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- ⛽️Crisi nello Stretto di Hormuz: perché la stabilità internazionale è fondamentale per l’economia europea e per i lavoratori
Negli ultimi mesi la situazione geopolitica nell’area del Golfo Persico ha riportato al centro dell’attenzione internazionale lo Stretto di Hormuz, uno dei punti strategici più importanti per il commercio mondiale di petrolio. Attraverso questo stretto transita una quota significativa del greggio destinato ai mercati internazionali. Quando una crisi militare, un blocco navale o tensioni geopolitiche limitano la libera circolazione delle petroliere, l’effetto si ripercuote immediatamente sui mercati energetici globali. Perché i prezzi dell’energia aumentano? I mercati reagiscono non solo alla quantità di petrolio effettivamente disponibile, ma anche al rischio che gli approvvigionamenti possano diminuire. Le difficoltà nell’esportazione del greggio iraniano, unite all’incertezza che coinvolge tutta l’area del Golfo Persico, hanno contribuito ad alimentare tensioni sui prezzi internazionali dell’energia. Quando aumenta il costo del petrolio aumentano, di conseguenza, anche i costi dei carburanti, dei trasporti, della logistica e, indirettamente, di numerosi beni e servizi. Le informazioni diffuse dagli analisti del settore energetico evidenziano come l’Iran abbia dovuto ridurre significativamente la propria produzione a causa delle difficoltà di esportazione e della limitata capacità di stoccaggio disponibile. Molti depositi risultano infatti prossimi ai limiti operativi, costringendo il Paese a rallentare l’estrazione e a fare affidamento sulle scorte accumulate all’estero. Questa situazione genera ulteriore incertezza nei mercati e contribuisce a mantenere elevata la pressione sui prezzi energetici. Le conseguenze per l’Europa Anche se l’Europa non dipende esclusivamente dal petrolio proveniente dall’area iraniana, il mercato energetico è ormai globale e interconnesso. Quando una parte significativa dell’offerta mondiale viene messa in discussione, gli effetti si propagano rapidamente a livello internazionale. Le imprese europee si trovano a sostenere costi maggiori per l’energia e per i trasporti, mentre le famiglie devono fare i conti con rincari che incidono direttamente sul bilancio domestico. In questo contesto, la stabilità delle rotte commerciali e la ripresa di normali flussi di approvvigionamento del greggio verso i mercati internazionali rappresentano elementi essenziali per contenere i prezzi e garantire maggiore sicurezza energetica all’Europa. La pace come interesse dei lavoratori Per la UIL FP del Trentino ogni conflitto porta con sé conseguenze che vanno ben oltre i territori direttamente coinvolti. Le guerre producono sofferenze umane, instabilità economica e ricadute che finiscono per colpire anche lavoratrici, lavoratori e pensionati attraverso l’aumento del costo della vita e la riduzione del potere d’acquisto. Per questo motivo è fondamentale che la comunità internazionale persegua ogni iniziativa utile a favorire il cessate il fuoco, la de-escalation delle tensioni e il ripristino di condizioni di sicurezza che consentano la piena ripresa degli approvvigionamenti energetici verso l’Europa e il resto del mondo. Smart Working: una risposta concreta ai rincari energetici La UIL FP del Trentino evidenzia da tempo come l’aumento dei costi energetici e dei carburanti abbia un impatto diretto sulle lavoratrici e sui lavoratori della Pubblica Amministrazione. Le spese per gli spostamenti casa-lavoro incidono sempre più sui bilanci familiari, soprattutto nelle aree periferiche e montane del nostro territorio. Per questa ragione abbiamo più volte chiesto alla Provincia autonoma di Trento una maggiore attenzione al potenziamento dello Smart Working, quale strumento capace di coniugare efficienza organizzativa, sostenibilità ambientale e riduzione dei costi a carico del personale. Laddove compatibile con le esigenze dei servizi pubblici e con le attività svolte, il lavoro agile può rappresentare una risposta concreta alle difficoltà economiche generate anche dalle tensioni internazionali e dai conseguenti aumenti dei costi energetici. Guardare al futuro con responsabilità La crisi nello Stretto di Hormuz dimostra ancora una volta quanto gli equilibri internazionali influenzino la vita quotidiana dei cittadini europei. Garantire la sicurezza delle rotte commerciali, favorire il dialogo tra gli Stati e promuovere soluzioni diplomatiche ai conflitti non rappresenta soltanto un obiettivo politico, ma una necessità concreta per tutelare l’economia, il lavoro e il benessere delle famiglie. La UIL FP del Trentino continuerà a seguire con attenzione l’evoluzione della situazione internazionale, sostenendo tutte quelle politiche che possano contribuire a difendere il potere d’acquisto delle lavoratrici e dei lavoratori e a garantire servizi pubblici efficienti e sostenibili.
- Fare sindacato nel pubblico impiego trentino oggi⁉️Una sfida sempre più complessa
Difendere il lavoro pubblico in un territorio che cambia richiede conoscenza e competenza Confederale Fare attività sindacale nel pubblico impiego trentino nel 2026 significa confrontarsi con una realtà profondamente diversa rispetto a quella vissuta da chi ci ha preceduto qualche decennio fa. Se in passato le trattative si svolgevano in un contesto economico relativamente stabile, con una maggiore disponibilità di personale e con una crescita demografica che garantiva il ricambio generazionale, oggi il sindacato deve affrontare sfide nuove e molto più complesse. La contrattazione non riguarda più soltanto il miglioramento delle condizioni economiche e normative dei lavoratori. Oggi significa difendere la tenuta stessa dei servizi pubblici, garantire l’attrattività delle professioni pubbliche e preservare la qualità delle prestazioni erogate quotidianamente ai cittadini. Il costo della vita corre più veloce degli stipendi Uno dei principali problemi che interessano il Trentino riguarda l’aumento del costo della vita. Negli ultimi anni le famiglie hanno dovuto fare i conti con rincari che hanno interessato l’energia, l’abitazione, i trasporti e i beni di prima necessità. Le organizzazioni sindacali Confederali si trovano quindi a dover rivendicare aumenti salariali alla Provincia che non rappresentano un semplice miglioramento retributivo, ma uno strumento indispensabile per difendere il potere d’acquisto dei lavoratori pubblici. Diversi studi e rilevazioni mostrano come il Trentino-Alto Adige continui a collocarsi tra i territori italiani con il costo della vita più elevato e con un forte impatto sui bilanci familiari. In questo contesto, ogni euro conquistato ai tavoli di trattativa degli ultimi trienni 2019/2021 e 2022/2024, ha richiesto percorsi negoziali lunghi, complessi e caratterizzati dalla necessità di conciliare le esigenze dei lavoratori con i vincoli della finanza pubblica. Sul triennio 2025/2027 abbiamo garantito anticipo dell’intera inflazione programmata, ma ancora non basta, per questo il percorso continuerà in Legge di Assestamento 2026, ma ancora di più in quella di Bilancio 2027. Non possiamo fermarci, non possiamo arretrare. Serve puntare sulle giovani generazioni, anche se sempre più difficili da attrarre nel pubblico impiego. La grande sfida riguarda il rapporto tra giovani e lavoro pubblico. Molti ragazzi e ragazze faticano a vedere nel pubblico impiego una prospettiva professionale competitiva rispetto al settore privato. Il costo degli affitti, il prezzo delle abitazioni in Trentino e le difficoltà economiche che caratterizzano l’ingresso nel mondo del lavoro rendono spesso poco attrattive professioni che richiedono responsabilità elevate e percorsi formativi sempre più qualificati. Il rischio concreto è quello che stiamo evidenziando, una progressiva diminuzione delle candidature nei concorsi pubblici, con conseguenti difficoltà nel garantire il necessario ricambio generazionale all’interno di servizi essenziali. Il calo demografico e l’invecchiamento della popolazione Anche il tema demografico incide direttamente sull’attività sindacale. L’Italia continua a registrare una diminuzione delle nascite e un progressivo invecchiamento della popolazione. Sebbene il Trentino mostri una migliore capacità di tenuta rispetto ad altre aree del Paese grazie ai flussi migratori e alla propria attrattività territoriale, il problema del ricambio generazionale rimane centrale. Sempre più lavoratori si avvicinano alla pensione e sempre meno giovani sono disponibili a sostituirli. Questo fenomeno interessa in modo trasversale tutti i comparti delle Autonomie Locali. Comuni, Comunità di Valle, APSP e servizi territoriali sotto pressione Le difficoltà si manifestano quotidianamente negli enti locali. Nei Comuni cresce la difficoltà nel reperire figure tecniche, amministrative e contabili. Le Comunità di Valle affrontano una domanda crescente di servizi sociali. Le APSP e i servizi socioassistenziali faticano a trovare personale qualificato. La Polizia Locale opera spesso in condizioni di sottorganico. Gli uffici tecnici, finanziari e amministrativi sono chiamati a gestire procedure sempre più complesse con organici spesso insufficienti. Tutto questo avviene mentre i cittadini richiedono servizi più rapidi, digitalizzati e di qualità. Perché oggi la trattativa è più difficile rispetto al passato? Quando si osservano le conquiste ottenute negli anni passati è importante ricordare che il contesto era profondamente diverso. Oggi ogni trattativa deve confrontarsi contemporaneamente con: * vincoli di bilancio sempre più stringenti; * carenza di personale; * aumento del costo della vita; * difficoltà di reperimento di nuove professionalità; * crescente complessità normativa; * necessità di garantire la continuità dei servizi pubblici. Per queste ragioni raggiungere risultati contrattuali significativi richiede una capacità negoziale sempre maggiore, un forte lavoro di rappresentanza e una presenza costante nei luoghi di lavoro. Il ruolo della UIL FP del Trentino In questo scenario la UIL FP del Trentino continua a svolgere il proprio ruolo con determinazione, portando ai tavoli negoziali le esigenze concrete delle lavoratrici e dei lavoratori. La contrattazione rimane lo strumento principale per valorizzare il lavoro pubblico, migliorare le condizioni economiche e professionali del personale e garantire servizi pubblici efficienti ai cittadini. Difendere il lavoro pubblico oggi significa difendere il futuro delle nostre comunità. Perché dietro ogni pratica amministrativa, ogni intervento sociale, ogni servizio educativo, ogni attività di assistenza e ogni presidio di sicurezza locale ci sono persone che ogni giorno garantiscono il funzionamento delle istituzioni. Ed è proprio per queste persone che il sindacato continua a battersi, con la consapevolezza che le sfide del presente richiedono ancora più impegno, più competenza e più partecipazione rispetto al passato. Noi della UIL FP del Trentino ci siamo oggi e ci saremo sempre🔵
- 🩺PROFESSIONI SANITARIE: FORMARE PIÙ INFERMIERI NON BASTA SE NON SI RENDONO ATTRATTIVE LE CONDIZIONI DI LAVORO
La riflessione della UIL FP del Trentino sul futuro della professione infermieristica Negli ultimi vent’anni il sistema universitario italiano ha investito in modo significativo nella formazione delle professioni sanitarie e, in particolare, nella laurea in Infermieristica. I posti disponibili nei corsi universitari sono progressivamente aumentati, anche in Trentino, nella convinzione che l’espansione dell’offerta formativa fosse sufficiente a garantire il necessario ricambio generazionale e a rispondere al crescente fabbisogno di personale sanitario. Oggi, però, emerge con sempre maggiore evidenza una realtà che non può essere ignorata: mentre il bisogno di infermieri continua ad aumentare, l’attrattività della professione diminuisce. Sempre meno giovani vedono nel percorso infermieristico una scelta in grado di offrire adeguate prospettive economiche, professionali e personali. È una riflessione che la UIL FP del Trentino ritiene indispensabile affrontare con serietà, trasparenza e responsabilità, senza slogan e senza scorciatoie. Una professione fondamentale per la tenuta del sistema sanitario La professione infermieristica rappresenta uno dei pilastri del sistema sanitario e socio-assistenziale. Richiede elevate competenze tecniche, relazionali e organizzative e svolge un ruolo essenziale nella presa in carico delle persone, dalla prevenzione all’assistenza, fino ai percorsi di cura più complessi. Negli anni il percorso professionale degli infermieri ha conosciuto una profonda evoluzione. Sono cresciute le competenze richieste, le responsabilità attribuite e il livello di autonomia professionale. Parallelamente si è sviluppato il percorso universitario e si sono ampliate le possibilità di specializzazione. Tuttavia, a fronte di questa evoluzione, il riconoscimento economico, professionale e sociale non è cresciuto con la stessa intensità. Le criticità che allontanano i giovani dalla professione Molti professionisti, una volta entrati nel mondo del lavoro, si trovano ad affrontare condizioni che incidono profondamente sulla qualità della vita e sulla permanenza nel settore. Tra le principali criticità emergono: * turni sulle 24 ore; * lavoro notturno e festivo; * carichi assistenziali sempre più elevati; * carenze di personale; * difficoltà nella conciliazione tra vita privata e lavoro; * episodi di aggressioni verbali e fisiche; * responsabilità crescenti; * retribuzioni spesso percepite come non adeguate rispetto all’impegno richiesto. Questi elementi contribuiscono a rendere meno attrattiva una professione che rimane invece fondamentale per il funzionamento dell’intero sistema sanitario. Non basta aumentare i posti all’università La UIL FP del Trentino considera positivo ogni investimento nella formazione e nell’ampliamento dei percorsi universitari. Tuttavia, pensare di risolvere il problema della carenza di infermieri esclusivamente aumentando il numero dei posti disponibili nei corsi di laurea rischia di essere una risposta insufficiente. La vera sfida è costruire una professione attrattiva anche dopo la laurea. Occorre offrire ai giovani prospettive concrete di crescita professionale, percorsi di carriera valorizzanti, retribuzioni adeguate, ambienti di lavoro sostenibili e una reale qualità della vita lavorativa. È necessario inoltre presentare ai futuri professionisti una visione completa e realistica della professione, affinché la scelta del percorso infermieristico sia realmente consapevole e informata. L’impegno della UIL FP del Trentino Come UIL FP del Trentino siamo quotidianamente impegnati nella tutela e nella valorizzazione delle professioni sanitarie e assistenziali che operano sul territorio provinciale. La nostra azione sindacale riguarda sia il personale delle strutture pubbliche sia quello impiegato nelle APSP, nelle RSA, nelle cooperative sociali e nelle realtà private accreditate che costituiscono una componente essenziale della rete dei servizi alla persona. Negli anni abbiamo sostenuto e continuiamo a sostenere la necessità di: * rafforzare gli organici; * migliorare le condizioni di lavoro; * valorizzare economicamente le professionalità; * investire nella formazione continua; * sviluppare percorsi di carriera; * garantire maggiore sicurezza nei luoghi di lavoro; * favorire la conciliazione tra vita lavorativa e familiare; * riconoscere pienamente il ruolo centrale svolto da infermieri e professionisti della cura. Una sfida che riguarda il futuro della sanità Il futuro della sanità trentina e nazionale passa inevitabilmente dalla capacità di valorizzare chi ogni giorno si prende cura delle persone. Per questo la UIL FP del Trentino continuerà a chiedere interventi concreti e una condivisione di intenti tra Provincia Autonoma di Trento, organizzazioni sindacali, enti formativi e soggetti coinvolti nel sistema sanitario e socio-assistenziale. La sfida che ci attende non è soltanto formare più infermieri. La vera sfida è creare le condizioni affinché chi sceglie questa professione possa esercitarla con dignità, soddisfazione, sicurezza e adeguate prospettive per l’intera vita lavorativa. Andrea Bassetti Segretario Generale UIL FP del Trentino – Settore Autonomie Locali Giuseppe Varagone Segretario Generale UIL FP del Trentino – Settore Sanità
- CCPL 2025/2027: le richieste della UIL FP del Trentino nella Legge di Assestamento 2026
La UIL FP del Trentino in sinergia con le altre Organizzazioni Sindacali Confederali hanno presentato alla Provincia Autonoma di Trento e ad APRAN una piattaforma di richieste conseguente agli accordi sottoscritti il 12 gennaio 2026, con l’obiettivo di avviare un percorso concreto di revisione e aggiornamento della parte normo-giuridico-economica del CCPL 2025/2027. La fase che si apre rappresenta un passaggio fondamentale per il futuro del lavoro pubblico trentino. Le trasformazioni organizzative, il crescente fabbisogno di personale, l’invecchiamento della forza lavoro e gli effetti dell’inflazione impongono infatti interventi strutturali e investimenti adeguati. Per questo motivo le Organizzazioni Sindacali ritengono indispensabile che la Legge di Assestamento 2026 e la successiva Legge di Bilancio 2027 prevedano specifici stanziamenti economici destinati al rinnovo e all’aggiornamento degli istituti contrattuali, delle indennità e delle misure di valorizzazione del personale. Le otto priorità individuate 1. Estensione del buono pasto con sistema revolving card a tutti i comparti pubblici Si chiede l’estensione del sistema di buono pasto tramite revolving card a tutto il personale del comparto pubblico locale trentino, superando le attuali differenze esistenti tra i diversi settori. L’obiettivo è garantire uno strumento di welfare moderno, flessibile ed equo per tutti i lavoratori, accompagnato dall’innalzamento della soglia di esenzione fiscale per rafforzarne l’efficacia quale misura concreta di sostegno al reddito. 2. Finanziamento delle progressioni economiche orizzontali Gli accordi sottoscritti prevedono un sistema di progressioni economiche articolato in più posizioni retributive. Per rendere realmente operativo tale sistema è necessario prevedere risorse certe, strutturali e con decorrenza definita, consentendo la valorizzazione dell’esperienza professionale, delle competenze e dell’impegno dei dipendenti pubblici. 3. Revisione della parte normo-giuridico-economica del CCPL È necessario intervenire su numerosi istituti contrattuali che richiedono un aggiornamento alla luce delle mutate esigenze organizzative e sociali. Particolare attenzione dovrà essere dedicata a: tutela della maternità e della paternità; disciplina della malattia; ricambio generazionale e Age Management; revisione delle indennità ferme da anni; specificità della Polizia Locale; lavoro notturno e festivo. 4. Completamento del sistema indennitario della Provincia e degli Enti strumentali Le Organizzazioni Sindacali chiedono il completamento del sistema indennitario attraverso: il riconoscimento delle figure professionali ancora escluse; l’individuazione di risorse dedicate e strutturali; l’armonizzazione dei trattamenti economici tra strutture e servizi; il consolidamento degli istituti già previsti. Si tratta di un passaggio indispensabile per garantire maggiore equità all’interno del sistema pubblico provinciale. 5. Accordo di settore per Comuni e Comunità di Valle Le risorse attualmente disponibili non consentono ancora una piena equiparazione economica con il personale provinciale. Questa situazione continua a generare differenze retributive significative, difficoltà nel reperimento del personale e una minore attrattività degli Enti Locali. Per questo si rende necessario un adeguamento sostanziale delle risorse destinate all’accordo di settore, affinché Comuni e Comunità di Valle possano garantire servizi efficienti e personale adeguatamente valorizzato. 6. Attivazione dell’addendum per nuove risorse e recupero del potere d’acquisto L’inflazione degli ultimi anni ha inciso in maniera significativa sul potere d’acquisto delle lavoratrici e dei lavoratori pubblici. Le Organizzazioni Sindacali chiedono pertanto l’attivazione dell’addendum contrattuale finalizzato all’immissione di nuove risorse economiche, indispensabili per recuperare almeno in parte l’erosione salariale determinata dall’aumento del costo della vita. 7. Indennità e valorizzazione del personale APSP Le Aziende Pubbliche di Servizi alla Persona svolgono un ruolo essenziale nel sistema socio-sanitario provinciale. È necessario intervenire attraverso: l’estensione e l’incremento delle indennità; il riconoscimento delle attività notturne, festive e gravose; l’adeguamento dei trattamenti economici ai livelli della sanità pubblica; la valorizzazione professionale del personale socio-assistenziale e sanitario. 8. Previdenza integrativa e welfare contrattuale Le Organizzazioni Sindacali chiedono inoltre il rafforzamento degli strumenti di welfare contrattuale e della previdenza complementare. L’obiettivo è garantire maggiori tutele alle lavoratrici e ai lavoratori, sostenere il lavoro di cura e promuovere misure a beneficio delle famiglie, contribuendo al miglioramento della qualità della vita e del benessere organizzativo. Servono risorse per trasformare le richieste in risultati concreti Le richieste presentate rappresentano un progetto complessivo di modernizzazione del lavoro pubblico trentino e di valorizzazione delle professionalità che ogni giorno garantiscono servizi essenziali ai cittadini. Per trasformare queste proposte in risultati concreti è però necessario che la Provincia individui fin da subito adeguati stanziamenti nella Legge di Assestamento 2026 e nella futura Legge di Bilancio 2027. Investire sul personale pubblico significa investire sulla qualità dei servizi, sulla competitività del sistema territoriale e sul futuro delle comunità del Trentino. La UIL FP del Trentino continuerà a sostenere con determinazione questo percorso negoziale, affinché agli impegni assunti corrispondano risposte concrete per tutte le lavoratrici e i lavoratori del comparto pubblico delle Autonomie Locali Trentine.
- ✍️FIRMATA LA PREINTESA DEL CCNL 2025-2027 Più salario, più diritti, più tutele per le lavoratrici e i lavoratori delle Funzioni Centrali.
🔵✍🏻 La UIL FP ha firmato la preintesa per il rinnovo del CCNL 2025-2027 delle Funzioni Centrali. Un risultato che va nella direzione che da sempre sosteniamo ai tavoli negoziali: garantire subito alle lavoratrici e ai lavoratori tutte le risorse disponibili senza attendere la fine del triennio contrattuale, istituire un tavolo di monitoraggio che consenta di verificare eventuali scostamenti tra retribuzioni e inflazione e rafforzare gli aumenti sul trattamento tabellare, destinando il 95% delle risorse disponibili ☝🏻Dal 2027 gli operatori avranno un aumento complessivo di 126 euro lordi mensili, gli assistenti di 133 euro, i funzionari di 161 euro e le elevate professionalità di 221 euro. L’incremento medio sarà pari a 161 euro lordi al mese. 🎯Tra le principali novità normative figurano il superamento della disparità nel numero di giorni di ferie tra il personale assunto da meno di tre anni e il restante personale, una maggiore flessibilità nella programmazione delle ferie, l’ampliamento delle possibilità di flessibilità lavorativa e di accesso al lavoro agile e da remoto, la riduzione della pausa pranzo fino a 10 minuti su richiesta del dipendente e la soluzione dell’annosa questione dei festivi infrasettimanali per il personale turnista, l'istituzione di un osservatorio paritetico di comparto formato dalle organizzazioni sindacali rappresentative del comparto. 🥳 Grazie alle sentenze favorevoli ottenute dalla UIL FP presso i Tribunali e le Corti d’Appello di Torino e Roma, le lavoratrici e i lavoratori turnisti percepiranno inoltre l’indennità di turno anche durante i periodi di ferie. Per la prima volta, infine, viene disciplinato l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, introducendo garanzie, tutele e percorsi di formazione dedicati ai dipendenti. 💪🏻 Questo rinnovo contrattuale, che segue a breve distanza quello del precedente triennio, consente alle lavoratrici e ai lavoratori di beneficiare di importanti incrementi economici già nell’anno in corso. Per la prima volta nella storia delle Funzioni Centrali viene sottoscritto un contratto con un anno e mezzo di anticipo rispetto alla scadenza naturale. Un risultato che dà concreta attuazione a una richiesta che la UIL FP ha sostenuto con determinazione durante tutta la trattativa. Il tempo è salario: non si tratta di una concessione, ma di una conquista. Risultati concreti, frutto di una trattativa nella quale la UIL FP ha avuto un ruolo determinante, portando proposte innovative e ottenendo risposte attese dal personale delle Funzioni Centrali. @follower
- 🔵DIVERSITY & DISABILITY MANAGER: 🔵INCLUSIONE, ACCESSIBILITÀ E DIRITTI NEL MONDO DEL LAVORO PUBBLICO💪
La UIL FP del Trentino ritiene fondamentale promuovere, anche all’interno delle Pubbliche Amministrazioni e dei luoghi di lavoro, una cultura dell’inclusione capace di garantire pari opportunità, accessibilità e piena partecipazione delle persone con disabilità. In questo contesto assume sempre maggiore importanza la figura del Disability Manager, professionista che opera per facilitare l’integrazione lavorativa, l’abbattimento delle barriere e la costruzione di ambienti realmente inclusivi. Il Disability Manager nasce negli Stati Uniti alla fine degli anni ’80 e si diffonde in Europa negli anni ’90. In Italia il tema viene introdotto nel 2009 attraverso il Libro Bianco sull’accessibilità e sulla mobilità urbana, fino a trovare progressivo riconoscimento normativo con il Jobs Act e con la Legge delega sulla disabilità. Con il D.Lgs. 151/2015 e successivamente con la Legge 227/2021, il ruolo viene valorizzato quale figura di riferimento per favorire l’inserimento e la permanenza lavorativa delle persone con disabilità, attraverso strumenti di accomodamento ragionevole, progettazione personalizzata e rimozione degli ostacoli organizzativi. La UIL FP del Trentino evidenzia come il tema non riguardi solamente gli aspetti assistenziali, ma rappresenti una vera questione di civiltà, diritti e qualità del lavoro pubblico. Importanti novità sono inoltre entrate in vigore con il D.Lgs. 62/2024, operativo dal 30 giugno 2024, che introduce modifiche rilevanti alla normativa nazionale in materia di disabilità. Il decreto si inserisce nel percorso di adeguamento dell’ordinamento italiano alla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità e alla Strategia Europea 2021-2030, superando una visione esclusivamente sanitaria della disabilità e riconoscendo il ruolo determinante dell’ambiente sociale e lavorativo nel creare inclusione oppure esclusione. Tra gli elementi più rilevanti: il rafforzamento del principio di accomodamento ragionevole; il diritto a servizi, prestazioni e strumenti accessibili; la valorizzazione dell’accessibilità fisica e digitale; l’istituzione dell’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità; maggiori tutele contro discriminazioni dirette e indirette nei luoghi di lavoro. La UIL FP del Trentino sottolinea come le Pubbliche Amministrazioni — Provincia Autonoma, enti locali, Apsp, università, regioni e amministrazioni pubbliche — debbano assumere un ruolo centrale nel garantire ambienti di lavoro inclusivi, moderni e realmente accessibili. Il Disability Manager rappresenta quindi una figura strategica: nelle scuole, per favorire inclusione e supporto agli studenti; nelle università, per garantire pari accesso alla formazione; nel turismo accessibile, per promuovere servizi inclusivi; nelle reti territoriali, per costruire collaborazione tra enti, associazioni e istituzioni. Per la UIL FP del Trentino investire sull’inclusione significa investire sulla qualità dei servizi pubblici, sul benessere lavorativo e sul futuro della società. ➡️ Un mondo del lavoro senza barriere non è solo un obiettivo sociale: è un diritto fondamentale. UIL FP DEL TRENTINO Inclusione oggi, opportunità per domani.
- FUTURO DELL’ASSISTENZA RESIDENZIALE E DOMICILIARE TRENTINA? LA CRISI DELLE PROFESSIONI SANITARIE E ASSISTENZIALI IN TRENTINO UNO “TSUNAMI” NEI PROSSIMI 10 ANNI
Le analisi condotte negli ultimi anni da ASUIT, dall’Università di Trento e dal Ministero della Salute evidenziano come la carenza di personale infermieristico e sociosanitario non rappresenti soltanto un problema organizzativo delle strutture, ma una criticità sistemica destinata ad avere effetti diretti sull’intero modello di welfare territoriale. In Trentino, le APSP, le RSA private e i servizi di assistenza domiciliare, pubblici e cooperativi, costituiscono infatti uno dei principali pilastri dell’assistenza alle persone anziane non autosufficienti e un supporto fondamentale per migliaia di famiglie. Dalla realtà residenziale all’assistenza domiciliare il passo è breve. Quest’ultima rappresenta uno strumento essenziale per consentire alle persone anziane e fragili di rimanere il più a lungo possibile nel proprio contesto di vita. Come già denunciato dalla UIL FP del Trentino, negli ultimi anni, tuttavia, le dinamiche di affidamento degli appalti da parte della Provincia sembrano aver dedicato un’attenzione insufficiente alla valorizzazione delle realtà che operano da decenni sul territorio, costruendo competenze, relazioni e qualità dei servizi. La UIL FP del Trentino sottolinea che la qualità dell’assistenza domiciliare trentina dipende infatti anche dalla continuità degli operatori, dalla conoscenza delle comunità locali e dalla capacità di instaurare rapporti di fiducia con utenti e famiglie: elementi che dovrebbero rappresentare criteri centrali nelle scelte di programmazione e affidamento dei servizi. La crescente difficoltà nel reperire infermieri e operatori sociosanitari rischia di compromettere la capacità delle RSA di garantire livelli adeguati di assistenza. Se questo sistema dovesse indebolirsi ulteriormente, il carico di cura ricadrebbe inevitabilmente sulle famiglie, con conseguenze sociali ed economiche rilevanti. L’assistenza agli anziani fragili verrebbe trasferita sempre più all’interno delle abitazioni, aumentando il numero di familiari costretti a ridurre l’orario di lavoro, richiedere congedi straordinari o ricorrere ai permessi previsti dalla Legge 104, a causa della ridotta disponibilità di servizi residenziali e domiciliari. Secondo le proiezioni demografiche del Ministero della Salute, l’invecchiamento della popolazione comporterà nei prossimi anni un incremento significativo della domanda di assistenza continuativa. In questo scenario, la tenuta delle RSA non rappresenta soltanto una questione sanitaria, ma una condizione essenziale per la sostenibilità del mercato del lavoro e per l’equilibrio sociale delle comunità locali. Ogni posto letto non disponibile o ogni servizio ridotto nelle strutture residenziali genera infatti un effetto a catena che coinvolge famiglie, imprese e servizi pubblici. A rendere ancora più preoccupante il quadro vi è il progressivo calo di interesse verso la professione infermieristica da parte delle nuove generazioni. Se fino a pochi anni fa il problema riguardava principalmente la capacità del sistema di trattenere i professionisti, oggi emerge con forza anche la difficoltà di formarne di nuovi. La Provincia autonoma di Trento e l’Università di Trento hanno ulteriormente investito nella formazione, portando a 220 i posti disponibili per l’anno accademico 2025/2026 del Corso di Laurea in Infermieristica presso la sede di Trento. «Si tratta di una scelta condivisibile e necessaria», commentano il Segretario Generale della UIL FP del Trentino Andrea Bassetti e il Segretario Provinciale Manuel Cescatti, «ma che da sola non basta. Aumentare i posti disponibili ha senso soltanto se i giovani scelgono davvero di intraprendere questo percorso professionale e se, una volta laureati, decidono di rimanere a lavorare in Trentino». La preoccupazione cresce ulteriormente osservando i dati demografici della professione. Nei prossimi anni le uscite per pensionamento saranno nettamente superiori agli ingressi di nuove figure professionali. Un fenomeno che troppo spesso viene sottovalutato dalla politica e che rischia di generare una crisi senza precedenti per il sistema sociosanitario provinciale. La domanda che politica, istituzioni e parti sociali devono porsi è semplice: chi assisterà gli anziani trentini tra dieci anni? Le RSA pubbliche e private rappresentano oggi il punto più visibile della crisi, ma il problema nasce molto prima: nelle aule universitarie e nella percezione che i giovani hanno della professione infermieristica. Una professione fondamentale per il funzionamento del sistema sanitario e sociosanitario che oggi fatica ad essere percepita come sufficientemente attrattiva sotto il profilo economico — pur continuando il Trentino a garantire condizioni migliori rispetto a molte altre realtà italiane — ma anche sotto il profilo organizzativo, professionale e delle prospettive di carriera. «La vera emergenza non è soltanto la mancanza di chi si prende cura delle persone oggi», concludono Bassetti e Cescatti. «L’emergenza è che rischiamo di non averne abbastanza nemmeno domani. Se non restituiamo valore sociale, professionale ed economico a queste professioni, nessun sistema formativo potrà garantire il ricambio generazionale di cui il Trentino ha bisogno». Per questo la UIL FP del Trentino ritiene indispensabile e richiama l’attenzione per l’apertura di un tavolo provinciale permanente che coinvolga autonoma di Trento, UPIPA, Università di Trento, Federazione Trentina della Cooperazione e organizzazioni sindacali, per valorizzare i percorsi già attivati, per esempio come fatto sull’OAD - Operatore Assistenziale Domiciliare - e crearne di nuovi, con l’obiettivo di costruire una strategia di lungo periodo capace di rendere nuovamente attrattive le professioni sanitarie e assistenziali, pilastro fondamentale del welfare trentino, valorizzandone sempre il percorso formativo dedicato e mai scontato.
- 🧑🧑🧒🧒Cittadinanza dei minori e certezza del diritto: la tutela delle famiglie non può dipendere dalle interpretazioni
La recente riflessione pubblicata da Giustizia Insieme sulla riforma della cittadinanza del 2025 e sulla condizione dei figli minori di cittadini naturalizzati riporta al centro dell’attenzione un tema di grande rilevanza giuridica e sociale: la necessità di garantire applicazioni uniformi delle norme che incidono sui diritti fondamentali delle persone. Il dibattito trae origine anche dalla sentenza n. 3043/2025 del Tribunale di Trento, che affronta questioni particolarmente delicate riguardanti gli effetti delle nuove disposizioni introdotte dal decreto-legge n. 36/2025, successivamente convertito nella legge n. 74/2025. Quando si interviene su materie che coinvolgono minori e nuclei familiari, il principio della certezza del diritto assume un valore ancora più significativo. Le famiglie devono poter contare su regole chiare, prevedibili e applicate in modo uniforme su tutto il territorio nazionale, evitando interpretazioni difformi che possano determinare situazioni differenti tra persone che si trovano nelle medesime condizioni. Secondo Andrea Bassetti, Segretario Generale della UIL FP Trentino, il tema riguarda direttamente anche i territori e le amministrazioni locali: “La decisione assunta dal Tribunale di Trento richiama l’attenzione sulla necessità di garantire uniformità interpretativa e applicativa delle norme che incidono sulla condizione giuridica dei minori. I territori sono il primo luogo in cui gli effetti delle riforme si manifestano concretamente e per questo è fondamentale evitare disparità di trattamento che rischiano di generare incertezza tra le famiglie e ulteriore contenzioso. La tutela dell’infanzia e dell’unità familiare deve rappresentare un principio guida per tutte le amministrazioni coinvolte.” La questione non riguarda soltanto il quadro normativo, ma anche l’organizzazione della macchina amministrativa e giudiziaria chiamata ad applicare le nuove disposizioni. Su questo aspetto interviene Mirko Manna, Coordinatore Generale della UIL FP Giustizia: “Ogni riforma che incide sui diritti fondamentali deve essere accompagnata da indicazioni applicative chiare, uniformi e rispettose della dignità delle persone. La Giustizia non può diventare il luogo in cui famiglie già fragili incontrano ulteriori incertezze amministrative o interpretative.” Per la UIL FP Giustizia è infatti fondamentale investire nella qualità organizzativa degli uffici, nella formazione del personale e negli strumenti operativi a disposizione degli operatori. Dietro ogni fascicolo vi sono persone, storie, famiglie e minori che attendono risposte certe e tempi adeguati. La certezza del diritto rappresenta uno dei pilastri dello Stato democratico e costituisce una garanzia essenziale per la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Per questo motivo risulta indispensabile una linea interpretativa nazionale chiara e condivisa, capace di assicurare uguaglianza di trattamento e tutela effettiva dei diritti su tutto il territorio nazionale. La UIL FP Trentino e la UIL FP Giustizia continueranno a seguire con attenzione l’evoluzione della normativa e delle relative applicazioni, sostenendo ogni iniziativa volta a garantire uniformità, tutela dei minori e rispetto dei principi costituzionali. UIL FP del Trentino
- La figura del Diversity & Disability Manager 👥
🌍 Inclusione, valorizzazione delle differenze e pari opportunità non sono semplici principi, ma elementi fondamentali per costruire ambienti di lavoro più equi, accessibili e rispettosi delle persone. La figura del Diversity & Disability Manager rappresenta oggi uno strumento importante per promuovere il benessere organizzativo, contrastare le discriminazioni e valorizzare le competenze di ogni lavoratrice e lavoratore. 📖 Approfondisci il tema e scopri perché investire nell’inclusione significa investire nel futuro delle organizzazioni e della comunità. https://drive.google.com/file/d/10wWmGcBpYYNKgybW0ZiPA_lT5USqJO-u/view?usp=drivesdk #UILFP #UILFPdelTrentino #Inclusione #Diversità #Disabilità #PariOpportunità #PubblicaAmministrazione #LavoroPubblico #DiversityManager
- 🚔Polizia Locale: servono fatti, non promesse. La riforma non è più rinviabile
La Polizia Locale rappresenta oggi uno dei pilastri fondamentali della sicurezza e della vivibilità delle nostre comunità. Le donne e gli uomini che ogni giorno operano sulle strade, nei quartieri e nei territori svolgono attività sempre più complesse e delicate, garantendo sicurezza urbana, controllo della viabilità, prevenzione, tutela della legalità e supporto ai cittadini. Eppure, nonostante l’evoluzione delle funzioni e delle responsabilità attribuite agli operatori, il quadro normativo di riferimento resta fermo alla Legge n. 65 del 1986, una norma ormai distante dalla realtà quotidiana vissuta dalla Polizia Locale. Da anni la UIL FP chiede una riforma strutturale e coraggiosa che riconosca finalmente il ruolo istituzionale della Polizia Locale, superando una situazione che vede migliaia di operatori chiamati a svolgere compiti sempre più impegnativi senza adeguati strumenti, tutele e riconoscimenti. Le priorità della UIL FP La piattaforma sindacale della UIL FP individua alcuni obiettivi fondamentali e non più rinviabili. Equiparazione alle Forze di Polizia Gli operatori della Polizia Locale devono poter contare su pari dignità economica, previdenziale, assicurativa e infortunistica rispetto alle altre Forze di Polizia. Non è accettabile che a responsabilità sempre maggiori non corrispondano adeguate garanzie professionali. Riconoscimento del lavoro usurante Il servizio svolto dagli appartenenti alla Polizia Locale presenta caratteristiche di gravosità e rischio che richiedono una revisione dei requisiti pensionistici. È necessario riconoscere la natura usurante dell’attività svolta, garantendo percorsi pensionistici coerenti con le reali condizioni di lavoro. Accesso alle banche dati interforze La sicurezza degli operatori passa anche attraverso strumenti adeguati. Consentire l’accesso alle banche dati interforze significa permettere controlli più efficaci e garantire maggiori condizioni di sicurezza durante gli interventi sul territorio. Maggiori tutele legali, sanitarie e assicurative Le aggressioni nei confronti degli operatori della Polizia Locale sono un fenomeno sempre più frequente. Per questo servono strumenti di tutela concreti, assistenza legale, coperture assicurative adeguate e un sistema di protezione che riconosca i rischi connessi al servizio. Risorse certe per la riforma Ogni riforma rischia di restare solo sulla carta senza adeguati finanziamenti. È necessario garantire risorse strutturali e continuative, evitando tagli e definanziamenti che comprometterebbero qualsiasi percorso di valorizzazione del settore. Basta propaganda, servono risultati La UIL FP ritiene che il tempo degli annunci sia finito. La Polizia Locale non ha bisogno di slogan, passerelle o promesse prive di contenuti concreti. Ancora più preoccupanti risultano i tentativi di utilizzare le legittime aspettative degli operatori per finalità esclusivamente propagandistiche o per costruire consenso senza alcun reale coinvolgimento nei tavoli nazionali dove si discutono e si costruiscono le riforme. Chi lavora quotidianamente al servizio delle comunità merita rispetto, serietà e risultati. Merita interlocutori credibili e un confronto basato sui contenuti, non sulla ricerca di visibilità. Una battaglia di dignità e sicurezza Riformare la Polizia Locale significa garantire maggiore sicurezza agli operatori, servizi più efficienti ai cittadini e un riconoscimento adeguato a una professione che negli anni è profondamente cambiata. La UIL FP continuerà a sostenere questa battaglia con determinazione, affinché alle parole seguano finalmente i fatti. Perché la Polizia Locale non chiede privilegi. Chiede rispetto, tutele e il riconoscimento che spettano a chi ogni giorno è presente sul territorio al servizio della collettività.










