate, circa 70 mila percepiscono meno di 18 mila euro all’anno. I maggiori benefici della nuova deduzione si concentrerebbero invece sui redditi superiori ai 25 mila euro. Il risultato rischia quindi di essere paradossale: una misura presentata anche come sostegno all’occupazione femminile finirebbe per avvantaggiare prevalentemente i redditi più elevati, e dunque soprattutto la componente maschile del lavoro dipendente e le famiglie monoreddito. Una scelta ancora più discutibile se si considera che le famiglie nelle quali entrambi i genitori lavorano devono sostenere maggiormente i costi dei servizi di conciliazione. Lavoratori autonomi e dipendenti: un’equiparazione che non convince Altro punto contestato riguarda la scelta di equiparare, ai fini ICEF, il trattamento dei redditi da lavoro autonomo a quello dei lavoratori dipendenti. Secondo CGIL, CISL e UIL, questa impostazione rischia di creare un ulteriore squilibrio, perché i lavoratori autonomi beneficiano già, in molti casi, di regimi fiscali più favorevoli. L’equiparazione all’interno dell’ICEF potrebbe quindi trasformarsi, secondo le organizzazioni sindacali, in un vantaggio aggiuntivo, invece di rafforzare il principio di equità alla base dell’indicatore. Anche le modifiche relative alla componente patrimoniale destano forti perplessità: per i sindacati rischiano infatti di favorire maggiormente i nuclei economicamente più solidi, anziché concentrare gli interventi sulle famiglie che hanno realmente maggiore bisogno di sostegno. Il caso delle 20 mila famiglie che hanno pagato di più La conseguenza più concreta delle modifiche all’ICEF riguarda però le tariffe dei servizi pubblici. Con la revisione entrata in vigore lo scorso anno, in numerosi territori non sono state adeguate le soglie ICEF utilizzate per determinare quanto le famiglie devono pagare per servizi fondamentali come asili nido, mense e prolungamento scolastico. Il risultato è che nuclei familiari il cui reddito non era aumentato si sono ritrovati con un ICEF più elevato e, di conseguenza, con tariffe maggiori. Secondo le stime sindacali, sarebbero circa 20 mila le famiglie trentine coinvolte, che potrebbero aver sostenuto per un intero anno costi più elevati per nidi e mense. CGIL, CISL e UIL sottolineano come Comuni e Comunità avrebbero dovuto adeguare le soglie al nuovo sistema e contestano alla Provincia di non essere intervenuta per evitare che gli effetti della riforma ricadessero direttamente sulle famiglie. Chiesto l’intervento del Consiglio delle Autonomie Locali Per evitare che il problema si ripeta con la nuova campagna ICEF, le organizzazioni sindacali hanno deciso di coinvolgere anche il Consiglio delle Autonomie Locali, chiedendo che la questione delle soglie venga affrontata a livello provinciale prima che le nuove regole producano ulteriori aumenti. La questione, infatti, non è semplicemente tecnica. L’ICEF determina concretamente quanto una famiglia paga per accedere ai servizi e a quali agevolazioni può avere diritto. Qualsiasi modifica dell’indicatore deve quindi essere valutata partendo da un principio fondamentale: chi dispone di meno risorse non può essere chiamato a sostenere un peso proporzionalmente maggiore. UIL: serve maggiore equità, non nuovi squilibri Per la UIL, la revisione dell’ICEF deve avere come obiettivo una maggiore equità sociale e una rappresentazione realmente aderente alle condizioni economiche delle famiglie. Non è accettabile che un intervento nato per correggere le distorsioni del sistema finisca per premiare maggiormente i redditi più elevati, penalizzare le famiglie con due lavoratori e non offrire un sostegno concreto al lavoro femminile. Allo stesso modo è indispensabile intervenire sulle soglie utilizzate dagli enti locali, affinché un aumento puramente tecnico dell’indicatore ICEF non si trasformi automaticamente in un aumento delle rette e delle tariffe. La UIL continuerà quindi a seguire l’iter della riforma e i suoi effetti concreti, chiedendo che al centro delle scelte della Provincia tornino l’equità, la tutela dei redditi da lavoro e il sostegno reale alle famiglie trentine.
- IPRASE deve restare a Rovereto: serve un impegno comune di Provincia e Comune
UIL FP, FP CGIL e CISL FP chiedono un cambio di passo: basta incertezze sul futuro dell’Istituto, servono dialogo e una soluzione concreta per garantire una sede adeguata e funzionale sul territorio roveretano. Il futuro della sede di IPRASE – Istituto provinciale per la ricerca e la sperimentazione educativa – non può rimanere ancora a lungo sospeso nell’incertezza. Come UIL FP del Trentino, insieme a FP CGIL e CISL FP, abbiamo ribadito con forza la necessità di un impegno comune da parte di tutti i soggetti istituzionali coinvolti, a partire dalla Provincia autonoma di Trento e dal Comune di Rovereto, affinché IPRASE possa continuare a svolgere la propria attività sul territorio roveretano. La situazione attuale continua infatti a destare forte preoccupazione tra i lavoratori, l’utenza e le organizzazioni sindacali. Dopo gli impegni assunti in Consiglio provinciale con l’ordine del giorno dell’8 agosto, riteniamo necessario passare dalle dichiarazioni alla ricerca concreta di una soluzione. Mantenere IPRASE a Rovereto rappresenta una scelta importante non soltanto per il personale dell’Istituto, ma per l’intero sistema della formazione e della ricerca educativa trentina, anche nella prospettiva di una possibile integrazione con la costituenda Facoltà di Scienze della Formazione. Serve ora un cambio di passo Nel confronto con la Provincia abbiamo chiesto con decisione che venga superata la fase di incertezza che ha caratterizzato fino ad oggi la vicenda. La mancanza di un effettivo coordinamento tra le istituzioni coinvolte ha infatti lasciato aperti troppi interrogativi sulla futura collocazione dell’Istituto. Una situazione che, come organizzazioni sindacali confederali, riteniamo non più accettabile. L’obiettivo deve essere chiaro: individuare a Rovereto una sede che sia adeguata, funzionale e in grado di garantire pienamente l’attività di IPRASE, le condizioni di lavoro del personale e i servizi destinati all’utenza. Provincia e Comune trovino una soluzione condivisa Nei prossimi giorni è previsto un confronto tra l’assessora provinciale all’istruzione Francesca Gerosa e la sindaca di Rovereto Giulia Robol. Ci auguriamo che questo incontro rappresenti finalmente l’occasione per individuare una soluzione condivisa e concretamente percorribile. Come UIL FP, assieme a FP CGIL e CISL FP abbiamo manifestato alla Provincia la disponibilità a contribuire attivamente alla costruzione di un confronto positivo tra le istituzioni. Parallelamente, chiesto anche un incontro urgente alla sindaca di Rovereto per affrontare direttamente la questione IPRASE. Come UIL FP riteniamo che in una vicenda così importante non servano contrapposizioni istituzionali, ma responsabilità. I lavoratori e l’utenza hanno bisogno di certezze, non di assistere a un confronto permanente tra amministrazioni. Il patrimonio professionale e istituzionale rappresentato da IPRASE deve essere tutelato e valorizzato. Per questo continueremo a seguire la vicenda e a chiedere che Provincia e Comune compiano ogni sforzo necessario per raggiungere l’obiettivo che abbiamo indicato fin dall’inizio: mantenere IPRASE a Rovereto, garantendogli una sede adeguata e un futuro certo.
- 🚔Polizia Locale, revisione del Codice della Strada: le nostre funzioni non si smantellano
Per la UIL FP gli ausiliari devono supportare, non sostituire. Sicurezza stradale, professionalità e diritti degli operatori non possono essere sacrificati» Le ipotesi di revisione del Codice della Strada sulle quali si sta discutendo aprono questioni che riguardano direttamente ruolo, funzioni, tutele e futuro della Polizia Locale. Per UIL FP il punto di partenza deve essere chiaro: modernizzare e rendere più efficiente il sistema della sicurezza stradale non può significare ridimensionare la Polizia Locale, trasferirne progressivamente le funzioni ad altre figure o indebolire le tutele delle lavoratrici e dei lavoratori. È per questa ragione che UIL FP, insieme alle altre Organizzazioni Sindacali confederali, ha chiesto un confronto urgente sulla revisione del Codice della Strada. 1. Previdenza e assistenza: nessun arretramento sulle tutele Uno dei punti più delicati riguarda la possibile incidenza delle modifiche sulla destinazione dei proventi derivanti dalle sanzioni. L’articolo 208 del Codice della Strada non considera tali risorse semplicemente come entrate indistinte degli enti: prevede specifiche possibilità di destinazione connesse alla sicurezza stradale e all’attività della Polizia Locale. Tra queste rientrano anche finalità assistenziali e previdenziali a favore del personale della Polizia Locale. Si tratta di un meccanismo concretamente utilizzato dagli enti: ancora nel 2026, ad esempio, il Comune di Bologna ha determinato una quota dei proventi ex art. 208 destinata a forme di assistenza e previdenza del personale. Per UIL FP, quindi, ogni intervento legislativo deve evitare che la revisione del sistema si traduca, direttamente o indirettamente, in una riduzione delle risorse destinate alle tutele delle lavoratrici e dei lavoratori. La sicurezza stradale passa anche attraverso il riconoscimento delle condizioni particolari nelle quali opera quotidianamente il personale: esposizione al rischio, attività esterna, turnazioni, servizi serali e festivi, gestione delle emergenze e crescente complessità delle funzioni assegnate. 2. Ausiliari del traffico: supportare non significa sostituire Altro tema centrale riguarda il ruolo degli ausiliari del traffico. La normativa già attribuisce agli ausiliari determinate funzioni di prevenzione e accertamento delle violazioni in materia di circolazione stradale; nell’esercizio delle mansioni attribuite, l’art. 12-bis del Codice della Strada riconosce loro anche la qualifica di pubblico ufficiale. Ma proprio per questo è necessario mantenere chiara la distinzione tra funzioni di supporto e funzioni proprie della Polizia Locale. Per UIL FP sarebbe sbagliato utilizzare l’ampliamento delle competenze degli ausiliari come una risposta alla carenza di personale nei Corpi e nei Servizi di Polizia Locale. Particolarmente delicata sarebbe l’estensione verso attività quali gestione della viabilità e rilevazione dei sinistri, che richiedono preparazione professionale, formazione specifica, capacità di intervento e un quadro preciso di responsabilità. Gli ausiliari possono integrare e supportare il sistema, ma non possono diventare lo strumento attraverso il quale sostituire progressivamente personale qualificato di Polizia Locale. 3. La vera risposta alla carenza di personale sono le assunzioni Il problema strutturale è un altro: gli organici. In molti territori alla Polizia Locale vengono richieste funzioni sempre più numerose e complesse, mentre il personale disponibile non cresce nella stessa misura. Sicurezza urbana, viabilità, incidenti stradali, controlli amministrativi, manifestazioni, attività commerciali, presidio del territorio e collaborazione con le altre forze impegnate nella sicurezza richiedono personale formato e stabile. La soluzione non può essere quella di frammentare progressivamente queste attività tra figure differenti. Occorre invece investire in nuove assunzioni, formazione, professionalità, mezzi e organizzazione dei servizi. Anche i più recenti interventi normativi hanno riconosciuto la possibilità di utilizzare quote dei proventi ex art. 208 per potenziare i servizi di controllo e, a determinate condizioni, finanziare prestazioni straordinarie e assunzioni stagionali. Questo conferma un principio fondamentale: se serve maggiore presenza sul territorio, la strada deve essere quella del rafforzamento della Polizia Locale, non della sua sostituzione. 4. I proventi delle sanzioni devono tornare alla sicurezza UIL FP ritiene inoltre fondamentale preservare il legame tra i proventi delle sanzioni e le finalità di sicurezza stradale, potenziamento dei controlli e valorizzazione del personale. Gli articoli 142 e 208 del Codice della Strada disciplinano già destinazioni specifiche di queste entrate, comprese quelle relative al potenziamento delle attività di controllo e accertamento delle violazioni. Non è una questione meramente economica. Destinare correttamente queste risorse significa trasformare una parte dei proventi derivanti dalle violazioni in maggiore sicurezza per i cittadini, migliori servizi e migliori condizioni operative per chi lavora quotidianamente sulle strade. Per questo UIL FP chiede criteri trasparenti, uniformi e verificabili, evitando differenze ingiustificate tra territori ed enti. 5. Prima di modificare il sistema serve il confronto con chi rappresenta i lavoratori Una riforma che incide sulle competenze della Polizia Locale, sull’organizzazione dei servizi e sulle risorse destinate al personale non può essere costruita senza un confronto con le rappresentanze delle lavoratrici e dei lavoratori. UIL FP, insieme alle altre Organizzazioni Sindacali confederali, ha pertanto richiesto un confronto urgente sulle proposte di revisione. Il tema non riguarda la difesa corporativa di singole competenze. Riguarda quale modello di Polizia Locale si vuole costruire per i prossimi anni: una Polizia Locale professionalizzata, adeguatamente formata e dotata degli organici necessari oppure un sistema nel quale, per compensare la carenza di personale, le funzioni vengono progressivamente distribuite ad altre figure. La posizione della UIL FP è netta Gli ausiliari devono supportare, non sostituire. Occorre rafforzare gli organici, investire sulla professionalità degli operatori e garantire che le risorse derivanti dalle sanzioni siano utilizzate secondo criteri trasparenti per migliorare la sicurezza stradale e valorizzare chi quotidianamente la garantisce. Sulla sicurezza stradale non si arretra. Sui diritti, sulle tutele e sulla professionalità della Polizia Locale nemmeno.
- 📢 PUBBLICO IMPIEGO NAZIONALE: OGGI LA FIRMA DEFINITIVA DEL CCNL FUNZIONI CENTRALI 2025-2027
Oggi 6.08.2026 è prevista la firma definitiva del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro delle Funzioni Centrali, che interessa quasi 200.000 lavoratrici e lavoratori di ministeri, agenzie fiscali ed enti pubblici non economici. ✅ Cosa prevede il rinnovo? 🔹 Aumento medio a regime di circa 160 euro lordi mensili. 🔹 Incrementi differenziati in base all’area professionale: • Operatori: circa 126,60 € • Assistenti: circa 133 € • Funzionari: circa 161 € • Elevate Professionalità: circa 221 € 📅 Gli aumenti decorreranno progressivamente dal 1° gennaio 2025, 1° gennaio 2026 e 1° gennaio 2027, fino al raggiungimento dell’importo pieno a regime. Non solo aumenti economici: il contratto introduce anche importanti novità sul piano normativo, tra cui: ✔️ maggiore flessibilità dell’orario di lavoro; ✔️ misure per favorire la conciliazione tra vita privata e lavoro; ✔️ una prima disciplina contrattuale sull’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale nella Pubblica Amministrazione. La firma di oggi rappresenta il primo importante traguardo della nuova stagione dei rinnovi contrattuali del pubblico impiego a livello nazionale. 🤝 UIL FP DEL TRENTINO continuerà a seguire da vicino l’evoluzione dei rinnovi contrattuali delle Funzioni Centrali e vi terrà costantemente aggiornati su tutte le novità. #UILFP #UILFPTrentino #FunzioniCentrali #PubblicoImpiego #Contratto #CCNL #LavoroPubblico #PubblicaAmministrazione
- COMUNICAZIONE PAUSA ESTIVA UFFICI UIL FP DEL TRENTINO 🔵
Carissime iscritte e carissimi iscritti, vi informiamo che gli uffici della UIL FP DEL TRENTINO resteranno chiusi per la pausa estiva da lunedì 10 agosto a domenica 23 agosto compresi. In tale periodo, i Funzionari, i Responsabili di Settore e gli Operatori sindacali saranno in ferie e non saranno reperibili ai consueti recapiti telefonici o agli indirizzi e-mail. Per eventuali urgenze non differibili, vi chiediamo di inviare una e-mail a entilocali@uiltn.it. Le richieste saranno prese in carico dal nostro sistema di Intelligenza Artificiale, che le classificherà in base al livello di urgenza, consentendo l’attivazione del referente competente qualora necessario. Ringraziandovi per la comprensione, auguriamo a tutte e a tutti una serena estate. UIL FP DEL TRENTINO
- 🏡👩⚕️🧑⚕️Assistenza domiciliare in Trentino: la guerra tra cooperative non può essere pagata dai lavoratori👥
Per la UIL FP del Trentino: “Il vero problema non è il cambio di gestione, ma la grave carenza di personale. Servono investimenti, tutele e una strategia provinciale per garantire il futuro della domiciliarità.” Negli ultimi giorni il dibattito sull’affidamento del servizio di assistenza domiciliare in Trentino si è concentrato sul confronto tra cooperative e sulle modalità di gestione dell’appalto. Un confronto che rischia però di far passare in secondo piano ciò che conta davvero: le lavoratrici, i lavoratori e la qualità dell’assistenza garantita ogni giorno a migliaia di cittadini. La UIL FP del Trentino segue con attenzione questa vicenda, ma ritiene fondamentale riportare il confronto sul tema principale. Gli appalti pubblici prevedono infatti regole precise per tutelare il personale nei cambi di gestione, norme che devono essere rispettate da tutti i soggetti coinvolti. Il vero problema è la carenza di personale Da anni il settore della domiciliarità soffre una gravissima carenza di operatori socio-sanitari e assistenziali. Una situazione strutturale che non nasce con questo appalto e che non potrà essere risolta semplicemente cambiando il gestore del servizio. Per la UIL FP del Trentino è necessario costruire una vera strategia provinciale che renda queste professioni nuovamente attrattive, valorizzando il lavoro svolto ogni giorno dagli operatori attraverso migliori condizioni economiche, organizzative e professionali, garantendo al tempo stesso continuità assistenziale alle persone più fragili. La Provincia assuma un ruolo di guida La UIL FP del Trentino chiede all’Assessorato provinciale competente di convocare con urgenza un tavolo istituzionale permanente che coinvolga organizzazioni sindacali, enti gestori e Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari. Solo attraverso un confronto stabile e concreto sarà possibile affrontare le difficoltà nel reperimento del personale e programmare interventi efficaci per il futuro dell’assistenza domiciliare trentina. Rimborsi chilometrici: i lavoratori non possono finanziare il servizio Ogni giorno le operatrici e gli operatori percorrono decine di chilometri per raggiungere gli utenti nelle città, nelle valli e nelle aree più periferiche del Trentino. L’aumento dei costi dei carburanti ha reso sempre più pesante questo onere economico, che oggi grava direttamente sui lavoratori. Per questo la UIL FP del Trentino ritiene ormai indispensabile rivedere gli accordi sui rimborsi chilometrici, adeguandoli ai costi realmente sostenuti, affinché nessuno sia costretto a finanziare con il proprio stipendio un servizio pubblico essenziale. Servono risorse nella manovra di bilancio 2027 Il sindacato chiede inoltre che la Provincia autonoma di Trento inserisca nella prossima manovra di bilancio risorse dedicate alla domiciliarità, investendo in modo strutturale sulla valorizzazione del personale, sul miglioramento delle condizioni di lavoro e sul rafforzamento di un servizio fondamentale per la tenuta del sistema socio-sanitario provinciale. Le polemiche passano, i problemi restano L’assistenza domiciliare rappresenta il primo presidio di prossimità per migliaia di cittadini e permette a molte persone anziane e fragili di continuare a vivere nella propria casa, ritardando o evitando il ricorso alle RSA. Per la UIL FP del Trentino è quindi necessario che la politica concentri la propria attenzione sulle vere priorità: personale sufficiente, condizioni di lavoro dignitose, retribuzioni adeguate e servizi di qualità. Le polemiche tra gestori sono destinate a passare. La carenza di personale, invece, rischia di compromettere il futuro dell’assistenza domiciliare in Trentino se non verranno adottate rapidamente scelte strutturali e investimenti concreti. Comunicato stampa UIL FP del Trentino in pdf.👇👇👇 https://drive.google.com/file/d/1ovXfp72awXRElv8bbx0zrMbK1eD5j1NK/view?usp=drivesdk TrentinoTV 2.08.2026 - Intervista UIL FP del Trentino Manuel Cescatti👇👇👇 https://drive.google.com/file/d/1bUt232fzBBHwYEBUUTkPB_rcO2sewXFz/view?usp=drivesdk Articolo l’Adige 3.08.2026👇👇👇 https://drive.google.com/file/d/11KrrKGkAFYEh_pZldEU5ALRk3GQIdIJp/view?usp=drivesdk RTTR 4.08.2026 - Intervista UIL FP del Trentino Manuel Cescatti 👇👇👇 https://drive.google.com/file/d/1lZ_9oyLTti9XWNmlJQ9RuJh1Gprfqnxx/view?usp=drivesdk
- 31.06.2026 - Assestamento di Bilancio 2026: un altro passo avanti per le Autonomie Locali grazie al lavoro sindacale confederale💪🤝
L’approvazione dell’Assestamento di Bilancio 2026-2028 della Provincia autonoma di Trento rappresenta un risultato importante per il personale delle Autonomie Locali. Un traguardo che non nasce per caso, ma è il frutto di un confronto costante, di proposte concrete e di un’azione sindacale che ha seguito ogni fase dell’iter istituzionale, dalle audizioni in Prima Commissione fino alla discussione in Consiglio provinciale. Le Segreterie Generali di FP CGIL, CISL FP e UIL FP del Trentino esprimono soddisfazione per un risultato che dà continuità alle richieste avanzate ai tavoli di A.P.RA.N. e nelle sedi istituzionali, con l’obiettivo di reperire nuove risorse per valorizzare il lavoro pubblico e sostenere il comparto delle Autonomie Locali. Risorse da aumentare, che dovranno rispondere alle priorità del personale L’Assestamento introduce risorse che consentono di dare ulteriore concretezza ad alcune delle principali rivendicazioni sindacali. Tra le priorità sostenute con forza anche in questa occasione: risorse per le progressioni e per il differenziale del personale operaio nella transizione al livello B evoluto; incentivi destinati al personale di Comuni e Comunità; valorizzazione delle figure tecniche e amministrative maggiormente difficili da reperire; interventi sul turnover e sulla stabilizzazione del personale precario; misure per rendere il pubblico impiego più attrattivo per le nuove generazioni; rafforzamento del trattamento accessorio della Polizia Locale. Si tratta di misure che rappresentano un passo avanti concreto e che confermano come il confronto sindacale possa trasformarsi in risultati tangibili per lavoratrici, lavoratori ed Enti locali. Un percorso che continua Le Organizzazioni sindacali sottolineano come gli stanziamenti ottenuti non rappresentino un punto di arrivo, ma l’inizio di un percorso che dovrà proseguire attraverso la contrattazione. Le risorse già previste per il 2027 e il 2028 dovranno infatti tradursi, grazie al confronto in A.P.RA.N., in strumenti realmente capaci di valorizzare il personale e migliorare l’organizzazione del lavoro nelle amministrazioni locali. Lo sguardo è già rivolto alla Legge di Bilancio 2027 L’impegno delle Organizzazioni sindacali confederali prosegue già verso il prossimo appuntamento: la Legge di Bilancio 2027. L’obiettivo sarà reperire ulteriori risorse per dare continuità ai risultati raggiunti con il CCPL 2025-2027 e, contemporaneamente, costruire fin d’ora le basi economiche del triennio 2028-2030. Una programmazione indispensabile per continuare a valorizzare il lavoro pubblico e garantire servizi sempre più efficienti ai cittadini. Fatti, non illusioni La valorizzazione del personale delle Autonomie Locali richiede impegno, confronto, programmazione e risorse. La UIL FP del Trentino, assieme a FP CGIL, CISL FP, continueranno a presidiare ogni fase della contrattazione affinché agli impegni assunti seguano finanziamenti adeguati e, soprattutto, risultati concreti per tutte le lavoratrici, i lavoratori e gli Enti locali del Trentino. Perché il lavoro sindacale si misura sui risultati. Fatti, non illusioni. Comunicato stampa del 31.07.2026 in pdf. 👇👇 https://drive.google.com/file/d/1VjFko0HXf9n16FRQh7VG_6fjEftX3Hgo/view?usp=drivesdk Articolo di stampa il Dolomiti del 31.07.2026👇👇👇 https://www.ildolomiti.it/politica/2026/via-libera-allassestamento-di-bilancio-soddisfatte-le-funzioni-pubbliche-di-cgil-cisl-e-uil-un-passo-in-avanti-lavoriamo-per-fatti-concreti-e-non-per-le-illusioni Articolo di stampa l’Adige del 1.08.2026👇👇👇 https://drive.google.com/file/d/1gaslcdQMRcGJD8M3a33wSqbFtsPNXrZG/view?usp=drivesdk







